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A Roma ripartono i pagamenti ai creditori - Nominato il commissario al debito

di Gianni Trovati

Dopo quattro mesi finisce lo stallo alla gestione commissariale del debito di Roma, e possono ripartire i pagamenti ai creditori e le restituzioni degli anticipi assicurati nel frattempo dal Campidoglio per le rate dei mutui.

È pronto il decreto di Palazzo Chigi che nomina nuovo commissario del debito capitolino Alessandro Beltrami, e restituisce alla struttura commissariale un vertice per riavviare la macchina. Bresciano, 45 anni, con in curriculum fra le altre cose la direzione centrale programmazione, bilancio e tributi del Comune di Milano e la direzione generale a Brescia, Beltrami già da un anno lavora nella struttura commissariale, ed è la «soluzione tecnica» che ha messo d’accordo il governo uscente e i Cinque Stelle del Campidoglio. La scelta di evitare nomine politicheera già maturata a gennaio, dopo le dimissioni presentate a metà dicembre da Silvia Scozzese indirizzata dal governo in Corte dei conti, ma la vigilia elettorale aveva consigliato di aspettare il voto. I tempi lunghi della crisi politica non permettono però di mantenere la sospensione fino all’avvio del nuovo governo, perché senza il commissario nessuno può mettere le firme necessarie a pagare i debiti e restituire i prestiti fatti dal Comune di Roma per le rate dei mutui, che a differenza dei creditori non possono aspettare. Finora dalle casse già sofferenti del Campidoglio sono partiti 280 milioni, ma la prossima rata avrebbe fatto salire il conto a quota mezzo miliardo. Di qui l’accordo fra Palazzo Chigi e la giunta Raggi.

Ma la partita da giocare è ancora lunga, e complicata. Dopo 10 anni di gestione straordinaria il conto del passivo a carico della gestione commissariale viaggia intorno ai 12 miliardi, divisi in due grandi famiglie. Poco sopra i 9 miliardi di euro si attesta il debito finanziario, composto dai mutui e dalla maxi-obbligazione da 1,4 miliardi lanciata dalla giunta Veltroni nel 2003-2004 per finanziare gli investimenti. Solo questo euro-bond, primo caso di obbligazione comunale lanciata sui mercati internazionali e poi oggetto di più ristrutturazioni negli anni, costa 75 milioni di interessi passivi ogni 12 mesi.
L’altro gruppo è rappresentato dai debiti commerciali, circa tre miliardi che per il 60% sono legati ai contenziosi e ai vecchi espropri; si tratta in molti casi dei “debiti fantasma” riportati nell’ultima relazione di Silvia Scozzese, per i quali non sono noti i creditori. Ma sono obbligatori gli accantonamenti.


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