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Castelli (Ifel): «Ridurre il contenzioso è una priorità»

di Cristiano Dell’Oste

«L’interesse ad avvalersi della definizione agevolata delle liti è forte dove c’è un contenzioso tributario molto ampio o dove ci sono questioni più complesse da affrontare nel merito, come nel caso dei valori catastali rettificati in seguito a variazioni edilizie o urbanistiche». Guido Castelli è sindaco di Ascoli Piceno, ma anche delegato Anci alla finanza locale e presidente dell’Ifel, l’istituto che segue il tema per l’associazione dei Comuni.

Sindaco Castelli, dal vostro punto di vista i Comuni hanno sfruttato l’operazione di chiusura agevolata delle liti fiscali?

Da un monitoraggio informale che come Ifel abbiamo eseguito nei giorni scorsi, circa metà dei 40 Comuni italiani più popolosi era intenzionata a concedere ai propri cittadini la possibilità di chiudere le controversie sui tributi locali. Va detto anche che in alcuni grandi centri la sanatoria ha offerto agli amministratori la possibilità di fare un reset di tante pendenze e riallineare i carichi di lavoro degli uffici, liberando un po’ di capitale organizzativo.

E nei piccoli Comuni?

L’impressione è che questo istituto non abbia occupato in maniera centrale i pensieri degli amministratori. Tranne magari i casi isolati, come ad esempio quello del piccolo Comune che ha un grosso contenzioso Imu per una centrale elettrica. È una norma che può essere stata utile, ma in relazione alla valutazione specifica del contenzioso.

Le delibere andavano adottate entro il 31 agosto, dopodiché i cittadini possono aderire entro il 2 ottobre. Può aver pesato la variabile tempo?

L’inserimento della norma in conversione della manovra ha ridotto i tempi, ma i Comuni hanno avuto pur sempre due mesi per decidere e noi come Ifel non ci siamo fatti promotori di una proroga. Altro è il discorso per il contribuente, che forse avrebbe bisogno di più tempo.

Ad Ascoli, comunque, avete detto no alla definizione. Perché?

Abbiamo una forte attività precontenziosa con la mediazione tributaria e la transazione. È evidente che, in un Comune che spinge così tanto sulla compliance, sarebbe contraddittorio premiare chi ha scelto comunque di andare in contenzioso.

Ha citato la mediazione. Come si raccorda questa chance con la definizione agevolata delle liti?

Gli spazi che la normativa più recente ha aperto per la mediazione e la conciliazione sono da valutare in maniera positiva. Il contenzioso rispetto ai tributi locali va deflazionato assolutamente. Anche perché la riforma della contabilità valuta le performance dei Comuni su ciò che viene effettivamente incassato e non ci sono ragioni, neanche opportunistiche, che militano a favore di un mantenimento del contenzioso.


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