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Servizi reinternalizzati, le assunzioni dall'in house non aggirano i limiti di spesa

di Michele Nico

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nell'ipotesi di reinternalizzazione di un servizio a seguito di retrocessione del corrispondente ramo aziendale, l'ente locale che proceda ad assumere i dipendenti della società in house è soggetto a tutti i limiti di spesa previsti in materia di personale per il caso di nuove assunzioni.
Ecco quanto affermato dalla Corte dei conti, sezione di controllo per la Lombardia, con la deliberazione n. 246/PAR/2015, che ha il pregio di declinare il suddetto principio – in precedenza sancito dalla stessa Corte a sezioni riunite (decisione n. 4/CONTR/12/2012) – con la vigente disciplina introdotta dall'articolo 1, comma 424, della legge 190/2014 (legge di stabilità 2015).

Esigenza temporanea della norma
Quest'ultima disposizione ha stabilito di vincolare le risorse destinate alle assunzioni a tempo indeterminato degli enti locali all'obiettivo di ricollocare il personale soprannumerario, con l'obbligo di destinare il budget delle assunzioni relativo agli anni 2015 e 2016 alle specifiche finalità individuate dal suddetto comma 424.
Il regime introdotto da tale normativa è stato oggetto di esame nella delibera n. 19/SEZAUT/2015/QMIG del 16 giugno 2015, ove la sezione autonomie ha tra l'altro rilevato che «nel comma 424 la finalità derogatoria concretamente riferibile alla priorità della ricollocazione, discende dalla specifica e temporanea esigenza di riassorbimento del personale soprannumerario. Soddisfatta tale esigenza è la stessa norma che contempla, implicitamente, la riespansione della disciplina ordinaria», fatta salva, per l'appunto, la completa ricollocazione del personale in esubero.
In tale contesto, la delibera in commento prende le mosse dal quesito di un comune che interpella la sezione per sapere se, nel caso di reinternalizzazione di servizi precedentemente affidati a una società in house, l'ente locale possa disporre il trasferimento nel proprio organico (e nei medesimi ruoli) del personale a suo tempo esternalizzato nella società di cui sopra, avvalendosi delle risorse per le assunzioni del 2015 e 2016, o se invece queste debbano essere riservate alla ricollocazione delle unità soprannumerarie del personale degli enti di area vasta (ossia le province).
Il quesito è piuttosto delicato, sia perché nella odierna congiuntura – in concomitanza con l'attuazione dei piani di razionalizzazione delle partecipate di cui all'articolo 1, comma 611, della legge di stabilità 2015 – molte amministrazioni locali hanno da gestire i processi di dismissione delle società da chiudere, sia per il fatto che la ferrea disciplina prevista dal comma 424 sopra richiamato commina la sanzione della nullità per le assunzioni effettuate in violazione della norma.

Un tenue spiraglio
È il caso di rilevare, sul punto, che con la citata delibera n. 19/2015 la sezione autonomie ha asserito che la presenza di eventuali condizioni eccezionali dell'ente non giustifica la deroga alla previsione contenuta nel comma 424, in quanto esso «è concretamente riferibile alla priorità della specifica e temporanea esigenza della ricollocazione del personale soprannumerario degli enti destinatari del riordino ex legge n. 56/2014».
In un così ristretto margine di manovra per l'azione amministrativa dell'ente locale, con la delibera n. 246/2015 la sezione lombarda ribadisce la necessità per l'ente di assumere soltanto nei modi prescritti dal comma 424, offrendo però un tenue spiraglio alla possibilità di assumere nei modi ordinari, qualora venisse constatata l'inesistenza delle occorrenti professionalità tra le unità soprannumerarie da ricollocare.
La ricerca da espletarsi a tal fine deve essere però riferita non al solo personale della provincia di appartenenza, ma a tutto il personale delle province interessate alla ricollocazione (comma 422 dell'articolo 1 della legge 190/2014).
Soltanto in tale ipotesi, ad avviso del collegio, l'ente potrà procedere a reinternalizzare il personale della società in house, sempre che ovviamente sussistano tutti i presupposti a supporto dell'operazione, tra cui la precedente assunzione mediante concorso pubblico del personale interessato.


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