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Doppio binario per gli spazi assunzionali aperti dal turn over

di Carmine Cossiga

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La delibera 26/2015 della sezione Autonomie della Corte dei conti (si veda anche Il Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri) ha nuovamente delineato il perimetro derogatorio del comma 424 della legge 190/2014, argomento sul quale il legislatore è ritornato in sede di conversione in legge del decreto enti locali nel testo approvato dal Senato e inviato alla Camera per la definitiva approvazione. L'introduzione del comma 2-bis all'articolo 4, integra il comma 424, consentendo di indire procedure concorsuali per il reclutamento a tempo indeterminato di personale da adibire alle funzioni fondamentali di organizzazione e gestione dei servizi educativi e scolastici, con esclusione del personale amministrativo. Il comma 424 aveva stabilito che, per 2015 e 2016, regioni ed enti locali riservassero tutta la spesa relativa al personale di ruolo cessato negli anni 2014 e 2015 esclusivamente per le finalità di ricollocazione del personale soprannumerario destinatario dei processi di mobilità. Eccezione alla deroga, l'immissione nei ruoli dei vincitori di concorso collocati nelle graduatorie vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della legge.

Le precedenti istruzioni della Corte
Con delibera n. 19/2015, la Sezione Autonomie, a proposito del comma 424, aveva avuto modo di precisare che, fino alla completa ricollocazione del personale soprannumerario senza alcuna limitazione geografica, per gli anni 2015 e 2016:
• è preclusa la facoltà di attingere alle graduatorie approvate da altri enti locali;
• è consentita la mobilità esclusivamente per il personale soprannumerario degli enti di area vasta;
• è consentito coprire un posto di organico per il quale è prevista una specifica professionalità necessaria per garantire l'espletamento di un servizio essenziale, una volta constatata l'inesistenza di tali professionalità tra tutto il personale soprannumerario delle Province interessate alla ricollocazione;
• la capacità assunzionale dei vincitori di concorso collocato nelle graduatorie dell'ente si esaurisce con l'utilizzazione delle risorse corrispondenti a una spesa pari al 60% (80% nel 2016) di quella relativa al personale di ruolo cessato nell'anno precedente; le ulteriori risorse corrispondenti al complemento a cento delle ricordate percentuali sono destinabili unicamente alle assunzioni per ricollocazione;
• il parametro derogatorio relativo alla non computabilità delle spese del personale ricollocato nel tetto di spesa previsto dal comma 557 della legge 296/2006 si intende esteso anche all'analoga disposizione contenuta nel successivo comma 562 relativo agli enti non soggetti a Patto.

La questione dei resti
A fronte di una iniziale apertura all'utilizzo dei resti derivanti dalle cessazioni di più anni (Corte dei conti, sezioni Riunite, n. 52/2010; sezione Toscana n. 176/2012; sezione Lombardia n. 18/2013; sezione Liguria n. 21/2013), con l'introduzione dell'articolo 3, comma 5, del Dl 90/2014 la questione dei resti era stata esclusa per gli anni precedenti al 2014 dalla sezione Autonomie (delibera 27/2014), sul presupposto che il principio cardine fosse quello del contenimento della spesa complessiva con riferimento a quella media sostenuta nel triennio precedente (comma 557 della legge 296/2006). Dal 2014, secondo la Corte, non sarebbe stato più possibile sfruttare i resti degli anni precedenti e ne sarebbe consentito l'uso soltanto nella programmazione futura. Questa interpretazione è stata poi rivista dal Dl 78/2015 che, all'articolo 4, comma 3, integra l'articolo 3, comma 5 del Dl 90/2014, consentendo l'utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente. La delibera 26/2015, allora, sul presupposto che la nuova norma ha risolto la questione e nel richiamarsi alla circolare 1/2015 di Funzione pubblica e Affari regionali ha affermato il principio che la portata applicativa del comma 424 va limitata al budget assunzionale relativo agli anni 2015 e 2016, rimanendo consentite le assunzioni a valere sul budget 2014 e sugli eventuali resti 2011-2013.

Regola ed eccezione
È importante osservare che la funzione affidata alla Corte è finalizzata a garantire l'osservanza della legge, la sua interpretazione uniforme e l'unità del diritto nello Stato. In generale, va inoltre considerato che con il comma 424 è stata introdotta una disciplina particolare delle assunzioni a tempo indeterminato, derogatoria, per gli anni 2015 e 2016, di quella generale che non va intesa alla stessa stregua del carattere della specialità tipico della configurazione delle antinomie giuridiche; per queste, infatti, il fondamento derogatorio risiede in una diversa, sostanziale e strutturale esigenza di eccezione alla norma generale: nel comma 424 la finalità derogatoria concretamente riferibile alla priorità della ricollocazione discende dalla specifica e temporanea esigenza di riassorbimento del personale soprannumerario. Soddisfatta questa esigenza è la stessa norma che contempla, implicitamente, la riespansione della disciplina ordinaria: «salva la completa ricollocazione del personale soprannumerario».


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