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L'incarico presso aziende speciali e i congedi parentali

di Gianluca Bertagna

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

La nostra rubrica settimanale con le indicazioni sintetiche delle novità normative e applicative intervenute in tema di gestione del personale nelle pubbliche amministrazioni.

Istruzioni dall'Inps per le assenze dei dipendenti
Con la circolare n. 81/2015, l'Inps aveva diffuso le istruzioni per la compilazione della denuncia mensile contributiva in occasione delle diverse tipologie di assenze dei dipendenti pubblici. Ora, con il messaggio n. 3284 del 14 maggio 2015, vengono forniti dei veri e propri esempi per l'inserimento dei dati nella ListaPosPa. In modo particolare, il documento si occupa delle assenze e dei congedi previsti nel decreto legislativo 151/2000 (congedi parentali e per malattia del bambino), nella legge 335/1995 (assenze per educazione e assistenza) e nella legge 104/1992 (permessi per assistenza). Ogni esempio viene fornito sia nel caso in cui la certificazione avvenga nello stesso mese dell'evento, sia qualora si debba procedere alla comunicazione all'Inps in un periodo successivo. Infine, una sezione del messaggio, è dedicata alla regolarizzazione dei periodi pregressi denunciati con le modalità preesistenti e per comunicare o modificare precedenti denunce.

La revoca dell'incarico di posizione organizzativa
Dalla sentenza della Corte di cassazione, sezione lavoro, n. 6367/2015, si possono trarre alcune conclusioni operative per gli enti locali. Innanzitutto, viene confermato che i mutamenti organizzativi legittimano la revoca anticipata dell'incarico. Ma, in modo particolare, la sentenza analizza alcuni aspetti correlati agli aspetti di inquadramento del dipendente. Il principio fondamentale è contenuto nel fatto che il conferimento di posizione organizzativa non comporta l'inquadramento in una nuova categoria contrattuale ma unicamente l'attribuzione di una posizione di responsabilità senza mutamento di posizione funzionale, con correlato riconoscimento di un particolare beneficio economico; l'istituto attiene più alla disciplina della retribuzione che a quella dell'inquadramento. La mancata assegnazione non dà, quindi, origine a demansionamento del dipendente. Da ultimo, viene ricordato che l'incarico può essere assegnato ai dipendenti inquadrati in categoria D, senza ulteriori restrizioni e indipendentemente della articolazione della dotazione organica.

Incarichi a dipendenti presso aziende speciali
L'Anac, con atto n. AG/20/2015/AC del 22 aprile 2015, rende parere in merito alla nomina, quale amministratore unico di un'azienda speciale, di un dirigente comunale, in ragione del regime di incompatibilità previsto dal Dlgs 39/2013. La disamina è particolarmente interessante e prende spunto dal principio secondo il quale la nomina nei cda delle società controllate, di dipendenti dell'amministrazione di riferimento, deve limitarsi al personale interno alla Pa anche con qualifica dirigenziale, purché non investito della carica di presidente con deleghe gestionali dirette o di amministratore delegato, o ancora – ovviamente – di amministratore unico. A questo punto, l'Anac, riconduce le aziende speciali nella definizione di «ente pubblico» affermando che nel Dlgs 39/2013 non è prevista una clausola di incompatibilità tra dirigente della pubblica amministrazione ed amministratore unico di un'azienda speciale costituita dalla stessa amministrazione. Tale incarico, però, non potrà essere conferito qualora lo stesso dirigente sia chiamato a svolgere, in virtù dell'incarico rivestito, funzioni che attengono alla vigilanza, al controllo, al finanziamento della predetta azienda speciale, stante il potenziale conflitto di interessi.


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