Home  › Personale

Corte dei conti contro Funzione pubblica: niente «trasformazione» per i part time

di Tiziano Grandelli e Mirco Zamberlan

Q
E
L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Non cessa il braccio di ferro tra la Funzione pubblica e le sezioni regionali della Corte dei Conti. Questa volta la partita si svolge sul terreno della trasformazione da tempo parziale a tempo pieno di contratti inizialmente stipulati a part time. Il tema era già stato oggetto di analisi da parte dei Ministri Madia e Lanzillotta nella circolare 1/2015, contenente le linee guida per la ricollocazione del personale delle province sulla base del disposto della legge di stabilità di quest'anno. Secondo Palazzo Vidoni, la trasformazione a full time di questi contratti, pur assorbendo capacità assunzionali, risulta compatibile con il comma 424 della legge 190/2014, introducendo, in via interpretativa, un'eccezione non prevista dalla disposizione. La posizione risulta quantomeno singolare atteso che, in generale, la circolare ha chiuso ogni spazio di manovra agli enti locali andando ben al di là delle previsione normativa (ad esempio, in materia di mobilità volontaria tra enti).

La delibera
La Corte dei Conti Lombardia, interpellata dal Comune di Casatenovo, risponde con la deliberazione n. 135/2015/QMIG, bocciando la tesi della Funzione Pubblica in quanto quest'ultima ha omesso di «esplicitare il percorso motivazionale». In primo luogo, i magistrati contabili lombardi delineano l'ambito applicativo dell'articolo 3, comma 101, della legge 244/2007: le capacità assunzionali assorbite sono «pari alla differenza tra la spesa sostenuta per il rapporto a tempo parziale e quella discendente dalla trasformazione del rapporto a tempo pieno». Successivamente ricorda che le Regioni e gli enti locali devono destinare le possibilità di assunzione a tempo indeterminato all'immissione in ruolo dei vincitori di concorso e alla ricollocazione delle unità soprannumerarie, con particolare attenzione ai dipendenti delle Province. A questi ultimi devono vincolare anche la restante parte dei risparmi derivanti dalle cessazioni 2014/2015.

Le conseguenze
La lettera della norma non può che condurre a conclusioni diametralmente opposte rispetto a quelle formulate dalla Funzione pubblica. Se da una parte, secondo un consolidato orientamento delle sezioni regionali delle Corte dei Conti, la trasformazione da part time a full time è soggetta ai limiti previsti per le assunzioni a tempo indeterminato e dall'altra, tutte le capacità assunzionali sono da destinare al riassorbimento degli esuberi, risulta evidente che gli enti locali possono procedere alla trasformazione solo nel momento in cui tutti i dipendenti in eccedenza siano stati ricollocati. E questa è la tesi abbracciata dalla Corte lombarda. Peraltro, la delibera in esame ricorda un altro orientamento consolidato della magistratura contabile, secondo il quale non costituisce nuova assunzione l'ipotesi di «mero incremento orario non giungente al limite del tempo pieno». In applicazione di questa posizione, l'ente potrebbe aumentare il part time fino a 35 ore, avendo immediatamente a disposizione maggiore forza lavoro, ma ricordando che le capacità assunzionali verranno integralmente gestite dalla Funzione pubblica.


© RIPRODUZIONE RISERVATA