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Concorsi, astensione del commissario giustificata da grave inimicizia col candidato

di Vittorio Italia

Importanti principi sull’obbligo di astensione da parte dei commissari di un concorso, quando vi siano ragioni di incompatibilità o di grave inimicizia, sono affermati dalla seconda sezione del Consiglio di Stato con la sentenza del 9 luglio 2015 n. 3443.

La vicenda
Il caso si è verificato in un Comune, dove un candidato alla copertura del posto di Segretario generale ha sostenuto l’incompatibilità di una componente della Commissione per lo loro grave inimicizia e anche perché aveva notificato contro questa componente un ricorso al Consiglio di Stato. Il candidato ha proposto ricorso, prima al Tar e poi al Consiglio di Stato, ma entrambi i collegi giudicanti hanno respinto il ricorso.

La decisione
La sentenza del Consiglio di Stato ha così motivato la reiezione del ricorso:
a)
nei concorsi pubblici vi è l’obbligo di astenersi soltanto se ricorrono una delle condizioni stabilite tassativamente dall’articolo 51 del codice di procedura civile e queste cause di incompatibilità non possono essere estese per analogia;
b)
l’incompatibilità tra esaminatore e candidato è la conseguenza di una comunanza di interessi economici o di vita tra due soggetti, così intensi da incidere sull’imparzialità del giudizio;
c) 
la grave inimicizia, per determinare l’astensione, deve essere reciproca e deve estrinsecarsi in dati di fatto concreti, precisi e documentati;
d) 
la presentazione di una denuncia, anche penale, da parte del ricusante contro un commissario di concorso non costituisce causa di ricusazione, perché essa non è, di per sé, idonea a creare una situazione di causa pendente o di grave inimicizia.

Valutazione della sentenza
La pronuncia è corretta, e merita di essere condivisa. Qualche dubbio potrebbe forse sorgere in riferimento a quanto affermato nella motivazione, sulla denuncia penale. Ma questa affermazione è forse giustificata dal fatto che si è voluto evitare che, con la presentazione di una denuncia o di un semplice esposto, un candidato possa eliminare dalla Commissione un Commissario a lui sgradito.

Conseguenze per le altre amministrazioni
La decisione comporta dirette conseguenze per le altre amministrazioni pubbliche che si dovranno occupare di problemi di astensione da parte di componenti di Commissioni giudicatrici, perché i criteri che sono stati stabiliti dovranno, anche in riferimento a situazioni particolari, essere seguiti. 


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