Home  › Fisco e contabilità

Ruolo o ingiunzione: quale strumento per la riscossione coattiva di tributi ed entrate locali?

di Angelo Trapanese - (*) - Rubrica a cura di Anutel

Alla luce delle disposizioni vigenti, gli strumenti con i quali si attua la riscossione coattiva delle entrate tributarie e patrimoniali delle amministrazioni locali, sono rappresentati dal ruolo (Dpr 602/1973 e 112/1999) e dalla ingiunzione fiscale (Rd 639/1910), sostanzialmente assimilabili, ma soprattutto tra loro alternativi e per tanto oggetto della difficile scelta per gli addetti di settore, resa ancor più tormentata a seguito dell'ultimo intervento legislativo in materia, attuato con il Dl 193/2016 convertito dalla legge 225/2016).

Il nuovo soggetto pubblico della riscossione
Il Legislatore, infatti, ponendo fine alle ripetute proroghe, ha sancito la cessazione di Equitalia e, contestualmente, la nascita al 1° luglio 2017 dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione, alimentando, però, i dubbi sulla scelta, in particolare per gli enti locali, i cui responsabili dei settori tributari ancora oggi non trovano risposte convincenti alle domande: ma in cosa e come è cambiata la riscossione di tributi locali? il neonato ente è «meglio attrezzato» per conseguire risultati di riscossione più soddisfacenti rispetto al precedente? Sul punto, indubbia appare la volontà di potenziare la riscossione, ove si consideri l'incremento dei mezzi a disposizione del nuovo ente di riscossione (accesso diretto alle informazioni relative ai conti correnti, ai rapporti di lavoro presso l'Inps e ai dati del Pra, per l'attivazione più mirata delle norme sul pignoramento c/o terzi, articolo 72-bis del Dpr 602/1973), che sembrano spostare l'ago della bilancia a favore della riscossione tramite ruolo, a discapito dello strumento alternativo dell'ingiunzione fiscale, anche rafforzata, in base al Rd 639/1910.
Infatti, la norma in argomento, e ancor più il precedente articolo 2, comma 2,-nel prevedere la possibilità, a partire dal 1° luglio 2017, per le amministrazioni locali di deliberare l'affidamento al concessionario nazionale delle attività di riscossione, spontanea e coattiva, delle entrate tributarie o patrimoniali proprie - di fatto, riconoscono legittimità all'affidamento diretto della riscossione dei tributi locali al nuovo soggetto pubblico, seppur «contestata» dal dibattito dottrinale che vede l'affidamento diretto ad Agenzia delle Entrate-Riscossione lesivo dei principi comunitari di valutazione comparativa fra più aspiranti, espressi peraltro anche dalle norme interne.
L'emanazione del Dl 50/2017, pur lasciando ancora dubbi sulla asserita violazione dei principi comunitari in tema di affidamento, conferma (articolo 35, comma 1, lettera b) la possibilità per le amministrazioni locali di affidare direttamente (con deliberazione consiliare) la sola fase della riscossione, spontanea e coattiva, sancendo implicitamente, da un lato, il ricorso alla gara per l'affidamento delle precedenti fasi di accertamento e liquidazione e, dall'altro, la primazia della riscossione coattiva a mezzo ruolo rispetto a quella mediante ingiunzione di pagamento, accantonando in via definitiva il progetto di liberalizzazione del regime di affidamento del servizio di riscossione dei tributi locali.

La scelta dello strumento
Alla domanda di fondo, quindi, sullo strumento da utilizzare per la riscossione coattiva dei tributi locali, pare abbia dato risposta lo stesso legislatore che, svincolando l'affidamento della riscossione dall'applicazione dei principi comunitari dell'evidenza pubblica, ha manifestato la sua preferenza per il ruolo a dispetto dell'ingiunzione, determinando così lo svilimento di quel percorso di equiparazione e/o di alternatività degli strumenti di riscossione forzata che anche l'orientamento giurisprudenziale più recente era giunto a riconoscere (Cassazione sentenza n. 30/2016), e favorendo un immediato ritorno del ruolo quale strumento, se non esclusivo, certamente privilegiato, per la riscossione coattiva delle entrate e tributi.Rebus sic stantibus, appare piuttosto evidente che i Comuni siano indotti a preferire il ruolo per la riscossione dei propri tributi, affidando direttamente - senza gara - l'incarico al nuovo ente di riscossione, con l'effetto di relegare la scelta dell'ingiunzione fiscale in base al Rd 639/1910, a mera possibilità residuale.
Ciò non toglie che il «nuovo soggetto pubblico della riscossione» porterà comunque con sé tutte le criticità che in passato hanno caratterizzato la scarsa efficienza in termini di recupero, soprattutto dei tributi locali. Ci si riferisce, in particolare, alla scarsa conoscibilità lamentata dagli uffici comunali delle procedure effettivamente portate a termine dalla Società che hanno condotto in molti casi al mantenimento delle somme nei bilanci e dato luogo a cifre elevatissime di dubbia esigibilità, in assenza delle comunicazioni in base all’articolo 19, comma 1, Dlgs 112/1999, prorogate a oltranza dalla legge 190/2014 (si pensi che un ruolo consegnato nel 2000 vede come termine ultimo di presentazione il 31 dicembre 2031). Non è tutto oro ciò che luce, quindi. Le amministrazioni locali che opteranno per il ruolo dovranno concedere un'ampia apertura di credito ad Agenzia della riscossione, a cui spetterà il gravoso compito di dimostrare che il passaggio a sé della riscossione non rappresenta un mero cambio di insegna, ma il concreto miglioramento del livello di efficienza del tasso di riscossione dei tributi locali.

(*) Avvocato - Funzionario Responsabile Servizio Tributi del Comune di Cava de' Tirreni (SA)


© RIPRODUZIONE RISERVATA