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Check up dei revisori sul consolidato, al via i controlli

di Grazia Zeppa (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Non c'è tregua per i revisori. Terminato l'esame del conto economico e stato patrimoniale 2016 per gli enti che si sono avvalsi della proroga al 31 luglio concessa dall'articolo 18, comma 3-quater, del Dl n. 50/2017, ora parte il controllo sulle procedure di consolidamento dei conti. Infatti entro il 30 settembre gli enti superiori ai 5mila abitanti, che hanno rinviato al 2016 la contabilità economico-patrimoniale, devono approvare il bilancio consolidato relativo al 2016.
I Revisori ai sensi dell'articolo 239, comma 1, lettera d-bis), del Dlgs n. 267/2000, sono tenuti a predisporre una relazione sulla proposta di delibera consiliare di approvazione del bilancio consolidato e sullo schema di bilancio consolidato, entro il termine previsto dal regolamento di contabilità e comunque non inferiore a 20 giorni, decorrente dalla trasmissione della proposta approvata dalla Giunta.
In sintesi, si individuano le seguenti fasi di verifica e di controllo degli Organi di Revisione.

Fase 1 - Attività preliminari
Gli Enti, nel rispetto del principio contabile applicato allegato 4/4 al Dlgs n. 118/2011, devono aver approvato con apposita delibera di Giunta, l'elenco dei soggetti che compongono il perimetro del consolidamento (Gruppo amministrazione pubblica - Gap) e l'elenco dei soggetti componenti il Gap (indicati anche nel Documento unico di programmazione - Dup) compresi nel bilancio consolidato.

Fase 2 - Documentazione
I componenti dell'area di consolidamento devono aver trasmesso all'ente capogruppo la documentazione necessaria:
• bilancio consolidato: dai componenti del gruppo, a loro volta, capigruppo di imprese o di amministrazioni pubbliche;
• bilancio di esercizio: dai componenti del gruppo che adottano la contabilità economico-patrimoniale;
• rendiconto consolidato d'esercizio: dai componenti del gruppo che adottano la contabilità finanziaria affiancata dalla contabilità economico-patrimoniale.

Fase 3 - Uniformità
Occorre verificare il rispetto del requisito dell'uniformità:
• temporale: coincidenza della data di riferimento del bilancio consolidato con la data di chiusura del bilancio dell'ente locale capogruppo e dei bilanci delle realtà da consolidare;
• formale: l'ente capogruppo ed i soggetti da consolidare devono utilizzare medesimi schemi di bilancio;
• sostanziale: ai bilanci da consolidare devono essere applicati medesimi criteri di valutazione; per ottenere il rispetto di questa condizione essenziale, l'ente locale deve emanare preventivamente istruzioni e direttive circa i criteri di valutazione da applicare da parte delle società del gruppo.

Fase 4 - Rettifiche di preconsolidamento
Occorre verificare la corretta riconciliazione dei saldi contabili e le rettifiche (eventuali) di preconsolidamento attraverso:
• individuazione delle operazioni infragruppo;
• l'individuazione delle modalità di contabilizzazione;
• la verifica dei saldi reciproci;
• la sistemazione contabile dei disallineamenti.
Al fine di evitare una indebita lievitazione dei saldi consolidati le operazioni infragruppo devono essere eliminate. Il bilancio consolidato deve, infatti, includere soltanto le operazioni che i componenti dell'area di consolidamento hanno effettuato con i terzi estranei al gruppo.

Fase 5 - Aggregazione dei bilanci
I bilanci della capogruppo e dei componenti del gruppo, rettificati, sono aggregati voce per voce, facendo riferimento ai singoli valori contabili, rettificati sommando tra loro i corrispondenti valori dello stato patrimoniale e del conto economico:
• per l'intero importo delle voci contabili con riferimento ai bilanci degli enti strumentali controllati e delle società controllate (metodo integrale);
• per un importo proporzionale alla quota di partecipazione, con riferimento ai bilanci delle società partecipate e degli enti strumentali partecipati (metodo proporzionale).
Nel caso di applicazione del metodo integrale, nel bilancio consolidato sarà rappresentata la quota di pertinenza di terzi, sia nello stato patrimoniale che nel conto economico, distintamente da quella della capogruppo.

(*) Revisore enti locali – Dottore commercialista


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