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Solo l'incarico aggiuntivo fa scattare l'indennità per «specifiche responsabilità»

di Arturo Bianco

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

L'indennità per specifiche responsabilità può essere erogata solamente a fronte della assegnazione di incarichi aggiuntivi e non può essere utilizzata coma un surrogato del conferimento di mansioni superiori. I dipendenti dei Comuni distaccati presso gli uffici dei giudici di pace non possono sommare le indennità di comparto e di amministrazione. I dirigenti non hanno il diritto di percepire compensi derivanti dai proventi del condono edilizio. Sono queste alcune tra le più importanti e recenti indicazioni fornite dall'Aran in materia di trattamento economico accessorio dei dipendenti del comparto regioni e autonomie locali.

Il meccanismo
L'indennità per specifiche responsabilità può essere attribuita ai dipendenti di categoria D, che non sono posizioni organizzative, nonché di categoria C e B, entro il tetto massimo annuo di 2.500 euro. È necessario che gli incarichi siano conferiti con un atto formale da parte del dirigente. Occorre, per evitare un'erogazione a pioggia, che gli incarichi abbiano «un certo spessore, con contenuti sicuramente significativi e qualificanti». Il contratto nazionale non detta alcuna elencazione, né tassativa né esemplificativa e la materia è dunque rimessa alla contrattazione collettiva decentrata integrativa. Lo stesso contratto nazionale disciplina, nell'ambito delle previsioni dettate dall'articolo 52 del Dlgs 165/2001, l'istituto delle mansioni superiori. Queste possono essere attribuite solamente nei casi previsti dal legislatore e vengono remunerate con il riconoscimento della differenza economica rispetto alle posizioni di inquadramento iniziale, per cui – ad esempio - un C5 cui vengono conferite le mansioni superiori di categoria D ha diritto a un trattamento economico pari alla differenza tra C1 e D1. L'Aran sottolinea con molta decisione che l'indennità per specifiche responsabilità non può essere utilizzata per remunerare le mansioni superiori in quanto i due istituti hanno finalità assai diverse.

I giudici di pace
Ai dipendenti che i Comuni hanno distaccato presso gli uffici dei giudici di pace non possono essere corrisposte l'indennità di comparto, che spetta ai dipendenti degli enti locali, e quella di amministrazione, che spetta ai dipendenti dei ministeri. Il parere Aran n. 1516 dello scorso 30 aprile ricorda che nel caso di comando a questi dipendenti può essere riconosciuta l'indennità di amministrazione, con oneri che vanno posti a carico dell'ente utilizzatore, quindi del ministero. Ma si deve subito sottolineare che non è questo il caso dei dipendenti in distacco presso gli uffici dei giudici di pace, in quanto tutti gli oneri sono a carico dei Comuni. È evidente il rischio di sperequazione, con tutte le possibili conseguenze. Il parere chiarisce inoltre che a questi dipendenti possono essere attribuiti i buoni pasto se sono previsti nel Comune (in base al dettato contrattuale non sono obbligatori).

«Bonus» da condono
I dirigenti non possono percepire compensi provenienti dal condono edilizio in quanto la normativa contrattuale non prevede questa tra le deroghe all'onnicomprensività del salario accessorio. Si tratta di un'indicazione assai rilevante: le previsioni legislative che prevedono l'erogazione di compensi al personale devono coniugarsi con le previsioni contrattuali. I dirigenti, a parte la retribuzione di posizione e di risultato, possono percepire compensi solamente per i successi nei contenziosi giurisdizionali in cui hanno rappresentato il Comune (avvocati), per il recupero di evasione Ici e, fino all'entrata in vigore del Dl 90/2014, per la realizzazione di opere pubbliche (tecnici).


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