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Senza bilancio partecipazioni valutate al costo

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

La valutazione delle partecipazioni in società controllate e partecipate nello stato patrimoniale degli enti locali deve essere effettuata al costo nel caso in cui non si disponga del bilancio dell’esercizio 2017 della partecipata. Questo si desume dal principio contabile sulla contabilità economica - allegato 4/3 al Dlgs 118/2011 - modificato dal Dm Economia del 18 maggio 2017.

La valutazione delle partecipazioni
Il «nuovo» principio contabile allegato 4/3 stabilisce al punto 6.1.3 che le partecipazioni azionarie immobilizzate devono essere valutate con il criterio del costo, ridotto delle perdite durevoli di valore, riprendendo quanto contenuto nell’articolo 2426, commi 1 e 3, del codice civile.
Il principio, tuttavia, specifica di seguito che nel caso di partecipazioni in società controllate e partecipate le medesime devono valutarsi con il criterio del «patrimonio netto». Quest’ultimo, in base all’articolo 2426, comma 4, codice civile consiste nell’attribuire alla partecipazione un valore pari alla corrispondente frazione del patrimonio netto risultante dall’ultimo bilancio della partecipata, detratti i dividendi e operate le rettifiche richieste dai principi di redazione del bilancio consolidato, nonché quelle necessarie per il rispetto dei principi indicati negli articoli 2423 e 2423 bis codice civile.
Quando la partecipazione è iscritta per la prima volta in base al metodo del patrimonio netto, occorrerà confrontare il costo di acquisto della stessa con il valore della quota del patrimonio netto risultante nel medesimo esercizio a cui si riferisce il rendiconto dell’ente. Se il costo è superiore potrà essere mantenuto come valutazione della partecipazione solo se la differenza positiva è imputabile a maggiori valori intrinseci compresi nell’attivo della partecipata; nell’altro caso la partecipazione deve essere valutata in base alla quota di patrimonio netto risultante nel bilancio della partecipata riferito allo stesso esercizio del rendiconto.
L’eventuale variazione del valore rispetto a quello contabilizzato nello stato patrimoniale dell’ente nell’anno precedente, va da sé, determinerà una rivalutazione o una svalutazione della partecipazione, con riflessi anche sul conto economico. Se invece il valore del patrimonio netto della società dell’anno n è superiore al costo della partecipazione, quest’ultima dovrà valutarsi con il metodo del patrimonio netto se il maggior valore è dovuto a un effettivo rafforzamento patrimoniale.
Altrimenti dovrà utilizzarsi il costo. Anche in questa ipotesi si generano variazioni di valore della partecipazione che hanno effetti sul conto economico (in termini rivalutazioni e svalutazioni), fatto salvo il maggior valore rispetto al costo della partecipazione iscritta sulla base del valore del patrimonio netto che dovrà riportarsi in una riserva indisponibile.

La disponibilità del bilancio dell’anno di riferimento
L’applicazione del criterio del patrimonio netto presuppone però la disponibilità del bilancio della società partecipata dell’anno n, non risultando corretto considerare quello dell’anno precedente (vedasi Commissione ARCONET seduta del 19/10/2016). Non a caso il principio contabile n. 3 specifica che gli enti devono esercitare tutte le possibili iniziative e pressioni nei confronti delle proprie società controllate per acquisire lo schema di bilancio di esercizio o di rendiconto predisposto ai fini dell’approvazione, necessario per l’adozione del metodo del patrimonio netto, eventualmente insieme alle altre amministrazioni pubbliche partecipanti, nel caso di controllo congiunto.
Laddove invece non risulti possibile acquisire il bilancio di esercizio, il rendiconto o i relativi schemi predisposti ai fini dell’approvazione, la partecipazione è iscritta nello stato patrimoniale al costo di acquisto.
Quindi, laddove l’ente dimostri di aver adottato le iniziative necessarie per acquisire almeno lo schema di bilancio della società in tempo utile per la redazione del rendiconto e non sia stato comunque possibile acquisirlo, la partecipazione dovrà valutarsi al costo e non utilizzando il patrimonio netto dell’anno precedente.
Resta comunque fermo che per la redazione del bilancio consolidato occorre utilizzare il criterio del patrimonio netto.
Il criterio dettato dal principio contabile per la valutazione delle partecipazioni societarie si dimostra tuttavia di ardua applicazione. Infatti, tenuto conto che di norma gli enti devono predisporre lo schema di rendiconto almeno 40 giorni prima della scadenza di legge, considerando i termini previsti dal Tuel per i revisori e per il deposito dei documenti per i consiglieri, per applicare correttamente il criterio del patrimonio netto ai fini della valutazione delle partecipazioni societarie sarebbe necessario disporre almeno dello schema di bilancio della partecipata nella prima metà di marzo.
Scadenza del tutto incompatibile, però, con i tempi di predisposizione del bilancio delle partecipate previsti dal codice civile.

(*) Vice presidente e docente Anutel


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