Home  › Fisco e contabilità

Niente Imu sui depositi portuali in concessione da gennaio 2020

di Andrea Giglioli (*) - Rubrica a cura di Anutel

Tra le varie pieghe della legge di bilancio per l'anno 2018, la n. 205/2017, è passato in sordina quanto previsto dal comma 578 e seguenti. Il Legislatore ha previsto che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, le banchine e le aree scoperte dei porti di rilevanza economica nazionale e internazionale, adibite alle operazioni e ai servizi portuali, le connesse infrastrutture stradali e ferroviarie, nonché i depositi ivi ubicati strettamente funzionali alle suddette operazioni e servizi portuali, costituiscono immobili a destinazione particolare, da censire in catasto nella categoria E/1, anche se affidati in concessione a privati. La norma attribuisce la medesima categoria E/1 anche alle banchine ed alle aree scoperte dei medesimi porti, adibite al servizio passeggeri, compresi i croceristi.

Il requisito funzionale
Al fine di verificare la sussistenza del requisito della stretta funzionalità dei depositi, diversi da quelli doganali, alle operazioni e ai servizi portuali, occorre fare riferimento alle autorizzazioni rilasciate dalla competente Autorità di sistema portuale, ai sensi dell'articolo 16, comma 3, della legge 84/1994 (modificato dall'articolo 15 del Dlgs 232/2017). Nei successivi commi 579, 580, 581 e 582 sono definite le modalità per procedere ai necessari aggiornamenti catastali ai fini dell'attribuzione della categoria E/1 e gli ulteriori aspetti che ineriscono la novità normativa.

L’aggiornamento catastale
Gli aggiornamenti saranno da presentare a decorrere dal 1° gennaio 2019, e le rendite avranno efficacia dal 1° gennaio 2020.
L'operazione descritta riguarderà, senz'altro, tutti i depositi portuali, diversi da quelli doganali, rilasciati in uso dalle autorità portuali anche a soggetti privati e che oggi, iscritti in catasto fabbricati spesso come D/7 o D/8, sono assoggettati a Imu (quota Stato e quota Comune) a carico del concessionario come previsto dall'articolo 9, comma 1, del Dlgs 23/2011. Ebbene i depositi interessati dal beneficio fiscale saranno quelli ubicati nei porti di maggiore importanza nazionale e internazionale elencati all'Allegato A della legge 84/1994 tra i quali possiamo indicare, a mero titolo di esempio: Genova, Livorno, Civitavecchia, Napoli, Cagliari, Palermo, Bari, Taranto, Ancona, Ravenna, Venezia e Trieste, oltre a tanti altri.

Compensazione del minor gettito
Il comma 582, dispone, infine, il contributo di compensazione ai Comuni per il minor gettito con criteri che potremmo definire analoghi a quanto già applicato per i cosiddetti «imbullonati» sulla base dei riscontri sulle variazioni di classamento forniti dall'Agenzia delle entrate entro il 31 marzo 2020.

Efficacia del beneficio
Ultimo inciso: la Corte di cassazione con ordinanza n. 4607/2018 ha chiarito che la novità normativa esplicherà effetti solo dal 1° gennaio 2020, pertanto sino a allora l'imposta a carico dei concessionari seguirà il regime ordinario.

(*) Docente Anutel e componente Osservatorio Tecnico Anutel


© RIPRODUZIONE RISERVATA