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Personale nei Comuni, 50 anni l'età media - Di Primio: «Colpa del turn-over bloccato»

di Emiliano Falconio

«I dati in possesso della Ragioneria generale dello Stato testimoniano come le norme di contenimento del turn-over abbiano determinato un progressivo incremento dell'età media del personale, anche dirigente, impiegato nelle amministrazioni locali. Oggi questo aspetto è ulteriormente aggravato dal sostanziale blocco delle assunzioni nei comuni, finalizzato al riassorbimento del personale provinciale, in un processo che ancora non riesce a decollare». Lo dice il delegato Anci al Personale e sindaco di Chieti Umberto Di Primio, commentando i dati Ifel che nella seconda parte dell'indagine sul personale nei Comuni ha indagato anche sull'età dei dipendenti e sul loro livello di istruzione.
Di Primio chiede quindi al governo «l'impegno a garantire, al più presto, il ritorno al regime ordinario, e contestualmente individuare gli strumenti normativi necessari per attuare un vero ricambio generazionale». Per il sindaco di Chieti è inoltre «indispensabile tornare ad investire sulla formazione, necessaria per innovare concretamente la Pubblica amministrazione».
Il delegato Anci, infine, rimarca «il forte disagio dei Comuni che hanno negli ultimi anni ampiamente contribuito al risanamento del debito pubblico e come se non bastasse sono costretti a subire il trasferimento del personale dalle amministrazioni provinciali, senza peraltro certezze di risorse. Anche su questo ci aspettiamo al più presto un segnale di chiarezza dal governo».

I numeri sull'età...
Ed eccoli i numeri su età e livello di istruzione. L'età media al 2013 del personale dipendente a tempo indeterminato nei Comuni italiani è di 50 anni, lo stesso valore rilevato nel 2012. Come per il 2012 anche nel 2013 la classe che registra la maggiore concentrazione di lavoratori, pari al 24,5%, è quella dei 55-59enni mentre nel confronto con il 2012, il personale con meno di 34 anni si riduce, passando dal 5,0% al 4,3% del totale. È quanto emerge dall'indagine 2015 dell'Ifel che ha analizzato, basandosi su dati di Istat e Mef 2013, i numeri sui dipendenti dei municipi italiani. Numeri che testimoniano gli effetti nel medio periodo delle misure di contenimento del turn over nelle amministrazioni comunali che sta, di fatto, progressivamente invecchiamento il personale nei Comuni: i 60-64enni, infatti, aumentano, dall'8,5% del 2012 all'11,2% del 2013.
Venendo alla composizione di genere, le donne costituiscono più della metà del personale comunale nelle classi di età con meno di 54 anni, con l'eccezione della classe "20-24", in cui l'incidenza delle donne si riduce al 46,5 per cento. La maggiore incidenza del personale di genere femminile, pari al 61,1%, si registra nella fascia di età "40-44". Al contrario, nelle classi con oltre 55 anni di età a prevalere sono gli uomini: in particolare tra gli over65 le donne sono soltanto il 23,9%.
La più alta incidenza di 60-64enni, rispetto al valore medio, si rileva nei Comuni con una popolazione superiore ai 250mila residenti, dove essi rappresentano il 13,0% del personale. Viceversa, il più alto valore percentuale di personale comunale con età compresa tra i 20 e i 40 anni si rileva nei Comuni con meno di 2mila abitanti (pari al 14,8% del totale).
Nella classe di età "40-44 anni" si osservano valori superiori alla media nelle amministrazioni comunali con un numero di abitanti inferiore a 20mila; nella classe dei 45-49enni questo accade per i Comuni più grandi, con oltre 60mila residenti, e per quelli con una popolazione compresa tra i 5mila e i 20mila abitanti.

... e quelli sull'istruzione
L'Istituto per la finanza locale dell'Anci ha poi analizzato i livelli di istruzione dei dipendenti comunali, rilevando come il 17,3% dei dipendenti comunali ha una laurea (15,4% quinquennale e 1,9% triennale) mentre la maggioranza degli occupati nei municipi, il 56,6% è in possesso di un titolo di studio di scuola superiore.
La laurea è maggiormente diffusa tra il personale dei Comuni che hanno un numero di abitanti compreso tra i 5mila e i 250mila, con valori più alti della media nazionale (15,4%).
Al contrario, nei Comuni con meno di 2mila residenti, l'incidenza del personale comunale a tempo indeterminato laureato assume il valore minimo, pari al 9,9 per cento.
La laurea breve è un titolo di studio generalmente poco diffuso, ma che è più presente tra il personale dei Comuni con popolazione superiore a 250mila residenti (2,8%).
Analizzando, poi, il titolo di studio del personale comunale nelle differenti classi dimensionali dei Comuni, Ifel rileva che per tutte le taglie di ampiezza demografica oltre la metà del personale a tempo indeterminato ha conseguito il diploma di scuola superiore. E nelle amministrazioni più piccole, con meno di 5mila residenti, e in quelle con più di 250mila abitanti, che, in relazione a questo titolo, si rilevano valori superiori al dato medio (56,6%).
Nelle realtà comunali con meno di 10mila residenti e in quelle con una popolazione compresa tra i 20mila e i 59.999 abitanti, si rilevano valori superiori al dato medio (25,3%) in relazione alla scuola dell'obbligo.


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