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I revisori siciliani chiedono altre modifiche alla norma sul reclutamento

di Tiziana Vinci (*) - rubrica a cura di Ancrel

Lo scorso 1° marzo a Brolo, nella sala «Rita Atria», su iniziativa dell’Ancrel sezione di Messina Provincia si sono riuniti numerosi revisori di enti locali da tutta la Sicilia per discutere alcuni problemi sull’articolo 39 della legge regionale n. 16/2017 che disciplina il loro reclutamento.
La norma che ha introdotto anche in Sicilia l’estrazione a sorte è stata rivista già due volte in poco più di due anni, ma ancora è lacunosa soprattutto in ciò che concerne le procedure di bando, le modalità di estrazione e la verifica dell'esistenza dei requisiti in capo a ciascun candidato.

Il documento
L’assemblea dei revisori ha prodotto un documento unico indirizzato all’assessorato alle Autonomie locali con il quale chiedono che venga istituito un elenco su base regionale, consultabile da chiunque vi abbia interesse, che li censisca e che attesti il possesso a una certa data dei requisiti richiesti dalla norma e che consenta, al contempo, di verificare gli incarichi attivi per ciascun revisore evitando lunghissimi e articolatissimi controlli da parte degli enti locali che hanno bandito gli incarichi.
È stato richiesto, inoltre, che i bandi degli enti appartenenti alla stessa fascia demografica siano uniformati a uno schema-tipo predisposto direttamente dall’assessorato e conformi ai requisiti previsti dalla norma.
Le procedure di estrazione, secondo quanto emerso dai lavori della riunione, dovranno essere improntate alla massima trasparenza, consentendo a coloro che hanno presentato domanda di conoscere in anticipo la data della seduta di consiglio dell’ente locale in cui avverrà il sorteggio e il nome e il numero attribuito a tutti i soggetti ritenuti idonei.
L’imbussolamento dei numeri e la loro introduzione nell’urna dovrà avvenire durante la pubblica seduta del Consiglio. Di tal guisa verrà scongiurato il ripetersi di quanto già accaduto in passato quando la delibera di nomina di revisori estratti a sorte è stata annullata in autotutela poiché ci si è accorti, solo a posteriori, che il nominativo di qualcuno legittimato a partecipare all’estrazione, per «mero errore» non era stato inserito nell’urna.

La richiesta
I revisori siciliani chiedono a gran voce la regolamentazione e la revisione dei compensi proponendo che gli stessi siano determinati preventivamente rispetto all’estrazione e siano improntati, quindi, a criteri di correttezza, trasparenza e congruità rispetto all’impegno profuso. I compensi dovranno essere fissi e non più oggetto, come invece accade attualmente, di mortificanti ribassi che ledono la dignità professionale e che non consentono l’espletamento al meglio degli incarichi affidati.
I revisori degli enti locali siciliani chiedono al legislatore di intervenire nel più breve tempo possibile onde garantire alla categoria le medesime tutele di cui già godono i colleghi delle altre Regioni d’Italia e, mentre assicurano massimi impegno e dedizione nell’espletamento degli incarichi, sono pronti a mettere a disposizione dell’assessorato alle Autonomie locali le proprie professionalità e competenze per attivare e concertare politiche di risanamento quanto mai necessarie e opportune.

(*) presidente Ancrel Messina Provincia


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