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Assunzioni per 2015/2016, solo per vincitori di concorsi in graduatoria già il 1° gennaio

di Giovanni G.A. Dato

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La recente deliberazione della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Campania, 1 luglio 2015, n. 180/2015 si è soffermata sui seguenti quesiti posti da un Ente locale: se sia possibile procedere alle assunzioni di personale programmate ed avviate nel corso dell’anno 2013 - le cui procedure concorsuali allo stato risultano ancora in itinere - utilizzando le risorse economiche derivanti dai budget assunzionali del 2013 e del 2014 e se sia possibile utilizzare, in tutto o in parte, le capacità assunzionali 2015 per assumere personale da attingere tra gli idonei di graduatorie formatesi nell’anno 2012 e tuttora valide.

Il riassorbimento del personale soprannumerario
Secondo la deliberazione in commento, la vigente disciplina vincolistica impone di contenere la spesa per il personale entro un certo tetto e di limitare le nuove assunzioni alla parziale reintegrazione dei cessati (turn over). In particolare, l’articolo 3, comma 5-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, ha introdotto, all’articolo 1, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il comma 557-quater che ha previsto quale limite di spesa per il personale la media di quanto speso per il personale negli anni 2011, 2012 e 2013.
Sono poi previsti specifici vincoli di turn over che si basano sul principio della parziale reintegrazione dei cessati: in particolare, per gli enti soggetti al patto di stabilità interno, l’articolo 3, comma 5, del Dl n. 90/2014, prima della novella recata dal decreto legge 19 giugno 2015, n. 78, ha previsto la possibilità di assumere negli anni 2014 e 2015 un contingente di personale a tempo indeterminato nei limiti di una spesa pari al 60% di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente, percentuale destinata ad aumentare se l’incidenza della spesa per il personale sulla spesa corrente è pari o inferiore al 25%; così, nel 2014 si potrà assumere nei limiti dell’80% e dal 2015 nella misura del 100% della spesa sostenuta per il personale di ruolo cessato dal servizio nell’anno precedente.
Su tale assetto normativo è intervenuto l’articolo 1, comma 424, della legge 23 dicembre 2014, n. 190, la cui corretta interpretazione è stata approfondita dalla deliberazione della Sezione delle Autonomie n. 19/2015/QMIG del 16 giugno 2015, secondo cui con tale disciplina è stata introdotta una disciplina particolare delle assunzioni a tempo indeterminato, derogatoria, per gli anni 2015 e 2016 di quella generale; eventuali assunzioni effettuate in difformità da dette disposizioni, sono colpite da nullità di diritto. La finalità derogatoria concretamente riferibile alla priorità della ricollocazione, discende dalla specifica e temporanea esigenza di riassorbimento del personale soprannumerario; soddisfatta tale esigenza è la stessa norma che contempla, implicitamente, la riespansione della disciplina ordinaria. Quanto all’ambito di operatività della disposizione, esso non va inteso limitato alla sola ricollocazione del personale soprannumerario della Provincia di appartenenza, ma alla completa ricollocazione del personale soprannumerario senza alcuna limitazione geografica; in questo senso l’indirizzo espresso dalla Circolare 30 gennaio 2015 n. 1 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie.
Conclusivamente, per gli anni 2015 e 2016 la facoltà di attingere alle graduatorie di concorsi pubblici approvati da altri Enti locali, astrattamente riconosciuta dall’articolo 4, comma 3-ter, decreto legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, è preclusa fino alla completa ricollocazione del personale soprannumerario senza alcuna limitazione geografica.
In relazione all’aspetto circa il limite di spesa da destinare alle assunzioni a tempo indeterminato (assunzione dei vincitori collocati in graduatoria o ricollocazione), la Sezione delle Autonomie ha precisato che la capacità di assunzioni a tempo indeterminato dei vincitori di concorso pubblico collocato nelle graduatorie dell’Ente si esaurisce con l’utilizzazione delle risorse corrispondenti ad una spesa pari al 60% (80% nel 2016) di quella relativa al personale di ruolo cessato nell’anno precedente; le ulteriori risorse corrispondenti al complemento a cento delle ricordate percentuali sono destinabili unicamente alle assunzioni per ricollocazione. Non è ammessa una promiscua utilizzazione di queste ultime risorse destinandone parte alle predette assunzioni da graduatorie. Nell’applicazione delle disposizioni che vincolano le risorse destinate alle assunzioni a tempo indeterminato per la parte relativa alla ricollocazione del personale sovrannumerario delle Province vanno considerate tutte le unità da ricollocare e non solo quelle della Provincia nella cui circoscrizione territoriale ricade l’ente che deve fare le assunzioni.
Ciò stante risulta evidente che la normativa in vigore ammette, per gli anni 2015 e 2016 esclusivamente l’assunzione, nell’ambito dei rapporti di lavoro subordinato a tempo indeterminato, dei vincitori di concorsi pubblici presenti nelle relative graduatorie vigenti o già approvate alla data del 1° gennaio 2015, non operando analoga possibilità per l’assunzione degli idonei ovvero di coloro che si siano collocati in graduatoria, ma non in posizione utile ai fini dell’assunzione; né sussiste analoga possibilità di assunzione in relazione a concorsi ancora in itinere, stante l’obbligo “di utilizzare le ulteriori risorse corrispondenti al complemento a cento delle ricordate percentuali” unicamente per le assunzioni per ricollocazione. Ovviamente le assunzioni sono consentite soltanto per gli Enti che sono in regola con i vincoli del patto di stabilità interno e che hanno sostenibilità di bilancio.

Le assunzioni a valere sui budget degli anni precedenti
Quanto alla possibilità di assumere, a valere sui budget degli anni precedenti, va evidenziato che il citato articolo 3, comma 5, del Dl n. 90/2014, nella versione antecedente al Dl n. 78/2015, prevedeva - a decorrere dall’anno 2014 - il cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco temporale non superiore a tre anni, nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile, che include ovviamente il rispetto del patto di stabilità interno (possibilità che presuppone che i resti assunzionali siano calcolati in modo corretto ed in linea con la normativa in vigore nell’anno in cui si è verificata la cessazione).
In relazione alla suddetta possibilità, il citato Dl n. 78/2015, con l’articolo 4, comma 3, ha novellato l’articolo 3, comma 5, del Dl n. 90/2014, aggiungendo le parole “è altresì consentito l’utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente”. Sul punto la citata Circolare n. 1/2015 aveva evidenziato che nelle more del completamento del procedimento di cui ai commi 424 e 425 alle Amministrazioni è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e 2016. Le assunzioni effettuate in violazione dei commi 424 e 425 sono nulle; rimangono consentite le assunzioni, a valere sui budget degli anni precedenti.


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