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Centralinisti non vedenti, avviamento al lavoro presso le PA

di Cecilia Maceli

LA DOMANDA Qual è il limite di età per l'avviamento al lavoro dei centralinisti telefonici non vedenti presso il datore di lavoro pubblico?

Rispetto al quesito rilevano le disposizioni contenute nell’articolo 6 della legge 29 marzo 1985 n. 113 secondo cui in base al:
- comma 4 “I datori di lavoro pubblici assumono per concorso riservato ai soli non vedenti o con richiesta numerica presentata all'ufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione. I centralinisti non vedenti hanno diritto all'assunzione se posseggono i requisiti richiesti per le assunzioni dagli ordinamenti delle amministrazioni ed enti interessati, salvo il limite di età ed il titolo di studio”;
-  comma 8 “I lavoratori non vedenti iscritti all'albo professionale hanno diritto all'avviamento al lavoro ai sensi della presente legge fino al compimento del 55° anno di età”.
Il comma 4 fa“salvo il limite di età” in quanto, alla data di entrata in vigore della norma, per l’accesso al pubblico impiego erano previsti specifici limiti in tal senso. L’articolo 2, n. 2), del Dpr 10 gennaio 1957, n. 3, così come modificato dall’articolo 2 della legge 3 giugno 1978, n. 288, tra i requisiti generali per l’accesso al pubblico impiego prevedeva il limite di età non inferiore agli anni 18 e non superiore ai 35. Per le categorie di candidati per cui leggi speciali prevedevano deroghe, il limite massimo non poteva superare, anche in caso di cumulo di benefici, i quaranta anni di età o i quarantacinque per i mutilati e gli invalidi  di  guerra  e  per coloro ai quali è esteso lo stesso beneficio.
L’articolo 2, n. 2), del Dpr n. 3/1957 è stato poi modificato dall’articolo 1 della legge 27gennaio 1989, n. 25 di modo che il limite di età per l’accesso all’impiego era non inferiore agli anni 18 e non superiore ai 40.  Per i candidati appartenenti a categorie per le quali leggi speciali prevedevano deroghe, il limite massimo non poteva superare, anche in caso di cumulo di benefici, i quarantacinque anni di età.
È chiaro che, per le categorie di personale per cui leggi speciali prevedevano deroghe, le disposizioni richiamate stabilivano un regime di favor con la fissazione di un limite di età per l’accesso al pubblico impiego maggiore rispetto a quello previsto per la categoria dei dipendenti pubblici.
Con l’articolo 3, comma 6, della legge 15 maggio 1997, n. 127 la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è più soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell'amministrazione.
Per la soluzione del quesito, il comma da prendere a riferimento per l’accesso al lavoro presso le pubbliche amministrazioni è il comma 4 e non il comma 8 del predetto articolo 6 della legge n. 113/1985, atteso il richiamo esplicito ai “datori di lavoro pubblici” e al “limite di età” del settore.
Applicare il comma 8 all’accesso al lavoro pubblico, senza tener conto della specialità del comma 4 della stessa disposizione, comporterebbe la fissazione di un limite di età per l’accesso all’impiego, pari a 55 anni, per i soli lavoratori non vedenti e non anche per gli altri soggetti per i quali varrebbe il principio generale secondo cui la partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, con conseguente violazione del principio di eguaglianza e non discriminazione di matrice costituzionale e comunitaria.
Verrebbe, peraltro, disattesa la ratio della norma del comma 4 finalizzata a fissare un regime di maggior favore per la categoria dei soggetti in questione, fornendo una lettura della disciplina che apparirebbe non coerente rispetto al quadro normativo iniziale. Resta fermo, come limite generale per l’accesso al pubblico impiego applicabile a qualsivoglia soggetto, il limite ordinamentale di 65 anni di età previsto per la cessazione dal servizio dei dipendenti pubblici dall’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 29 dicembre 1973, n. 1092.


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