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Cambiano le norme per il reclutamento dei Revisori degli Enti locali in Sicilia

di Tiziana Vinci (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Lo scorso 25 agosto è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana la legge regionale n. 16 del 11 agosto 2017 che, all'articolo 39 ha emendato l'articolo 10 della legge regionale n. 3/2016 innalzando da 2 a 8 il limite massimo di incarichi che possono essere contemporaneamente assunti dai Revisori degli Enti locali siciliani.
Precedentemente, a differenza di quanto previsto dall'articolo 238 del Tuel in vigore nelle altre regioni d'Italia, in Sicilia, i Revisori degli Enti locali potevano contemporaneamente assumere solo due incarichi ma, potevano comunque presentare ulteriori candidature purché nella domanda venisse dichiarata l'incompatibilità.

Le disfunzioni del vecchio sistema
In conseguenza di questa previsione normativa si era generato un elevatissimo turnover di revisori che cercavano, stanti i bassi compensi previsti, di “conquistare” il posto più remunerativo dimettendosi nei Comuni più piccoli qualora fossero stati estratti in enti più grandi.
Molti Comuni, con fasce demografiche basse e, di conseguenza, con compensi per i revisori molto esigui, sono stati fortemente penalizzati da tale prassi poiché hanno dovuto subire, magari in momenti nevralgici, le dimissioni del Revisore Unico, in cerca di migliori fortune.
Il comportamento dei Revisori, che a prima vista potrebbe sembrare non improntato a principi di correttezza deontologica, è stato, invece, dettato dalla “necessità” di sopravvivere in un contesto difficile e incerto.
L'Ancrel ha, in più occasioni, e in modo energico, segnalato le disfunzioni che il precedente assetto normativo aveva creato sia alla categoria dei revisori che agli enti locali di piccole dimensioni e ha proposto al legislatore siciliano delle modifiche al fine di adeguare la norma al disposto dell'articolo 238 del Tuel.
L'intervenuta modifica legislativa, che ha previsto il solo innalzamento a otto del limite di incarichi, è stata accolta dai Revisori degli Enti locali con grande favore e soddisfazione anche se si auspica che, in un prossimo futuro, tutta l'attività di revisione negli enti locali, con particolare riguardo ai delicati temi della formazione e dei compensi dei revisori, possa essere disciplinata in modo organico e completo.

Le questioni aperte
Gli interventi urgenti di modifica effettuati su una norma, già emendata due volte nel giro di un anno, hanno comunque lasciato aperte alcune questioni che destano non poche perplessità. È il caso ad esempio della dichiarazione d'incompatibilità che va resa all'atto della domanda e che consente ancora a chi non è compatibile di concorrere comunque per l'estrazione. Un altro aspetto poco convincente è quello relativo alla mancata distribuzione degli incarichi per fasce demografiche. In Sicilia, infatti, al momento, si possono avere sia otto incarichi in piccolissimi Comuni e sia otto incarichi in Comuni con popolazione superiore a 50mila abitanti senza alcuna limitazione.
L'Ancrel continuerà a impegnarsi per promuovere condizioni migliori per lo svolgimento della delicata attività di revisione degli Enti locali, cercando di restituire dignità a un ambito professionale denso di responsabilità ma spesso trascurato e bistrattato.

(*) Presidente Ancrel Messina Provincia


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