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Turn over, i «resti» 2011-2013 utilizzabili per nuovo personale (non in mobilità dalle Province)

di Gianni Trovati

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

I Comuni possono utilizzare per le assunzioni "ordinarie" anche le quote di turn over inutilizzato relative al 2011-2013, mentre il vincolo che impone di dedicare gli spazi assunzionali ai vincitori di concorso e ai dipendenti in mobilità dalle Province riguarda i resti del 2014-2015.
L'indicazione arriva da una nota dell'Anciche, per mettere a sistema le norme stratificate sulla gestione del personale, individua un doppio binario per le assunzioni.

Le norme
Le regole con cui fare i conti sono due: il comma 424 dell'ultima legge di stabilità, che vincola le risorse previste dalla «normativa vigente» (all'epoca della manovra, ndr) a dipendenti in mobilità e vincitori di concorso, e l'articolo 4, comma 3 del decreto 78/2015, intervenuto dopo, secondo il quale il cumulo triennale degli spazi assunzionali è consentito «a decorrere dal 2014» e consente anche l'utilizzo delle quote di turn over disponibili perché non ancora utilizzate «riferite al triennio precedente».

Doppio piano
Da questo complicato incrocio, spiega la nota dell'Anci, si può uscire dividendo in due parti il panorama delle assunzioni. Sull'assorbimento del personale in arrivo dalle Province, sempre che il meccanismo scatti davvero anche con l'arrivo (promesso dal Governo per la prossima settimana) del decreto con i criteri per la mobilità, non c'è discussione: il budget vincolato a questo scopo è quello prodotto dalle cessazioni del 2014 e 2015, come spiega anche la circolare 1/2015 di Funzione pubblica e Affari regionali. Più complesso è il quadro per l'utilizzo dei resti: se la norma speciale, quella per la ricollocazione degli ex provinciali, blocca le risorse 2014-2015, la regola scritta nel decreto enti locali «interviene sul regime ordinario del turn over», e di conseguenza regola l'utilizzo dei resti relativi «al triennio precedente» rispetto al 2014, data di decorrenza della nuova regola.

I calcoli
Ovviamente l'intreccio dei piani temporali e delle diverse disposizioni impone conseguenze operative con cui fare i conti. Prima di tutto, il budget di spesa 2015-2016 va riservato a ex provinciali e vincitori di concorso, e quindi non può essere destinato a "co-finanziare" assunzioni coperte anche dai vecchi resti del turn over. Per calcolare i resti pre-2014, poi, occorre fare riferimento alle regole del turn over in vigore in ciascuno di quegli anni, con una ricostruzione che impone di andare a rileggere regole nel frattempo cancellate o modificate.

Piccoli enti
L'operazione, insomma, non è semplice, ma è fondamentale soprattutto per i Comuni piccoli, nei quali i vincoli del turn over bloccano spesso ogni scelta assunzionale a causa del numero ridotto di cessazioni, e in particolare per quelli fra mille e 5mila abitanti, assoggettati al Patto di stabilità a partire dal 2013. I tecnici dell'Associazione dei Comuni ricordano infatti che nel 2010 le sezioni Riunite della Corte dei conti (delibera 52/2010) avevano dato il via libera alla possibilità di sommare i resti assunzionali di più anni nei Comuni non soggetti al Patto, e che in seguito la sezione Autonomie (delibera 27/2014) ha bloccato quella lettura per gli enti nei quali il Patto invece agisce a causa del decreto sul pubblico impiego del 2014 (articolo 3, comma 5 del Dl 90/2014).


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