Quesiti  › Personale

Assunzioni disabili

Risposte a cura del Viminale

LA DOMANDA Può un Comune procedere all'assunzione di un'unita di personale di cui alla legge 68/1999, ai fini della copertura della quota d'obbligo, senza procedere alla ricollocazione o preventiva verifica della mobilità volontaria del personale appartenente alle categorie protette presso gli enti di area vasta, tenuto conto che l'ente non è in regola con i tempi di pagamento e, che, quindi, soggiace al divieto assoluto di assunzione previsto dall'articolo 41, comma 2, del Dl 66/2014, convertito dalla legge 89/2014?

Al riguardo, si fa presente che secondo l’orientamento della giurisprudenza contabile il divieto assunzionale previsto per gli enti che non hanno rispettato il patto di stabilità interno non può essere esteso alle assunzioni che l’ente è tenuto ad effettuare, nell’ambito della rispettiva quota di riserva di cui alla citata legge 68/1999, al fine di ottemperare agli obblighi stabiliti dalla legge medesima. Tale orientamento si può ritenere valevole anche nel caso di mancato rispetto dei tempi di pagamento, come nella fattispecie in esame.
Relativamente al secondo aspetto del quesito, si rappresenta che  la circolare n. 1 del 30 gennaio 2015, emanata dal ministro per la Semplificazione e la pubblica amministrazione di concerto con il ministro per gli Affari regionali e le autonomie, concernente linee guida in materia di personale degli enti di area vasta chiarisce, che, a fronte dei divieti assunzionali previsti per le Province, anche, dall’articolo 3, comma 5, del Dl 90/2014, “resta fermo l’obbligo di assunzione per coprire la quota riservata alle categorie protette, anche in deroga al divieto di cui alla lett. c)” del comma 420 dell’articolo 1 della legge 190/2014.
Il recente Dl 19 giugno 2015 n. 78, all’articolo 4 comma 1, ha previsto che, al solo fine di consentire la ricollocazione del personale delle Province, il mancato rispetto per l’anno 2014 dell’indicatore dei tempi medi di pagamento, del patto di stabilità interno e dei termini per l’invio della relativa certificazione, non comportano l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 41, comma 2, del Dl 66/2014. (Prot. n. 15700  8950)


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