2015/ue

Legalità, impresa e competitività, ricerca e innovazione, citta metropolitane, Pmi: il futuro è ora

di Giancarlo Terenzi

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L Esclusivo per Quotidiano Enti Locali & PA

Concludiamo la rassegna dei programmi operativi nazionali concernenti la programmazione comunitaria 2014-2020 che interessano le sole Regioni meno sviluppate (Infrastrutture e reti e Legalità) o anche quelle in transizione (Impresa e competitività e Ricerca e innovazione), mentre il pon Città metropolitane riguarda anche i centri delle Regioni quelle più sviluppate. Per le schede tecniche si veda il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 7 dicembre 2015.
Dei cinque Pon, tre sono cofinanziati, oltre che dal fondo europeo di sviluppo regionale, anche dal fondo sociale europeo (Legalità e Città metropolitane). Da segnalare l'eccellente grafica del Pon Infrastrutture e reti.
Descriviamo, infine, anche il Pon Pmi, anche se non riguarda la pubbliche amministrazioni se non di riflesso.

Legalità
I cinque assi prioritari che compongono il programma coinvolgono ministero dell'Interno e prefetture, il commissario per il coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura ed enti locali, sia come beneficiari, sia come destinatari degli interventi sui temi dell'infiltrazione mafiosa, della corruzione, del condizionamento dell'economia, dell'azione amministrativa e dell'inclusione sociale. L'asse 4 riguarda percorsi di inclusione sociale e lavorativa per gli immigrati regolari, per i richiedenti asilo, e per particolari categorie di soggetti a rischio devianza: ex detenuti, minori in fase di uscita o usciti dai circuiti penali e soggetti appartenenti a famiglie mafiose. Gli enti locali sono destinatari degli interventi dell'asse 1 che riguardano la digitalizzazione e l'innovazione dei processi interni dei vari ambiti della Pa nel quadro del sistema pubblico di connettività e del 5 per le azioni di qualificazione ed empowerment delle prefetture nella lotta alla corruzione e alle infiltrazioni criminali. Nell'asse 3, infine, ci sono interventi di recupero funzionale e riuso di vecchi immobili in collegamento con attività di animazione sociale e partecipazione collettiva, per il riuso e la ri-funzionalizzazione dei beni confiscati alle mafie.

Impresa e competitività
I cinque assi prioritari che compongono il programma operativo non prevedono direttamente azioni che vedono come beneficiari gli enti locali dato che è diretto al mondo dell'imprese e alla loro competitività. Eppure non devono essere sottovalutate le positive ricadute che si avranno sull'economia dei territori interessati. Nel II dove si punta in maniera indiretta a incrementare la loro competitività attraverso specifiche azioni di natura infrastrutturale, offrendo sostegno a gestori di reti telematiche per la diffusione della banda ultralarga nelle aree a maggiore rilevanza industriale o intensità imprenditoriale, mediante investimenti in reti e infrastrutture a fibra ottica di almeno 100 mbps, come prerequisito fondamentale per l'ammodernamento e lo sviluppo del settore produttivo.
Nel III quando si parla di interventi di reindustrializzazione di aree di crisi industriale, spesso coincidenti con siti d'interesse nazionale, quali Taranto, Brindisi, Crotone, Napoli Orientale, Bagnoli e Priolo, dove gli strumenti attuativi prescelti devono coniugare finalità di ripristino ambientale, riqualificazione tecnologica delle produzioni e competitività territoriale. Nel IV contribuendo alla riduzione dei costi dell'energia e all'uso efficiente delle risorse, al potenziamento delle infrastrutture per la trasmissione e la distribuzione e alle innovazioni collegate con ricadute positive anche nei territori interessati.

Ricerca e innovazione
I due assi prioritari (I e II) che compongono il programma operativo, che vogliono rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l'innovazione e investire nell'istruzione, nella formazione e nella formazione professionale per le competenze e l'apprendimento permanente, non prevedono direttamente azioni che vedono come beneficiari gli enti locali. Infatti, mentre l'I ha come riferimento gli investimenti in capitale umano, il II guarda, invece, ai progetti tematici.
Nell'ambito dell'asse II, tuttavia, sono previsti progetti di ricerca su tecnologie abilitanti (Ket's) volti a supportare la realizzazione di progetti complessi di attività di ricerca e sviluppo su poche aree tematiche di rilievo e all'applicazione di soluzioni tecnologiche funzionali alla realizzazione delle strategie di S3, quali biotecnologie industriali, fotonica, materiali avanzati, micro/nanoelettronica nanotecnologie, sistemi manifatturieri avanzati. In tale contesto l'intervento si rivolge a Università, enti pubblici e privati di ricerca, grandi imprese e Pmi.

Città metropolitane
L'area interessata dal programma, composto da quattro assi prioritari, si riferisce al massimo al territorio delle 14 Città metropolitane individuate (Bologna, Firenze, Genova, Milano, Roma, Torino e Venezia e nelle Regioni più sviluppate, Cagliari in quelle in transizione e Bari, Catania, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria nelle Regioni meno sviluppate) con interventi più mirati su porzioni di questi territori e, in particolare, su quello del Comune capoluogo.
Le azioni previste riguardano le tecnologie per migliorare i servizi urbani della smart city, l'illuminazione pubblica sostenibile, il risparmio energetico negli edifici pubblici, l'infomobilità e i sistemi di trasporto intelligenti, il rinnovamento e il potenziamento tecnologico delle flotte del Tpl, i nodi di interscambio modale. Gli assi 3 e 4 sono dedicati soprattutto ai Comuni con azioni integrate di contrasto alla povertà abitativa, percorsi di accompagnamento alla casa per le comunità emarginate, servizi a bassa soglia per l'inclusione dei senza dimora o assimilati (stranieri in emergenza abitativa estrema), sostegno all'attivazione di nuovi servizi in aree degradate, la realizzazione e il recupero di alloggi e di immobili inutilizzati.

Iniziativa Pmi
Nuovo per l'Italia e adottato dopo Spagna, Malta e Bulgaria, il programma è composto da un unico asse prioritario, che punta a raddoppiare i fondi strutturali e di investimento europei erogati mediante strumenti d'ingegneria finanziaria innovativi, ma non prevede azioni che vedono come beneficiari gli enti locali.
Più specificamente, vuole rafforzare la competitività del tessuto imprenditoriale italiano delle Pmi del Mezzogiorno, che hanno tra gli obiettivi il consolidarsi sul mercato interno, ma anche di crescere all'estero, migliorando le condizioni di accesso al credito.
Alle risorse stanziate direttamente se ne aggiungeranno altre da disciplinare all'interno del previsto accordo di finanziamento tra autorità di gestione e Fondo europeo per gli investimenti (Fei), derivanti in parte da fondi di natura nazionale, per un importo analogo a quello previsto come contribuzione Fesr e in parte dal programma Cosme (Programma europeo per le pmi).
Il programma agirà attraverso operazioni di cartolarizzazione di portafogli di prestiti bancari esistenti, in maniera sinergica rispetto alla corrispondente azione svolta dal Fondo centrale di garanzia nel Pon "Imprese e competitività", che fornisce garanzie alle banche e agli intermediari finanziari riferite sia a singole operazioni finanziarie, sia a portafogli di operazioni. La cartolarizzazione di prestiti esistenti consentirà alle banche che aderiranno all'iniziativa di liberare capitale di vigilanza. Il capitale liberato sarà utilizzato dalle stesse banche per erogare nuovi finanziamenti a tasso agevolato alle Pmi localizzate nelle regioni del Mezzogiorno, per un ammontare complessivo di almeno 1.200.000 euro con un effetto moltiplicatore pari a 6 sulle risorse pubbliche dedicate all'iniziativa.
Per massimizzare l'efficacia dell'iniziativa, è previsto che una quota consistente dei prestiti da cartolarizzare debba essere assistita dalla garanzia dei confidi. Tale previsione consentirà, a parità di risorse stanziate, una liberazione di capitale non solo in capo alle banche, ma anche ai confidi, rendendo così disponibili importanti risorse per la concessione di nuove garanzie in favore delle pmi.


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