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Municipi, i dipendenti sono 426mila e costano meno dei colleghi di Regioni e Province

di Emiliano Falconio

Il personale in carico alle amministrazioni comunali italiane ammonta a 426.263 unità, di cui 418.041 dipendenti, 4.760 dirigenti mentre 3.410 rivestono il ruolo di segretari comunali e 52 quello di direttore generale. È quanto emerge dall'indagine 2015 dell'Ifel che ha analizzato, basandosi su dati Mef 2013, i numeri sul personale complessivamente impiegato nei municipi italiani. Numeri che attestano una progressiva riduzione (-11,1%) del personale in dotazione dei Comuni rispetto al 2007, quando nei Comuni lavoravano 479.233 persone.

La ripartizione regionale
La ricerca, giunta alla sua quarta edizione, ci dice che la regione con più dipendenti è la Lombardia (60.744 per 1.504 Comuni), seguita dalle amministrazioni comunali della Sicilia (51.871 per 390 Comuni) e dal Lazio (41.669 dipendenti per 377 Comuni); di tutti i dipendenti le donne superano gli uomini con una percentuale del 53,2% con picchi in Emilia-Romagna (68,2% di donne), Lombardia (62,8%) e Lazio (62%) mentre per le figure apicali il dato avvantaggia gli uomini essendo donna il 48,8% dei segretari comunali, il 33,8% dei dirigenti comunali e il 13,5% dei direttori generali.
Passando al numero di dipendenti per numero di residenti, l'indagine Ifel calcola in media 6,89 dipendenti per ogni 1.000 abitanti con, però, diversità di incidenza a seconda dei diversi territori. In Valle d'Aosta, ad esempio, il numero di dipendenti ogni 1.000 abitanti supera le 11 unità. Seguono le amministrazioni della Sicilia e del Trentino-Alto Adige, in cui il dato è superiore a 10 dipendenti ogni 1.000 residenti nel primo caso e a 9 ogni 1.000 nel secondo. I valori più bassi si riscontrano invece nelle amministrazioni comunali della Puglia, in cui i dipendenti comunali sono poco più di 4 ogni 1.000 residenti, e in quelle del Molise e del Veneto, dove il dato è inferiore a 6. Inoltre, nelle realtà amministrative più grandi (oltre 250mila abitanti), si raggiunge il valore massimo, superando i 10 dipendenti ogni 1.000 residenti; in quelle con una popolazione compresa tra i 60mila e i 250mila abitanti il dato si ferma a 7,30. Nei Comuni con meno di 2mila abitanti si attesta a 8,21 dipendenti comunali ogni 1.000 abitanti.
I ricercatori Ifel hanno registrato come il personale comunale abbia subito una progressiva riduzione. Se, infatti, nel 2007 erano 479.233 unità, nel 2013 il valore si riduce a 426.263, con una variazione percentuale di periodo di -11,1%. La riduzione percentuale più significativa, pari al -3,2%, è quella rilevata nel passaggio tra il 2011 e il 2012 (-14 mila unità). Di contro l'analisi dell'incidenza percentuale del personale femminile sul totale conferma il trend generale registrando un incremento, passando dal 51% del 2007 al 52,9% del 2013.

Il costo del personale
Ma quanto costa il personale nei Comuni? Il costo medio sostenuto nel 2013 per unità di personale, includendo dipendenti, dirigenti, segretari e direttori generali, dicono i dati Ifel, è pari a 37.382 euro. Un dato lievemente in calo rispetto al 2012, quando si attestava a 37.808 euro e comunque di molto inferiore al costo pro capite riferito alle unità di personale impiegate nelle Regioni che nel 2013 si attesta a 54.161 euro. Inferiore il costo per singola unità di personale anche rispetto ai colleghi delle Province che hanno un costo in media di 41.669 euro a testa. Nel dettaglio, nei Comuni della Calabria il costo medio del personale scende a 27.763 euro (il valore più basso) mentre all'opposto, il costo medio più alto per unità di personale è quello sostenuto dai comuni del Trentino-Alto Adige (44.166 euro).


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