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Gli incarichi a soggetti in quiescenza

Le risposte dell'Anci

LA DOMANDA Nell'ufficio di staff di un piccolo Comune, il Sindaco vorrebbe incaricare, a titolo gratuito e senza poteri di direzione o firma, un pensionato che in passato ha assunto la carica di Sindaco nello stesso ente ed è padre di un assessore.

Si premette innanzitutto che l'articolo 6 del Dl 90/2014, convertito dalla legge 114/2014, ha posto il divieto di affidare incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza (funzioni direttive, dirigenziali o equiparate, o cariche in organi di governo delle amministrazioni). La norma consente tuttavia il conferimento degli incarichi e delle cariche a titolo gratuito, ma per un periodo che non può eccedere i 12 mesi.
La circolare n. 6 emanata il 4 dicembre scorso dal ministero per la Semplificazione e la pubblica amministrazione ha chiarito come le norme di divieto poste dalla disciplina in esame siano puntuali e per esse valga il criterio di stretta interpretazione, rimanendo esclusa l'interpretazione estensiva o analogica (come chiarito dalla Corte dei conti, sezione centrale del controllo di legittimità degli atti di Governo e delle amministrazioni dello Stato, deliberazione n. 23 del 30 settembre 2014).
Gli incarichi vietati, dunque, sono solo quelli espressamente contemplati: incarichi di studio e di consulenza, incarichi dirigenziali o direttivi, cariche di governo nelle amministrazioni e negli enti e società controllati. Il ministero specifica che, in assenza di esclusioni al riguardo, devono ritenersi rientranti nel divieto anche gli incarichi dirigenziali, direttivi, di studio o di consulenza nell'ambito degli uffici di diretta collaborazione di organi politici. Non è escluso, però, il ricorso a personale in quiescenza per incarichi che non comportino funzioni dirigenziali o direttive.
Pertanto, se l'incarico nello staff del Sindaco, di cui al caso di specie, non comporta lo svolgimento di funzioni dirigenziali o direttive, esso non rientra nel divieto di cui alla disposizione in commento e può essere affidato anche a dipendente in quiescenza.
Tuttavia, per costante orientamento giurisprudenziale, l'unico rapporto configurabile con il personale di staff sarebbe quello di lavoro subordinato (ex pluris Corte dei conti Toscana, parere n. 622/2004; Corte dei conti Calabria, parere 395/2010). Proprio la natura subordinata dei rapporti ‘de quo' conduce a ritenere che il conferimento di tale incarichi a un soggetto che ha maturato i requisiti per la pensione si ponga in contrasto con le attuali disposizioni in materia pensionistica (si pensi, ad esempio, al divieto di trattenimento in servizio).
Altri tipi di incompatibilità non si riscontrano.


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