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Sul turno nel giorno festivo doppio orientamento dei giudici

di Tiziano Grandelli e Mirco Zamberlan

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La vicenda del compenso spettante ai dipendenti il cui orario di lavoro sia strutturato in turni e che rendano la loro prestazione nel giorno di festività infrasettimanale non sembra trovare una soluzione definitiva. A fronte di un orientamento consolidato della Corte di Cassazione, che riconosce solo il compenso per turno festivo, alcuni giudici del lavoro si pronunciano in favore del pagamento dello straordinario ovvero il riconoscimento del riposo compensativo.

Il problema
La questione, che interessa principalmente il personale della polizia municipale, verte sul compenso da riconoscere ai turnisti nei giorni del 25 aprile (sabato), 1° maggio (venerdì) o 2 giugno (martedì): prevale la norma in materia di turno festivo (articolo 22 del contratto nazionale del 14 settembre 2000) oppure quella che regolamenta le festività infrasettimanali (articolo 24 dello stesso contratto)? La differenza, in termini economici, è significativa.

Due orientamenti
Sul punto si sono formati due filoni giurisprudenziali. La Corte di Cassazione (tra le altre, sentenza n. 8458/2010, n. 2888/2012, ordinanza n. 13558/2014) ha osservato come, nella disciplina del turno contenuta nel contratto collettivo, si evidenzi che «al personale turnista è corrisposta una indennità che compensa interamente il disagio derivante dalla particolare articolazione dell'orario di lavoro» (comma 5 dell'articolo 22). Di conseguenza, nulla in più del turno festivo deve essere riconosciuto al lavoratore per la prestazione resa in giorno festivo, anche infrasettimanale, in regime di turnazione ed entro il normale orario di lavoro. Discorso completamente diverso (e, quindi, retribuzione diversa) si ha quando il dipendente presta la propria attività lavorativa nel giorno di riposo settimanale (per il quale si applica l'articolo 24, comma 1) oppure quando la prestazione sia resa oltre il normale orario di lavoro (per la quale spetta, secondo le regole generali, il compenso per lavoro straordinario ovvero il riposo compensativo). A questo proposito la sentenza n. 8458/2010 ha evidenziato come la prestazione lavorativa dei turnisti effettuata nel giorno di festività infrasettimanale non possa essere considerata prestazione straordinaria, ma rientrante nel normale orario di lavoro contrattuale. Il secondo filone giurisprudenziale, capeggiata dalla Corte di Appello di Milano (sentenza 1102/2013) e a cui sono seguite una serie di sentenze dei Tribunali quali giudici del lavoro, afferma, al contrario, che il giorno di festività infrasettimanale comporta una riduzione del debito orario da rendere al datore di lavoro nel periodo considerato, come avviene per la totalità dei dipendenti non turnisti. Partendo da questo presupposto si giunge a conclusione che la prestazione resa nel giorno di festività infrasettimanale si colloca sempre oltre il normale orario di lavoro contrattualmente stabilito, anche per i lavoratori turnisti, e, quindi, dà diritto al compenso per lavoro straordinario ovvero al riposo compensativo. A questo punto, solo una norma di interpretazione autentica o ancora, andando oltre il seminato, un intervento del legislatore può rappresentare la soluzione incontrovertibile del problema.


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