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Contratto a termine e superamento della causale

di Cecilia Maceli

LA DOMANDA Contratto a tempo determinato: il superamento della causale vale anche nel pubblico impiego?

La risposta è sicuramente negativa.
Il Dl 20 marzo 2014, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 maggio 2014, n. 78, è intervenuto sulla disciplina del Dlgs 6 settembre 2001, n. 368, ora abrogato dall’articolo 55, comma 1, lett. b) del Dlgs 15 giugno 2015, n. 81, apportando modifiche sostanziali in materia di contratto a tempo determinato e, in particolare, eliminato il riferimento alla causale delle “ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo”.
Anche il predetto Dlgs 81, recante “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, conferma il superamento della causale del contratto.
Nel settore del lavoro pubblico, in base a quanto disposto dall’articolo 36, comma 2, del Dlgs 30 marzo 2001, n. 165, la causale dei contratti a termine non può ritenersi una condizione superata. La disposizione, infatti, prevede che la possibilità per le amministrazioni pubbliche di avvalersi delle forme contrattuali flessibili di assunzione e di impiego del personale disciplinate dal codice civile e dalle leggi sui rapporti di lavoro subordinato nell'impresa, nel rispetto delle procedure di reclutamento vigenti, è subordinata alla necessità di rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale. Il successivo comma 5-ter stabilisce, inoltre, che le disposizioni previste dal Dlgs 368/2001 (attualmente il riferimento è da intendersi al Dlgs 81/2015) si applicano alle pubbliche amministrazioni, fermo restando per tutti i settori l'obbligo di rispettare, tra l’altro, la facoltà di ricorrere ai contratti di lavoro a tempo determinato esclusivamente per rispondere alle esigenze sopra richiamate.


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