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Rischi sul gettito Imu dalle nuove leggi regionali di pianificazione urbanistica

di Andrea Giglioli (*) - Rubrica a cura di Anutel

Si stagliano all'orizzonte nuovi scenari per l'assoggettamento a Imu delle aree edificabili forieri di non pochi grattacapi ai Comuni.
In passato gli uffici tributari hanno vissuto l'evoluzione del concetto di edificabilità dei terreni che, con le norme d'interpretazione autentica inerenti l'articolo 2, comma 1, lettera b), del Dlgs 504/1992 e la sentenza delle Sezioni unite dalla Cassazione n. 25506/2006, ha provocato una profonda scissione tra il concetto di edificabilità urbanistica e quello fiscale dando prevalenza al secondo.

I piani strategici
Gli uffici tributari hanno, poi, assistito inermi all'evoluzione delle norme urbanistiche regionali, introduttive di nuove forme di pianificazione più complesse rispetto ai Piani Regolatori Generali previgenti. I cosiddetti “piani strategici” (ad esempio, PGT in Lombardia, PSC in Emilia-Romagna e Toscana, PAT nel Veneto, eccetera) hanno portato ad uno scontro, anche interno ai comuni, tra gli uffici tributari che ritenevano rientranti nel concetto di edificabilità fiscale anche quelle aree per le quali i piani strategici attribuivano l'edificabilità solo a seguito del loro inserimento nelle previsioni temporali attuative (Piano delle Regole, Piano Operativo, Piano degli Interventi, ecc.) e chi non condivideva tale impostazione.
Dopo anni di confronti non solo in sede contenziosa ma anche durante le giornate formative Anutel, a dirimere la questione sono poi giunte sentenze della Corte di cassazione che hanno confermato la natura edificatoria fiscale per le aree semplicemente inquadrate all'interno degli strumenti strategici (nn. 26644/2017, 26451/2017 e 2107/2017). Vittoria di Pirro!
Ora, i legislatori regionali si apprestano a introdurre nuove forme di pianificazione che superano i piani strategici previgenti ponendosi obiettivi lodevoli: minor consumo del territorio, recupero del patrimonio edilizio esistente e regolando l'introduzione di nuove aree edificabili in forza di accordi tra Amministrazione e privati.

La legge regionale dell’Emilia Romagna
La recente legge regionale dell’Emilia Romagna n. 24/2017 in vigore dal 1°gennaio 2018 va in tal senso. Nel testo di legge si apprende che il nuovo PUG (Piano Urbanistico Generale), che dovrà essere approvato da ogni Amministrazione entro i prossimi 5 anni, non può stabilire capacità edificatorie, disciplinando i nuovi insediamenti posti al di fuori del territorio urbanizzato con rappresentazione ideogrammatica. L'attribuzione degli indici edificatori e di tutti i parametri utili per il dimensionamento dell'area (e per la sua valutazione) saranno disciplinati da appositi accordi operativi, permessi convenzionati o piani attuativi d'iniziativa pubblica.
Quanto sopra produrrà non solo riflessi negativi sul gettito Imu relativo alle aree edificabili, oggi difficilmente quantificabili, ma riaprirà, inevitabilmente, le porte del contenzioso su aspetti che, oggi, sembravano risolti. Risulta più che mai evidente che l'attuale normativa fiscale qualificante la nozione di area edificabile per tutte le imposte rischia di non essere più adeguata all'evoluzione delle forme di pianificazione urbanistica che da oggi in poi potranno vedere la luce.

(*) Componente Osservatorio Tecnico e Docente ANUTEL


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