Home  › Personale

Personale: armonizzazione dei contratti flessibili

di Arturo Bianco

Assunzioni a tempo determinato, stabilizzazione dei precari e incarichi di collaborazione: sono questi i temi affrontatati dalla legge 228/2012

Non vi sono nuovi tagli o limitazioni rilevanti e torna di attualità il tema del precariato: sono questi i tratti più importanti della legge 228/2012 in materia di personale dipendente delle PA. Questo tema non rappresenta la parte centrale delle manovre di contenimento della spesa pubblica: viene giudicato sufficiente dare piena applicazione alle disposizioni esistenti, che stanno consentendo di raggiungere significativi risultati sia sul versante della limitazione delle risorse necessarie che su quello della diminuzione del numero dei dipendenti in servizio, e quindi non si ravvisa la necessità di ulteriori significative limitazioni.
Proroga delle assunzioni a tempo determinato
Viene prevista, in via eccezionale e in deroga alla disciplina esistente, la possibilità di prorogare i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere alla data del 30 novembre 2012 e che superano il tetto massimo di durata di 36 mesi. Si deve evidenziare che siamo in presenza di una mera possibilità e che essa non si applica ai contratti di somministrazione. E' questa una misura tampone, dettata per dare una prima risposta al fatto che un numero assai rilevante di contratti a tempo determinato erano in scadenza alla data del 31 dicembre 2012 e che gli stessi non erano più prolungabili in quanto si era raggiunto il tetto massimo di durata, cioè 3 anni. Per cui, con la utilizzazione della proroga, diventa possibile superare questo termine. Un altro effetto determinato dalla disposizione è il superamento del tetto di una sola proroga, per cui la norma è utilizzabile anche nel caso in cui la soglia dei 36 mesi sia stata raggiunta sulla base di un contratto e di una proroga già disposta. Il legislatore fissa il termine invalicabile del 31 luglio 2013 per la durata del rinvio.
Altro elemento caratterizzante la scelta legislativa è il porre la condizione che si raggiunga preventivamente una intesa tra le Pa e le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative: è richiesta insomma la stipula di un vero e proprio contratto collettivo decentrato integrativo. Per questa misura è però necessario non farsi illusioni sulla effettiva ampiezza della disposizione: la utilizzazione del nuovo istituto è consentita esclusivamente alle Pa che possono effettuare assunzioni di personale e gli oneri per la proroga sono compresi non solo nel tetto della spesa del personale, ma anche nel tetto della spesa per le assunzioni flessibili, cioè il 50% della spesa sostenuta allo stesso titolo nell'anno 2009. Elementi, in particolare quest'ultimo, che limitano significativamente l'ambito di concreta applicazione delle nuove regole.
La stabilizzazione dei precari
Si riapre in via permanente un spazio per consentire la stabilizzazione dei lavoratori precari delle Pa. Infatti il comma 401 stabilisce che possano essere stabilizzati tutti i lavoratori a tempo determinato che hanno maturato il requisito di 3 anni di anzianità. In precedenza, questa possibilità è stata prevista solamente per coloro che avevano maturato questo requisito entro la fine del 2007. L'anzianità, e questo segna un elemento di differenza rispetto alle precedenti disposizioni, deve essere maturata esclusivamente all'interno dell'ente e non conta quella acquisita presso altre Pa.
La stabilizzazione non può essere disposta direttamente, ma esclusivamente attraverso uno dei seguenti due modi: concorso pubblico con riserva del 40% ovvero concorso pubblico in cui questi soggetti, nonché i cococo che all'interno dello stesso ente hanno acquisito una anzianità triennale, possono vedersi valorizzata la loro esperienza. Anche in questo caso non ci si deve illudere. Questi reclutamenti sono subordinati: al rispetto dei vincoli alle assunzioni, al rispetto della programmazione del fabbisogno del personale e soprattutto alla utilizzazione del tetto massimo del 50% delle risorse disponibili per nuove assunzioni ovvero del contenimento della spesa del personale.
Con uno specifico Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri verranno disciplinate "modalità e criteri applicativi" e definito il rapporto tra la riserva per i lavoratori precari con le altre previste da specifiche norme.
Gli incarichi di collaborazione
La legge di stabilità, al comma 147, introduce ulteriori limitazioni agli incarichi conferiti a soggetti estranei all'ente. In primo luogo, viene vietata la possibilità di disporre il rinnovo di tali contratti. In secondo luogo si introducono due drastiche limitazioni alla proroga: può essere utilizzata solamente in via eccezionale, dimostrando sia che è strettamente necessaria per il completamento del progetto sia che il ritardo non è addebitabile al collaboratore; si dispone che non debbano comunque maturare oneri aggiuntivi. Infatti la norma prevede che il compenso rimanga quello pattuito. La norma è immediatamente applicabile e si estende a tutti gli incarichi conferiti da qualsivoglia amministrazione pubblica sulla base dell'articolo 7, commi 6 e seguenti, del Dlgs 165/2001.
Si dispone inoltre la limitazione degli incarichi di consulenza informatica che possono essere conferiti dalle amministrazioni statali e dispone l'estensione delle limitazioni dettate alle Pa in questa materia anche alle società controllate da amministrazioni pubbliche e che realizzano con le amministrazioni almeno il 90% del proprio fatturato.
Le altre disposizioni
Tra le altre disposizioni se ne segnalano per rilievo tre: la sanatoria della mancata conversione del Dl 185/2012 in materia di TFR, la possibilità di fruire a ore dei congedi parentali e la proroga della validità delle graduatorie concorsuali.
Le Pa, nonostante la mancata conversione del Dl 185/2012, non dovranno corrispondere alcun compenso ai propri dipendenti a seguito della sentenza 223/2012 con cui la Corte costituzionale ha dichiarato l'illegittimità della ritenuta del 2,5% introdotta dal Dl 78/2010. L'unica eccezione riguarda quelli collocati in quiescenza nel corso dell'ultimo anno e che hanno ricevuto il TFS.
Con il comma 339 viene consentita la fruizione dei congedi parentali anche ad ore. La sua concreta applicazione è però rinviata alla contrattazione collettiva nazionale di lavoro, che deve disciplinare le modalità di fruizione, i criteri per il calcolo della base oraria e l'equiparazione tra monte ore e giornata lavorativa. Vengono inoltre cambiate le regole sulla comunicazione della sua fruizione: occorre rispettare le previsioni dei CCNL, essa deve essere resa almeno 15 giorni prima e deve comprendere anche i periodi di inizio e fine del congedo stesso. Infine si consente al lavoratore e al datore di lavoro di concordare, ove lo si ritenga necessario, "misure di ripresa dell'attività lavorativa".
E' prorogata dal comma 388, limitatamente alle assunzioni a tempo indeterminato, fino al 30 giugno la validità delle graduatorie approvate dopo il 30 settembre 2003. La legge consente al Governo, con uno o più Dpcm, di spostare tale termine al 31 dicembre 2013.


© RIPRODUZIONE RISERVATA