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Soluzioni contrattuali nella Pa tra vincoli di bilancio ed esigenze di crescita

di Mario Mariani

Il caso delle aree e dei contenitori dismessi e sottoutilizzati delle ex caserme e dell'ex civico macello di Novara. Tesi finale del Master di II livello 'Executive in appalti e contratti pubblici' del Politecnico di Milano e con il patrocinio del Quotidiano del Sole 24 Ore Enti Locali & Pa

Negli ultimi anni il settore pubblico di molti Paesi sviluppati e anche in via di sviluppo ha introdotto forme di collaborazione con il settore privato per la costruzione e/o la gestione di opere di interesse pubblico. Diverse forme di Public-Private Partnership (PPP) e, in particolare, di Project Financing delle opere pubbliche stanno sostituendo il tradizionale approccio dell'intervento pubblico, soprattutto in quei settori capaci di produrre una remunerazione diretta per l'investimento privato, come i settori energetico, dei trasporti e delle telecomunicazioni, della sanità, dell'innovazione, dell'edilizia e di molte infrastrutture locali.
Le diverse forme di PPP vengono oramai percepite universalmente come un valido supporto alla creazione di infrastrutture pubbliche e in vari Paesi è stato predisposto il quadro giuridico e create istituzioni apposite per favorirne lo sviluppo.
L'analisi del mercato e delle classiche operazioni di partenariato pubblico privato per la realizzazione di opere pubbliche o per l'acquisizione di pubblici servizi, letta alla luce della direttiva europea sulle concessioni, porta nel caso specifico a ipotizzare soluzioni contrattuali in cui l'Amministrazione pubblica, ormai sempre più in difficoltà economiche per pregresse situazioni di indebitamento e/o per ridimensionamento dei trasferimenti, mette in gioco il proprio patrimonio per trarne alternativamente un gettito, una tantum in caso di vendita o un canone in caso di concessione di diritti reali, ma soprattutto dall'altro procedere con la trasformazione di parti importanti del tessuto urbano traendone il duplice vantaggio derivante dalla dismissione di parti non più strategiche ne funzionali, riducendone i costi di gestione, manutenzione e sorveglianza e restituendo i medesimi beni alla città, ricevendone dapprima i progetti, controllandoli, e scegliendo tra questi quelli in grado di restituire e/fornire servizi carenti o mancati alla città ed al suo territorio.
Il caso pratico trattato, o meglio i casi, sono riferiti ai grandi contenitori pubblici della città di Novara dismessi o sotto utilizzati, e nello specifico l'area delle ex Caserme Passalacqua, Cavalli e Gherzi a oggi di proprietà dell'Agenzia del Demanio e dell'ex Civico Macello di proprietà del Comune di Novara con consistenze notevoli.
Tali aree classificate dallo strumento urbanistico vigente quali aree per Servizi e attrezzature d'interesse comunale ex Macello o ad Attrezzature militari, Forze dell'ordine e della Sicurezza ‘Caserme' sono state dapprima studiate circa le potenzialità del mercato attraverso la pubblicazione di manifestazioni d'interesse, poi analizzate sotto l'aspetto della loro potenzialità, tenuto conto delle visioni e delle suggestioni fornite dal mercato e avviate, o da avviare, a specifica variante urbanistica di valorizzazione per essere alienate e/o cedute attraverso procedure di evidenza pubblica.
Nell'Ambito di tali procedure di alienazione alcune ipotesi già indicate anche dal mercato erano e sono quelle del PPP.
Da qui l'idea di verificare il contributo di tali situazioni e realtà nell'ambito del Partenariato Pubblico Privato e delle Valorizzazioni e il loro apporto alla finanza pubblica degli Enti, che sottratte alle attuali e stringenti ottiche di bilancio e di contrazione della spesa, concorrano allo sviluppo di opere o infrastrutture, mettendo in gioco ipotesi e procedure del Codice dei contratti anche per l'alienazione dei beni.


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