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Buoni pasto, permessi, mobilità e staff agli organi politici

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Buoni pasto
È regola generale che, per riconoscere il buono pasto a un dipendente sia necessario che vi sia uno stacco temporale dell'attività lavorativa. Un ente, ha chiesto se è possibile riconoscere tale buono anche agli agenti di polizia locale che prestano servizio dalle 14 alle 20. La risposta del ministero dell'Interno del 27 febbraio 2015, ma diffusa solo recentemente, richiama innanzitutto l'articolo 13 del Ccnl 9 maggio 2006 che prevede la possibilità di individuare «in sede di contrattazione decentrata integrativa, quelle particolari e limitate figure professionali che, in considerazione dell'esigenza di garantire il regolare svolgimento delle attività e la continuità dell'erogazione dei servizi e anche dell'impossibilità di introdurre modificazioni nell'organizzazione del lavoro, con specifico riferimento a quelli connessi all'area della protezione civile, all'area della vigilanza e all'area scolastica ed educativa ed alla attività della biblioteca, fermo restando l'attribuzione del buono pasto, possono fruire di una pausa per la consumazione dei pasti di durata determinata in sede di contrattazione decentrata integrativa, che potrà essere collocata anche all'inizio o alla fine di ciascun turno di lavoro». Secondo il ministero, quindi, l'attribuzione del buono pasto al personale di polizia locale non è mai automatica ma necessita dell'intervento dell'amministrazione, la quale potrà determinare in tal senso nell'ambito della propria autonomia organizzativa.

Anche i permessi del Segretario comunale vanno giustificati
In analogia con quanto previsto per i dipendenti del comparto, anche il Ccnl dei segretari comunali ha previsto la possibilità di assentarsi per tre giorni all'anno per «particolari motivi personali o familiari». La norma è contenuta all'articolo 21 del Ccnl 16 maggio 2001. Con l'orientamento applicativo SEG_044, l'Aran, precisa che al momento della richiesta, il Segretario dovrà indicare quali sono i motivi personali o famigliari che ne sono alla base. Poiché, come per dipendenti del comparto, non è prevista una casistica dettagliata, sarà l'ente a valutare, nella sua discrezionalità, le motivazioni addotte dal segretario a sostegno della richiesta di assentarsi dal servizio in relazione alla eventuale sussistenza di specifiche ragioni organizzative od operative, da considerarsi prevalenti e, quindi, ostative della possibilità di assentarsi.

Mobilità da comunità montane
Il Comune di Pescasseroli ha chiesto alla sezione regionale Abruzzo della Corte dei Conti «se la mobilità del personale delle comunità montane in via di soppressione soggiaccia ai … limiti stabiliti dal legislatore statale, ovvero, essendo personale proveniente da processi di riordino delle Comunità montane, che al pari di quanto previsto con la riforma delle Province dalla legge finanziaria 2015 sono tesi al raggiungimento di obiettivi di contenimento della spesa pubblica, sia da considerarsi esente». La sezione ha risposto con la deliberazione n. 199/2015/PAR del 28 luglio 2015affermando la prevalenza dei principi di diritto enunciati dalla sezione delle Autonomie, con deliberazione n. 19/SEZAUT/2015/QMIG e, quindi, concludendo «che l'obbligo di riservare, per il 2015 e 2016, le procedure di mobilità al personale soprannumerario provinciale escluda la possibilità di assorbire, mediante mobilità volontaria, unità provenienti da altre amministrazioni, incluse le Comunità montane».

Gli uffici di staff agli organi politici
Secondo il ministero dell'Interno, anche se all'articolo 90 del Dl 267/2000 non è prevista una vera e propria procedura selettiva e quindi una pubblicizzazione delle assunzioni in staff agli organi politici degli enti locali, è necessario rispettare tutte le condizioni della medesima disposizione. Con il parere 24 febbraio 2015viene, quindi, fornita una disamina sintetica, ma completa dell'istituto, sottolineando la necessità di una specifica previsione regolamentare. Inoltre, i componenti di detti uffici devono essere prioritariamente dipendenti dell'ente, salva la possibilità di ricorrere all'assunzione di collaboratori esterni solo per gli enti in condizioni di equilibrio finanziario. Dal tenore letterale dei commi 2 e 3 dell'articolo, si deve ritenere che il rapporto che si instaura con il predetto personale è un rapporto di lavoro a tempo determinato di natura subordinata, tenuto conto che la norma stessa prevede l'applicabilità ai preposti agli uffici in discorso del contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali.


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