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Utilizzo dei resti, convenzioni, concorsi e somministrazione

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Utilizzo dei resti: non tutti la pensano nello stesso modo
Dopo che il Dl 78/2015 ha concesso agli enti locali l'utilizzo dei residui della capacità assunzionale del trienni precedente, rimane in sospeso un'altra questione: tali budget possono essere usati liberamente oppure sono vincolati ai dipendenti in sovrannumero degli enti di area vasta?
La tesi prevalente sostiene che le uniche risorse vincolate sono quelle degli anni 2015 e 2016 (e quindi relative alle cessazioni 2014 e 2015), ma sia la Funzione pubblica nella circolare n. 1/2015, sia l'Anci nella nota di commento al Dl 78/2015, sia alcune sezione regionali della Corte dei conti, ritengono consentite le assunzioni a valere sui budget degli anni precedenti.
Unica voce fuori dal corso, ad oggi, la Sezione Marche che con la deliberazione n. 162/2015 precisa: «le economie relative all'esercizio 2013 utilizzabili in base alla nuova formulazione dell'art. 3, co. del d.l. 90/2014 – poiché costituiscono una quota della complessiva capacità assunzionale dell'ente – possono essere destinate esclusivamente all'assunzione dei vincitori di concorso risultanti da graduatorie già vigenti o approvate all'1.01.2015 ovvero per consentire la ricollocazione nei propri ruoli del personale soprannumerario.
Si evidenzia che tale soluzione è coerente con la ratio del comma 424 che è stata correttamente individuata dalla deliberazione della Sezione Autonomie nella volontà di attribuire rilievo prioritario alla ricollocazione del personale soprannumerario degli enti provinciali interessati dal processo di riordino di cui alle leggi 6 luglio 2012, n. 95 e 7 aprile 2014, n. 56 che, altrimenti, risulterebbe gravemente compromessa».

Nelle convenzioni non vanno mescolati gli istituti contrattuali
Sull'onda della necessità (od obbligo, in alcuni casi) di stipulare convenzioni per la gestione associata delle funzioni, la partita del personale ha un ruolo fondamentale. Una delle principali norme a cui fare riferimento è l'articolo 14 del CCNL 22.01.2004, che disciplina l'utilizzo dei lavoratori contemporaneamente tra due amministrazioni nel limite dell'orario di lavoro (36 ore). Un ente ha chiesto all'Aran se, sia possibile, disciplinare tale convenzione prevedendo, diversamente, un ammontare complessivo di 48 ore, facendo una specie di mix con l'articolo 1, comma 557, delle legge finanziaria del 2005. L'Agenzia, con l'orientamento applicativo Ral n. 1771, fornisce risposta negativa, ricordando che i due istituti sono riferiti a fattispecie diverse che non si possono assolutamente cumulare.

Le pari opportunità nelle commissioni di concorso
Il Consiglio di Stato, sezione V, con la sentenza n. 3240, depositata in data 26 giugno 2015, ribadisce i consolidati orientamenti giurisprudenziali in tema di assenza di componente di sesso femminile all'interno delle commissioni di concorso. Nella sentenza viene affermato che la normativa sulle pari opportunità è preordinata a garantire nel senso più ampio le possibilità di occupazione femminile, «sicché la sua violazione non può venir contestata altro che dalle possibili beneficiarie della stessa: in assenza di una esplicita disposizione normativa che preveda il contrario, la violazione della normativa di settore non esplica di per sé effetti vizianti delle operazioni concorsuali ed è rilevante soltanto in presenza di una condotta discriminatoria del collegio in danno dei concorrenti di sesso femminile».

La somministrazione in attesa della ricollocazione
Dopo la deliberazione n. 19/2015 della Corte dei conti, Sezione autonomie, sembrano davvero sdoganate le assunzioni degli enti locali attraverso le forme di lavoro flessibile di cui all'articolo 36 del Dlgs 165/2001. La Corte dei conti della Campania, con la deliberazione n. 179/2015, in merito alla somministrazione a tempo determinato, non vede interdipendenza con l'articolo, 1 comma 424, della legge 190/2014, in virtù del principio statuito dalla Sezione autonomie secondo il quale tale comma contiene «solo un espresso regime derogatorio a specifiche norme che regolano la fattispecie dei limiti e dei vincoli alle assunzioni a tempo indeterminato». Le ulteriori fattispecie estranee alla disposizione, restano quindi confermate nella loro peculiare disciplina normativa anche per quello che attiene ai relativi vincoli previsti dalle leggi.


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