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Sulla mobilità del personale provinciale le Regioni vogliono più autonomia

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Le Regioni che non hanno legiferato sull'applicazione della legge Delrio in materia di individuazione delle funzioni delle Province e sull'individuazione del personale degli enti di area vasta per il collocamento in sovrannumero applicheranno i vincoli di ricollocazione di questo personale in modo meno traumatico.
Lieve allungamento dei termini per avviare le procedure di ricollocazione di queste unità. Non applicazione alle Regioni a statuto speciale della sanzione di doversi fare carico dei costi del personale degli enti di area vasta in caso di mancato esercizio del proprio potere legislativo. Autonomia delle Regioni per decidere l'applicazione alla sanità del vincolo di assorbire il personale amministrativo delle province in sovrannumero.
Sono queste le condizioni che la Conferenza dei Presidenti delle Regioni ha posto per poter dare il proprio consenso al decreto che il Ministro della semplificazione e della pubblica amministrazione deve adottare per avviare il processo di trasferimento del personale degli enti di area vasta in sovrannumero (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 15 luglio 2015). Processo cui è quanto mai urgente mettere in moto per dare piena attuazione alla legge Del Rio e per mettere in condizione gli enti di area vasta di potere contare su una significativa riduzione di spese, quindi potendo meglio affrontare i rilevanti tagli voluti dalla legge di stabilità del 2015. E così la palla ritorna in mano al Governo, e per esso al ministro Madia, che deve assumere una decisione rispetto alle richieste di modifica avanzate dall'Anci e dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni.

Richieste Anci e Regioni a confronto
Si deve sottolineare che le richieste dell'Anci non mettono in discussione l'impianto del provvedimento (si veda l'articolo pubblicato sul Quotidiano degli enti locali e Pa del 23 luglio 2015), mentre quelle delle Regioni incidono su alcune scelte di fondo della manovra; infatti viene investita la stessa possibilità di irrogare sanzioni agli enti che non hanno legiferato; il che conferma la posizione rigida della gran parte di queste amministrazioni rispetto alla scelta legislativa di ridurre il ruolo e il personale delle Province, orientamento alla cui base è la preoccupazione di dovere sostenere oneri aggiuntivi per il trattamento economico del personale in sovrannumero delle Province.
Una prima modifica esclude dall'ambito di applicazione del decreto il personale delle Province che viene trasferito alle dipendenze delle amministrazioni regionali seguendo le funzioni provinciali che le Regioni hanno deciso di gestire direttamente; si vuole applicare lo stesso principio che è dettato per il personale impegnato nella gestione del mercato di lavoro.
Viene prevista la necessità di lasciare alle Regioni l'opzione di provvedere direttamente alla ricollocazione del personale delle province.
Per le regioni a statuto speciale viene prevista la eliminazione della sanzione che devono farsi carico direttamente degli oneri per il personale delle Province nel caso in cui non abbiano legiferato in applicazione delle legge Delrio.
Si prevede un lieve allungamento dei termini per rendere operativo il passaggio: i termini per legiferare sul passaggio diretto del personale delle province e per indicare le necessità di assunzione passano da 40 a 60 giorni.
Infine si rimette alla autonomia della Regione la scelta sulla estensione agli enti del servizio sanitario nazionale dei vincoli alla assunzione del personale delle amministrazioni di area vasta in sovrannumero, scelte che invece lo schema di Decreto detta coma obbligatoria.


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