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Binario preferenziale per la ricollocazione del personale delle Province

di Giovanni G.A. Dato

Le assunzioni di personale da parte degli enti locali sono al centro della deliberazione 25 giugno 2015, n.304/2015/PARcon la quale la Corte dei conti sezione regionale di controllo per il Veneto ha esaminato una articolata richiesta di parere, ben quattro erano i quesiti posti.

Assunzioni tramite mobilità volontaria da altri Comuni
Con il primo quesito si chiede se nel 2015, tenuto conto del fatto che l'ente richiedente non aveva avuto cessazioni nel corso dell'anno 2014, può comunque procedere ad assunzioni tramite mobilità volontaria da altri Comuni soggetti al patto di stabilità (garantendo il rispetto del tetto di spesa costituito dal valore medio della spesa di personale sostenuta nel triennio 2011 - 2013).
La deliberazione in esame ricorda che con l'articolo 1, comma 424, legge 23 dicembre 2014, n. 190 il legislatore ha creato un regime assunzionale speciale limitato al biennio 2015-2016 finalizzato all'assunzione dei vincitori di procedure concorsuali vigenti o approvate alla data di entrata in vigore della disposizione (1° gennaio 2015) e al riassorbimento del personale delle Province dichiarato eccedentario.
Il legislatore, tuttavia, nulla dice circa la compatibilità delle richiamata normativa con l'istituto della mobilità del personale tra enti ed in particolare tra enti locali soggetti ai medesimi vincoli assunzionali.
La questione è stata esaminata dalla deliberazione della Sezione delle Autonomie n. 19/SEZAUT/2015/QMIG del 16 giugno 2015, evidenziando che se è vero che l'articolo 1, comma 424, della legge n. 190/2014 non innova nella disciplina della mobilità volontaria, deve ritenersi che per il 2015 ed il 2016 agli enti locali è consentito indire bandi di procedure di mobilità riservate esclusivamente al personale soprannumerario degli enti di area vasta; a conclusione del processo di ricollocazione del personale soprannumerario destinatario dei processi di mobilità, è ammissibile indire le ordinarie procedure di mobilità volontaria.

Cumulo di risorse assunzionali
Con il secondo quesito il Comune chiede se nel 2015 può cumulare le risorse assunzionali per cessazioni avute negli anni 2012-2013 e non utilizzate (cosiddetti resti assunzionali) per assumere, tramite mobilità tra enti, personale diverso da quello previsto dall'articolo 1, comma 424, della legge n.190/2014 o se dette risorse, se utilizzabili, debbano essere utilizzate esclusivamente per la ricollocazione del personale della Provincia.
Secondo la deliberazione in commento, l'articolo 4, comma 3, del decreto legge 19 giugno 2015, n. 78 consente agli enti locali di cumulare le capacità assunzionali non utilizzate nel triennio precedente per effettuare assunzioni di personale sempre nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e per quel che riguarda il biennio 2015-2016 dei vincoli posti dall'articolo 1, comma 424, della legge 190/2014 finalizzati a garantire il riassorbimento del personale provinciale.
La già ricordata cedevolezza, nel periodo di vigenza della normativa speciale di cui al richiamato comma 424, del ricorso all'istituto della mobilità tra personale degli enti locali (e non solo) rispetto alla ricollocazione obbligatoria del personale provinciale eccedentario, assorbe la risoluzione di detto quesito.

Ricollocazione del personale dell'Amministrazione Provinciale
Con il terzo quesito si chiede se, nel corso del 2016, possa procedersi ad assunzioni tramite ricollocazione del personale dell'Amministrazione Provinciale, per una spesa complessiva pari alle risorse da turn-over, non sussistendo vincitori di concorsi pubblici le cui graduatorie sono vigenti od approvate alla data del 1° gennaio 2015 ed in virtù del fatto che le spese per la ricollocazione del personale provinciale non rilevano ai fini del citato tetto di spesa.
Orbene, dal comma 424 dell'articolo 1 della legge 190/2014 consegue che gli enti locali che non abbiano vincitori di concorso di graduatorie approvate prima del 1° gennaio 2015 possono destinare all'assunzione di personale provinciale eccedentario il totale della capacità assunzionale da essi posseduta al 1° gennaio 2015, ovvero il 100% delle cessazioni relative all'anno 2015. Giunge a detta conclusione anche la Sezione delle Autonomie nella richiamata deliberazione n. 19/SEZAUT/2015/QMIG. La citata disposizione va ora letta – secondo la deliberazione in commento - in combinato disposto con le previsioni di cui all'articolo 4, comma 3, del Dl n. 78/2015 che, come visto, consente di utilizzare il cumulo dei "resti" assunzionali maturati nell'ultimo triennio. Ed invero, gli enti locali al fine di realizzare l'obiettivo della ricollocazione del personale provinciale in esubero, possono destinare alla ricollocazione di detto personale non solo il 100% delle capacità assunzionali relative alle cessazioni dell'anno precedente ovvero del 2014, ma anche eventuali percentuali assunzionali non utilizzate risalenti agli anni precedenti del triennio, ovvero agli esercizi 2013 e 2012.
Detto utilizzo, tuttavia, deve essere comunque compatibile con i vincoli finanziari e di spesa del personale imposti dalla normativa vigente; va, tuttavia, evidenziato che l'operatività del divieto di assunzione conseguente al mancato rispetto dei vincoli relativi al rispetto del patto di stabilità e alla conseguente obbligatoria trasmissione telematica della certificazione e del rispetto dei tempi medi di pagamento, viene ad essere parzialmente derogata per effetto dell'articolo 4, comma 1, del citato Dl n.78/2015.

Personale in eccedenza di altre Province
Con il quarto quesito si chiede se la procedura di mobilità sancita dall'articolo 1, comma 424, della legge n. 190/2014 va riferita alla sola Provincia di appartenenza del Comune che vuol attivare detta procedura o involga anche personale eccedentario di altre Province. Anche su questo punto la deliberazione n. 19/SEZAUT/2015/QMIG della Sezione Autonomie ha chiarito che vanno considerate tutte le unità da ricollocare e non solo quelle della Provincia nella cui circoscrizione territoriale ricade l'ente che deve fare le assunzioni.


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