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Conferimento incarichi dirigenziali

Risposte a cura del Viminale

LA DOMANDA È possibile avvalersi di personale dirigenziale esterno da adibire all'ufficio tecnico, tenuto conto che l'ente non ha rispettato il patto di stabilità interno?

Al riguardo non può non rilevarsi come il mancato rispetto del patto di stabilità interno incida profondamente sulla possibilità assunzionali. Infatti, com’è noto, l’articolo 31, comma 26, lett. d), della legge 183/2011 prevede che l’ente locale inadempiente, nell’anno successivo a quello dell’inadempienza, non può procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto, altresì, divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino elusivi della predetta disposizione.
In merito all’applicazione di detta normativa la giurisprudenza di controllo ha avuto modo di sottolineare l’ampiezza e il rigore della stessa che ricomprende tutte le diverse tipologie di utilizzo di altro lavoratore.
Ciò posto, un appianamento della problematica potrebbe essere rinvenuto nella disposizione contenuta nell’articolo 6 del Dl 90/2014, convertito con modificazioni dalla legge 114/2014, che ha introdotto nuove disposizioni in materia di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza. In particolare detto articolo, nell’introdurre per le pubbliche amministrazioni nuovi divieti al conferimento di incarichi e collaborazioni a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza, prevede che detti incarichi o collaborazioni siano consentiti esclusivamente a titolo gratuito e per una durata non superiore ad un anno, non prorogabile né rinnovabile presso ciascuna amministrazione. La medesima norma prevede, comunque, la rendicontazione di eventuali rimborsi spese, corrisposti nei limiti fissati dall’organo competente. Su tale normativa giova richiamare la circolare 6/2014 con la quale il ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione ha diramato precise linee interpretative ed applicative. (Prot. n. 15700 7943)


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