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Denuncia d'obbligo per la Tari

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Se il contribuente subentra nel possesso o nella detenzione di un locale o di un'area è tenuto a presentare la dichiarazione della tassa sui rifiuti e il Comune non può liquidare il tributo in capo al nuovo contribuente se non previa notifica allo stesso di un avviso di accertamento. È questo il principio ricavabile in tema di Tarsu dalla sentenza n. 457/2018 della Corte di cassazione. Principio peraltro applicabile anche alla tassa sui rifiuti (Tari).

La controversia
Nel caso esaminato dalla Suprema Corte, un Comune aveva direttamente iscritto a ruolo un contribuente subentrato nel possesso di immobili, liquidando il tributo sulla base della dichiarazione del contribuente cessato. La Corte di cassazione ha ritenuto che tale modalità operativa non è corretta, in quanto la norma dell'articolo 72 del Dlgs 507/1993 consente ai Comuni di iscrivere a ruolo un contribuente sulla base dei ruoli dell'anno precedente, a condizione che non si sia registrata nessuna modificazione soggettiva o oggettiva del rapporto tributario, senza bisogno della precedente notifica di un avviso di accertamento. In sostanza, soltanto se il rapporto tributario è “stabile”, la sola dichiarazione iniziale del tributo ha valenza ultrattiva, in quanto in assenza di variazioni una nuova dichiarazione annuale sarebbe del tutto inutile poiché identica alla precedente. Ma se invece si registrano mutamenti soggettivi, come nel caso in cui cambia il possessore o il detentore dell'immobile, o oggettive, per effetto, ad esempio, di modificazioni della superfice tassabile o della sua destinazione, il contribuente è obbligato a presentare la dichiarazione di variazione del tributo. In sua assenza il Comune, prima di poter procedere alla notifica dell'atto di riscossione, deve contestare al contribuente l'omissione della dichiarazione, mediante la notifica di un avviso di accertamento, con contestuale atto di irrogazione della sanzione. Ne consegue che la cartella di pagamento notificata al subentrante che ha omesso di presentare la dichiarazione del tributo, senza previa notifica di un avviso di accertamento, è illegittima.

I riflessi sulla Tari
Tale principio, già evidenziato dalla Suprema Corte con le sentenze nn. 19120/2016 e 22248/2015, è applicabile anche alla Tari. Il comma 684 dell'articolo 1 della legge 147/2013 stabilisce, infatti, che il contribuente è tenuto a presentare la dichiarazione del tributo entro il termine del 30 giugno dell'anno successivo alla data di inizio del possesso o della detenzione dei locali e delle aree assoggettabili al tributo. Il successivo comma 685 della medesima norma stabilisce che la dichiarazione presentata ha effetto anche per gli anni successivi sempreché non si verifichino modificazioni dei dati dichiarati da cui consegua un diverso ammontare del tributo; in tal caso, la dichiarazione va presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello in cui sono intervenute le predette modificazioni. La tassa sui rifiuti nasce, in base al disposto del comma 688 della legge 147/2013, come tributo in “autoliquidazione”, dovendo il contribuente provvedere al versamento dello stesso alle scadenze fissate dal regolamento comunale. Tuttavia, molti Comuni, nell'ambito della potestà regolamentare, hanno stabilito che il tributo debba essere versato dal contribuente solo in seguito al ricevimento di apposito avviso di pagamento da parte del Comune, contenente la determinazione del tributo sulla base dei dati dichiarati o accertati negli anni precedenti. In questo caso, la liquidazione del tributo mediante invio di un avviso di pagamento al contribuente presuppone che lo stesso abbia presentato la dichiarazione ovvero che sia stato oggetto di precedenti avvisi di accertamento non contestati o divenuti definitivi (comma 686). Anche nella Tari, se si verifica il subentro di un nuovo contribuente ovvero una modificazione di elementi oggettivi incidenti sulla quantificazione del tributo, il soggetto passivo è obbligato alla presentazione della dichiarazione. Conseguentemente il Comune, prima di poter liquidare il tributo, deve notificare al contribuente un avviso di accertamento ai sensi dell'articolo 1, comma 161, della legge 296/2006, con contestuale irrogazione della sanzione prevista dall'articolo 1, comma 696, della legge 147/2013 (dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50,00 euro). Nella Tari, quindi, il subentro di un nuovo contribuente presuppone la presentazione da parte dello stesso della dichiarazione di inizio possesso/detenzione dell'immobile, nonché la presentazione della dichiarazione di cessazione da parte del precedente possessore/detentore. Nel caso di più possessori o detentori, stante la loro responsabilità solidale, la presentazione della dichiarazione può essere presentata da uno solo degli occupanti.

(*) Vice Presidente Anutel e Docente Anutel


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