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La gestione contabile del dissesto: una possibile soluzione

di Simone Simeone (*) - rubrica a cura di Anutel

Uno dei problemi da affrontare in caso di dichiarazione di dissesto è l’assenza di indicazioni normative sulla modalità di gestione contabile a partire dall’anno del bilancio stabilmente riequilibrato. Con particolare riferimento al riporto o meno dei residui passivi e attivi e dei relativi risvolti sui risultati di esercizio e relativi equilibri nella gestione del bilancio stabilmente riequilibrato.

Le dichiarazioni di dissesto degli Enti locali comportano numerosi problemi dal punto di vista gestionale e organizzativo, con la contestuale gestione di un bilancio stabilmente riequilibrato e le attività legate alla gestione della massa attiva e passiva di concerto con il nuovo soggetto gestore del dissesto (organo straordinario di liquidazione). Tra le tante difficoltà che si troveranno ad affrontare i Responsabili dei Servizi Finanziari nella fase successiva alla dichiarazione di dissesto, vi è la gestione contabile con contestuale apertura di un nuovo esercizio, primo del bilancio stabilmente riequilibrato.
Il quesito che ci si pone è se la data di dichiarazione di dissesto (per convenzione 1/12/anno n) è ininfluente dal punto di vista contabile, in quanto fino al 31/12 dell'anno n. la gestione rimane ordinaria sia in caso di bilancio approvato sia di bilancio non approvato (con i limiti dell'esercizio provvisorio o gestione provvisoria), cosa succede nell'anno n+1? Viene aperto un nuovo esercizio senza riportare i residui attivi e passivi? Vengono riportati i fondi vincolati ? L'anticipazione non estinta?

A tali quesiti le norme non danno una soluzione definita nell'ambito di quanto statuito dal Tuel nelle norme sul dissesto, e nemmeno è stata normata una soluzione nell'ambito delle norme legata all'armonizzazione di cui al 118/2011 e relativi principi contabili; per tale motivo diversi enti si sono dovuti attrezzare con soluzioni che risultano diversificate a seconda delle singole decisioni dei responsabili dei servizi finanziari dei vari enti locali.
A seguito di specifica richiesta di parere da parte di un comune pugliese circa l'obbligo di riporto dei residui passi e attivi nell'anno successivo alla dichiarazione di dissesto, la Corte dei Conti Puglia con deliberazione n. 98/2017 del 30 giugno 2017 ha ipotizzato una possibile soluzione interpretabile, comunque, in due modalità: la prima, particolarmente rigorosa, di riporto di tutti i residui attivi e passivi nel bilancio stabilmente riequilibrato, la seconda, di gestione separata dei residui di competenza O.S.L., da quelli di competenza del bilancio stabilmente riequilibrato.

La prima di queste due interpretazioni, seppur apprezzabile nell'intento di non voler cancellare la storia dei crediti e debiti iscritti nella contabilità dell'ente locale, ha l'effetto di non dividere la gestione contabile della massa passiva e attiva di competenza dell'organo straordinario di liquidazione da quella del bilancio stabilmente riequilibrato, con la conseguenza che le risultanze di una gestione vengono fuse con le risultanze dell'altra.

Analizziamo cosa succederebbe se si sposasse la prima ipotesi: in fase di approvazione del riaccertamento e rendiconto dell'anno n (anno del dissesto), i risultati delle variazioni di residui attivi (in aumento e riduzione) e dei residui passivi (in riduzione) non avranno influenza sulla gestione corrente, ma cosa succede al rendiconto successivo? Il risultato di amministrazione dell'anno n+1 sarebbe influenzato positivamente o negativamente delle risultanze di variazione di residui di gestione dell'OSL con la possibile conseguenza di:
1) accrescere un risultato di amministrazione che non sarebbe spendibile in quanto la relativa cassa non sarebbe relativa alla gestione riequilibrata ma utile a finanziare la massa passiva;
2) ridurre il risultato di amministrazione ( e quindi l'assurda situazione contabile di non poterlo stanziare per finanziare la massa passiva);
3) creare disavanzo di amministrazione che dovrebbe essere finanziato dal bilancio stabilmente riequilibrato sottraendo risorse alla gestione riequilibrata.

A questo punto dobbiamo necessariamente formulare una seconda ipotesi di gestione, che però non veda la cancellazione sic et simpliciter di tutti i residui attivi e passivi dell'esercizio “n”, ma attivare una gestione separata dei residui attivi e passivi di competenza dell'OSL (per convenzione definito Ente Dissestato). Nello specifico, non andranno riportati i residui nel bilancio stabilmente riequilibrato (salvo quelli di competenza dell'Ente, vedasi con la modifica della legge di stabilità 2018, l'anticipazione di Tesoreria non estinta). Tali residui andranno comunque gestiti e approvati unitamente al rendiconto n+1 come allegato separato. Durante l'esercizio le somme incassate relative alla massa attiva (in caso di modalità semplificata ex art. 258) andranno incassate con reversale su partite di giro e contestualmente riversate all'OSL). Nell'ambito della gestione dell'Ente Dissestato andrà emessa reversale di incasso (da non inviare al tesoriere). Nel caso di pagamento da parte dell'OSL di massa passiva andrà emesso un mandato di pagamento nella contabilità dell'Ente dissestato (sempre da non portare al tesoriere) e registrare eventuali economie o debiti fuori bilancio per pagamenti diversi rispetto agli impegni registrati. A termine esercizio andrà effettuato il riaccertamento ordinario anche per i residui gestiti dall'Ente dissestato, la cui movimentazione però non influenzerà l'Ente perché i risultati attivi e passivi sono stati gestiti separatamente dalla gestione dell'Ente Stabilmente Riequilibrato.
Tale breve ipotesi di lavoro non risolve tutti i problemi della gestione contabile perché rimane da finanziare a carico del bilancio stabilmente riequilibrato sia l'eventuale anticipazione di liquidità non rimborsata ( per i dissesti dichiarati dal 2018 in poi), e il rifinanziamento del Fondo Pluriennale che si sarebbe dovuto stanziare in entrata a partire dall'anno n+1 a seguito del riaccertamento ordinario dei residui dell'anno n.
Appare di tutta evidenza che le ipotesi di lavoro nel presente articolo sono una costruzione derivante da un vuoto normativo a cui si auspica un intervento nel più breve tempo possibile.

(*) Presidente comitato regionale Anutel per la Puglia


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