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Personale della partecipata, riduzione progressiva dei costi nelle mani dei Comuni

di Marco Rossi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Nella prospettiva del contenimento degli oneri di funzionamento delle partecipate, il legislatore ha progressivamente elaborato e introdotto alcuni vincoli e limiti concernenti il personale che, sovente, anche in tali realtà costituisce la principale voce di costo.
Dopo alcuni anni in cui era stata prevista l'estensione alle partecipate delle medesime regole definite per gli enti locali (si pensi alle disposizioni introdotte dalla legge 102/2009), è stata modificata radicalmente l'impostazione della disciplina, introducendo (con la legge 89/2014), per le società a partecipazione pubblica totale o di controllo, l'obbligo di attenersi «al principio di riduzione dei costi del personale, attraverso il contenimento degli oneri contrattuali e delle assunzioni di personale».

Riduzione progressiva
È stato così elaborato un principio di riduzione progressiva dei costi di personale, da realizzare agendo su alcuni profili specificamente individuati, costituiti dagli oneri contrattuali e dalle assunzioni di personale.
Secondo la sezione del Lazio della Corte dei conti (parere n. 128/2015) spetta quindi all'ente locale, nell'esercizio dei propri poteri di governance sui soggetti che gravitano nel perimetro interessato al consolidamento dei conti, evitare forme incontrollate e ingiustificate di crescita della spesa di personale, destinate a ripercuotersi negativamente sulla razionalizzazione della propria spesa.

Direttive
La concreta declinazione delle modalità di rispetto di tale principio, poi, compete all'ente controllante, il quale è chiamato (tenendo anche conto delle disposizioni che stabiliscono, a suo carico, divieti o limitazioni alle assunzioni di personale), con propri atti di indirizzo, a definire specifici criteri e modalità di attuazione in funzione anche del settore in cui opera. Le società partecipata, a sua volta, è chiamata ad adottare tali indirizzi con propri provvedimenti e, nel caso del contenimento degli oneri contrattuali, gli stessi vengono recepiti in sede di contrattazione di secondo livello.
A ben vedere, come ha osservato la sezione della Toscana della Corte dei conti (parere n. 1/2015), la disposizione, nell'introdurre il principio di riduzione dei costi del personale, ne esplicita in via generale le modalità, definendo gli elementi significativi da prendere in considerazione, ferma restando l'autonomia dell'ente nel dettagliarle (in modo più analitico) con proprio atto di indirizzo in relazione al settore di attività.
A quest'ultimo proposito, la sezione della Liguria della Corte dei conti (parere n. 55/2014), valorizzando il tenore letterale della disposizione, rimarca che «un comune non può limitarsi, ad esempio in tema di assunzioni, a fornire indicazioni generali valevoli per tutte le società controllate ma deve valutare i caratteri e le situazioni delle singole società ed elaborare criteri e modalità di gestione adeguati alle specificità di ciascuna di esse».

Cogenza
Tra l'altro, lo stesso parere sottolinea (in senso restrittivo) come, non essendo previste deroghe o eccezioni agli obblighi imposti, le direttive impartite dal Comune devono essere tali da assicurare il rispetto degli obiettivi di contenimento degli oneri, anche in relazione alle ipotesi in cui effetti sul piano occupazionale siano ricollegabili all'allargamento dei settori di intervento della società o, comunque, all'ampliamento delle relative attività.
La cogenza del vincolo è rimarcata anche dalla sezione della Campania (parere n. 254/2014), secondo cui la disposizione, obbligando sia gli enti controllanti sia le società controllate ad una seria valutazione della propria situazione economico-finanziaria, nonché delle reali e concrete necessità che a ciascuno di essi fanno capo, fa emergere la responsabilità di ciascuno nel caso di mancata attuazione delle misure che conformino i propri costi in maniera coerente con la qualità dei servizi prestati.

Incidenza delle spese di personale
Un ulteriore vincolo, poi, è stato introdotto dalla legge 114/2014 a carico che impone alle amministrazioni pubbliche locali (soggette al patto di stabilità se di valorizza il dato letterale), le quali devono coordinare «le politiche assunzionali dei soggetti di cui all'articolo 18, comma 2-bis, … al fine di garantire anche per i medesimi soggetti una graduale riduzione delle percentuale tra spese di personale e spese correnti, fermo restando quanto previsto dal medesimo articolo 18, comma 2-bis».
Di conseguenza, nell'ambito delle direttive che gli enti controllanti devono definire, occorre tenere conto non soltanto del principio di riduzione della spesa di personale (già vigente in precedenza) bensì anche dell'ulteriore vincolo (non esplicitamente definito in termini "di principio") di riduzione progressiva del rapporto tra spesa di personale e spesa corrente.
Quest'ultima formulazione, va notato, non si presenta certamente felice ed efficace, considerando che fa riferimento al concetto di "spesa" (tanto di personale quanto corrente) laddove i soggetti interessati (e l'indicazione vale soprattutto per le società partecipate) adottano una contabilità economica, che avrebbe reso sicuramente più coerente il concetto di "costo", correttamente assunto nell'ambito della legge 89/2014.
In più, nella stessa logica, non appare particolarmente univoca, rispetto al funzionamento ed alla contabilità delle società partecipate, la distinzione tra gestione "corrente" e gestione "in conto capitale" che, invece, appare certamente più congruente con le modalità di funzionamento della contabilità finanziaria.
Per la concreta determinazione delle grandezze, pur a fronte di tali imprecisioni, è comunque possibile utilizzare i criteri offerti dalla sezione delle autonomie della Corte dei conti con la deliberazione n. 14/2011 che, in proposito, aveva suggerito di fare riferimento alla voce B9 del conto economico.

Consolidamento
Merita ricordare, infine, che le due grandezze indicate (spese correnti e spese di personale) non devono più concorrere alla determinazione di tale rapporto a livello di gruppo pubblico locale (sulla base del combinato disposto dell'articoo 76, comma 7, della legge 133/2008 come risultante dalla modifica operata dalla legge 111/2011) che, se superiore al 50%, determina l'impossibilità di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia fattispecie contrattuale, essendo tale disposizione stata abrogata dalla legge 114/2014.


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