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Compensi degli organismi di valutazione, infortuni e malattia

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Articolo 110 del Tuel e rapporto con la ricollocazione dei dipendenti di area vasta
Nonostante la deliberazione n. 19/2015 della Sezione autonomie, rimangono dubbi sull'applicazione dell'articolo 1, comma 424 della legge 190/2014. Uno di questi, è se, nell'attesa del completamento della procedura di ricollocazione dei dipendenti in soprannumero degli enti di area vasta, gli enti locali possano procedere ad assumere dirigenti e responsabili a contratto ai sensi dell'articolo 110 del Dlgs 267/2000. La Corte dei conti del Piemonte, con la deliberazione n. 113/2015, aderisce a quanto affermato dalla Sezione Autonomie con riferimento al fatto che tali incarichi esulino dal campo di applicazione del comma 424. I giudici piemontesi, però, sottolineano l'opportunità che gli enti valutino con estrema cautela il ricorso a forme assunzionali che, a seconda delle modalità di configurazione concreta, potrebbero eludere le finalità sottese al richiamato comma 424, con conseguente nullità del relativo contratto ai sensi dell'articolo 1344 del codice civile.

Infortunio e assenza dal servizio
Il Ccnl degli enti locali prevede un regime speciale per le assenze dal servizio dovute in seguito a infortunio sul lavoro. Può però accadere che, una volta avviata la procedura presso l'Inail, quest'ultima si concluda con esito negativo. Come vanno conteggiate, a questo punto, le assenze del lavoratore che si presumevano per infortunio sul lavoro? La risposta viene fornita dall'Aran con l'orientamento applicativo RAL_1766, che ritiene non applicabile la norma di maggior favore prevista dall'articolo 22 del Ccnl 6 luglio 1995. Secondo l'Agenzia, l'assenza, si "trasforma" in un'assenza ordinaria di malattia la quale potrà essere imputata al regime ordinario della malattia, di cui all'articolo 21 del Ccnl del 6 luglio 1995, con tutte le conseguenze che ne derivano sul piano sia della verifica del rispetto del periodo massimo di conservazione del posto, sia della determinazione del trattamento economico spettante al lavoratore in malattia. Si dovrà, inoltre, applicare l'articolo 71, comma 1, del Dl 112/2008 che prevede la decurtazione di ogni trattamento accessorio durante i primi dieci giorni di assenza.

Compensi degli organismi di valutazione: sono o non sono da ridurre?
L'articolo 6, comma 3 del Dl 78/2010 ha previsto una riduzione del 10% degli emolumenti comunque corrisposti ad organi di indirizzo, direzione e controllo, consigli di amministrazione e organi collegiali comunque denominati ed i titolari di incarichi di qualsiasi tipo. La norma, sembrava, da subito, applicabile anche agli enti locali, soprattutto per quanto riguarda gli organismi di valutazione, ma in un passaggio della deliberazione n. 4/2014 della Sezione autonomie della Corte dei conti, si legge che tali limitazioni non si riferiscono agli enti territoriali, considerato lo storico ambito oggettivo su cui insiste la norma, costituito dalle sole amministrazioni statali. Tale sintesi non ha convinto tutti e così è stata sottoposta una precisa domanda alla sezione regionale della Campania della Corte dei conti. I giudici, con la deliberazione n. 199/2015si discostano, però, da quanto affermato dalla Sezione autonomie e rimandano tutto alle Sezioni Riunite perché possa fornire elementi chiari e certi. Evidentemente, ben cinque anni, non sono bastati a chiarire la questione.

Nessuna attività lavorativa durante lo stato di malattia
La Corte di cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 13955/2015, conferma il legittimo licenziamento impartito al lavoratore che, durante il periodo di malattia, prestava altra attività lavorativa, altresì ritenendo la sanzione espulsiva proporzionata rispetto alla violazione dei doveri del prestatore di lavoro. In modo particolare, viene richiamato quanto già affermato dalla Corte di cassazione, sessione lavoro, con la sentenza n. 9474/2009: «L'espletamento di altra attività, lavorativa ed extralavorativa, da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idoneo a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell'adempimento dell'obbligazione e a giustificare il recesso del datore di lavoro, laddove si riscontri che l'attività espletata costituisca indice di una scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute ed ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione, oltre ad essere dimostrativa dell'inidoneità dello stato di malattia ad impedire comunque l'espletamento di un'attività ludica o lavorativa».


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