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Fabbisogni standard e perequazione, i Comuni chiedono una riflessione sul metodo per l'attuazione

di Redazione Anci

Nella conferenza Stato-Città di ieri l'Anci non ha dato l'assenso allo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sull'aggiornamento dei fabbisogni standard dei Comuni per il 2018, per essere in coerenza con le richieste formulate nei giorni scorsi: sospensione temporanea del processo perequativo delle risorse e mantenimento delle regole in vigore per il 2017.
L'Anci ha sempre collaborato, fin dalla legge sul federalismo fiscale del 2009, al lavoro sui fabbisogni standard, nessuno può metterlo in discussione. Chiede una riflessione più attenta sugli effetti della perequazione che derivano non solo dai fabbisogni standard ma anche dalla revisione delle capacità fiscali. Anci ha chiesto che in questa legge di bilancio si mantengano le regole del 2017 o si introduca un fondo perequativo finanziato dallo Stato e non dagli stessi Comuni. Fondo peraltro previsto dalla legge e finora inattuato. Il fondo di solidarietà per il 2018, se non verrà accolta questa richiesta, potrebbe determinare riduzioni di risorse per molti enti, soprattutto i più piccoli, in un contesto di grave pressione sulla spesa corrente determinato dal rinnovo dei contratti e dagli accantonamenti del fondo crediti dubbia esigibilità per il quale chiediamo un allungamento dei tempi.
Il parere negativo dell'Anci non riguarda quindi la perequazione delle risorse in sé, ma le modalità con le quali viene attivata. Auspichiamo quindi che arrivino dal governo segnali positivi già nel disegno di legge di bilancio in via di trasmissione al parlamento per permettere un approfondimento sul metodo da applicare nel percorso per la perequazione.


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