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Atti tributari: le nuove modalità di notifica a mezzo Pec e con agenzie private

di Marco Mancarella (*) e Maria Suppa (**) - Rubrica a cura di Anutel

L'articolo 60, del Dpr n. 600 del 29 settembre 1973, come modificato dall'articolo 7-quater, comma 6, del Dl n. 193/2016, convertito con la legge n. 225, consente, a decorrere dal 1° luglio 2017, di notificare gli atti impositivi tributari direttamente a mezzo di posta elettronica certificata (Pec).
L'applicabilità anche agli atti tributari dei Comuni della notifica diretta a mezzo Pec, desta, però, alcune perplessità visto che la sua collocazione nell'articolo 60, disposizione che disciplina (direttamente e per richiamo) la notifica degli accertamenti erariali sembrerebbe limitarne l'efficacia ai soli atti emessi dall'Agenzia delle Entrate.
Di contro, l'aver previsto ad opera dell'articolo 7-quater, Dl 193/2016, convertito in legge 225 del 1° dicembre 2016 la possibilità di notificare gli atti direttamente a mezzo Pec, anche in deroga alle ordinarie modalità di notifica previste dalle singole leggi d'imposta non compatibili con quelle di cui all'articolo 60, sembra avere il precipuo scopo di attribuire alla disposizione de qua, una portata ampia e generale, tale da consentirne l'applicazione anche agli atti impositivi dei tributi locali.
Si è dell'avviso, quindi, che una lettura costituzionalmente orientata dell'articolo 60, volta ad assicurare a tutti gli enti impositori uguali garanzie e strumenti, nella delicata fase della notificazione dei propri atti impositivi, consenta di ritenere estesa, a decorere dal 1° luglio, la notifica diretta a mezzo Pec anche agli atti impositivi degli enti locali.

Le modifiche al Cad
L'uso della Pec per la notifica degli atti tributari informatici richiama inevitabilmente il Codice dell'amministrazione digitale (Cad, Dlgs n. 82/2005) che, però, contiene alcune disposizioni che sono di ostacolo alla effettiva possibilità di utilizzare la Pec per la notificazione.
In particolare, l'articolo 2, comma 6, contentente l'elenco delle materie sottratte all'applicazione del Codice: in tale norma a oggi figurano le attività e funzioni «ispettive e di controllo fiscale» per le quali il Cad non è applicabile.
È per tale motivo che si accoglie con favore la bozza di riforma del Codice dell'amministrazione digitale (Dlgs n. 82/2005), approvata da parte del Consiglio dei Ministri l'8 settembre 2017. Nonostante l'iter che attende ancora il correttivo, è lecito affermare che alcune prese di posizioni del primo testo licenziato non siano destinate a mutare, se non altro per la loro necessità intrinseca dettata dalla parallela «evoluzione digitale» di altre normative come la disciplina tributaria.
In particolare, scompare l'articolo 2, comma 6, contentente l'elenco delle materie sottratte all'applicazione del Cad.
In linea con questo primo auspicato cambiamento, si pone l'inserimento dopo il comma 6 dell'articolo 2 del Cad del seguente comma: «6-bis. Ferma restando l'applicabilità delle disposizioni del presente decreto agli atti di liquidazione, rettifica, accertamento e di irrogazione delle sanzioni di natura tributaria, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o del Ministro delegato, adottato su proposta del Ministro dell'Economia e delle Finanze, sono stabiliti le modalità e i termini di applicazione delle disposizioni del presente codice alle attività e funzioni ispettive e di controllo fiscale».
Altra fondamentale innovazione nel Cad, da leggersi in combinato disposto con quelle su indicate, riguarda il «domicilio digitale», in futuro da definirsi come «un indirizzo elettronico, valido ai fini delle comunicazioni elettroniche aventi valore legale». In pratica, in base al testo di riforma, i domicili digitali si tradurranno essenzialmente in un indirizzo di posta elettronica certificata o in un servizio elettronico di recapito certificato qualificato, come definito dal Regolamento Ue Eidas, secondo le linee guida volute dal Cad e di emanazione successiva rispetto alla riforma del Codice (nuovo articolo 3-bis).

La notifica con agenzie private di recapito
Con la legge 124 del 4 agosto 2017, si apre per le Agenzie private di recapito, la possibilità di svolgere i servizi di notifica a mezzo posta degli atti tributari sostanziali e processuali, nonché degli atti relativi alle violazioni al codice della strada.
L'articolo 1, comma 57, legge 124/2017, infatti, abroga (a decorrere dal 10 settembre 2017) l'articolo 4, comma 5, Dlgs n. 261/1999 che riservava in via esclusiva a Poste Italiane spa, gli invii delle raccomandate postali relative ad atti giudiziali e non giudiziali, spedite nell'ambito della procedura notificatoria ex legge 890/1982, nonché delle raccomandate postali spedite nell'ambito di procedure notificatorie previste da altre disposizioni di legge ed effettuate da altri soggetti.
Il vizio di inesistenza delle notifiche fatte da poste private, stante l'esclusiva prevista dall'articolo 4, comma 5, è stato rilevato costantemente dalla consolidata giurisprudenza di legittimità.
In particolare, con riferimento alla notificazione di atti tributari, la Cassazione ha affermato in maniera chiara e perentoria che la riserva in favore di Poste Italiane spa è stabilita dalla legge (anche dopo le modifiche apportate dal Dlgs n. 58/2011) senza alcuna distinzione tra notificazioni di atti processuali e sostanziali a mezzo posta effettuate dall'ufficiale giudiziario ai sensi della legge n. 890/1982 e notificazioni a mezzo posta effettuate da soggetti diversi dall'ufficiale giudiziario in base a diverse disposizioni di legge (ex multis, Cassazione ordinanza n. 16628 del 5 luglio 2017; Cassazione ordinanze n. 26704-26705/2014).
L'abrogazione dell'articolo 4, comma 5 del Dlgs n. 261/1999 elimina, quindi, i rischi di contestazioni sulla notifica e consente alle agenzie di recapito di svolgere, per conto degli Enti impositori, i servizi di notifica degli atti tributari (sostanziali e processuali), nonché degli atti relativi alle violazioni al codice della strada.
Peraltro, le attestazioni rilasciate dagli addetti al recapito, poiché incaricati di un pubblico servizio ex articolo 18, Dlgs n. 261/1999, godono di fede privilegiata, con onere per chi voglia contestarne il contenuto, di proporre querela di falso ex articolo 221 e seguenti del Cpc. Poiché la riserva in favore di Poste Italiane spa cessa a decorrere dal 10 settembre 2017, resta alto, per tutti gli atti notificati da Poste private in vigenza dell'articolo 4, comma 5, il rischio di una pronuncia di nullità se il contribuente contesta, in contenzioso, il vizio di inesistenza della notifica.

(*) Professore aggregato di Informatica giuridica
(**) Avvocato tributarista patrocinante in Cassazione – Docente Anutel


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