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Sindaci a fine incarico, la Cassazione distingue tra concussione e induzione indebita

di Pietro Alessio Palumbo (*) - rubrica a cura di Anutel

Sulla distinzione tra delitto di concussione e quello di induzione indebita a dare o promettere utilità fa chiarezza la Corte di cassazione con la sentenza n° 15792/2018.
Il primo, nella «nuova» formulazione dell’articolo 317 del codice penale modificato dalla legge 190/2012, è contraddistinto da un abuso costrittivo del pubblico agente mediante violenza o minaccia, esplicita o implicita, di un danno da cui deriva un grave ostacolo alla libertà di autodeterminazione del destinatario, posto di fronte all’alternativa stringente tra subire un danno o evitarlo con la dazione o la promessa di una utilità non dovuta.
L’induzione indebita, invece, prevista dall’articolo 319-quater codice penale, introdotto dalla legge 190/2012, si configura come una pressione morale «lieve» della libertà di autodeterminazione del destinatario, il quale innanzi a una scelta discretamente libera, sceglie di prestare assenso alla richiesta della prestazione non dovuta, stimolato dalla prospettiva di un profitto personale.

L’aggravente
La Corte ha anche chiarito su quanto disposto dall’articolo 360 codice penale, in base al quale la legge considera la qualità di pubblico ufficiale elemento costitutivo o aggravante di un reato, esistenza non esclusa dalla cessazione di tale qualità al momento del fatto. Tale disposizione, a giudizio della Corte, pone un principio generale da impiegare in ogni caso in cui sia ravvisabile un rapporto funzionale tra la - pur cessata - qualità di pubblico ufficiale e la commissione del reato.
In sostanza rileva la Cassazione, la norma stabilisce un universale criterio di collegamento tra la specificità del bene giuridico tutelato dalle fattispecie incriminatrici e la tangibile capacità offensiva di una condotta, la cui realizzazione è resa possibile dall’attività precedentemente esercitata. L’ultrattività della qualifica personale nella sequenza temporale, impone a ogni modo che il fatto deve seguire la perdita della qualità, non precederne l’assunzione.

(*) avvocato esperto di anticorruzione, trasparenza e privacy - funzionario puibblico e docente Anutel


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