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Nuovi contenuti per il riaccertamento parziale

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

La Commissione Arconet, nel corso della seduta dello scorso 24 maggio, ha affrontato alcune interessanti casistiche concernenti le variazioni di esigibilità, dalle quali ha anche tratto la necessità di apportare una modifica al principio contabile n. 2.

Le variazioni di esigibilità
Le variazioni di esigibilità si rendono necessarie poiché, in seguito alla modifica dell'esigibilità di una determinata spesa occorre cambiare l'esercizio di imputazione contabile, alla luce di quanto stabilito dal principio contabile all. 4/2 al Dlgs n. 118/2011.
In particolare, le variazioni di esigibilità, le quali comportano la modifica degli stanziamenti di spesa e di entrata da un esercizio all'altro e la conseguente variazione del fondo pluriennale vincolato in spesa e in entrata (dell'anno o degli anni successivi), possono essere effettuate:
- in corso di esercizio, con determinazione del dirigente competente o del responsabile del servizio finanziario, secondo quanto stabilito dal regolamento di contabilità dell'Ente, come previsto dall'articolo 175, comma 5-quater, del Dlgs n. 267/2000;
- all'inizio dell'esercizio successivo, mediante deliberazione della Giunta comunale di riaccertamento parziale, previo parere dell'organo di revisione economico-finanziaria, nel solo caso in cui sia necessario prima del riaccertamento ordinario imputare correttamente all'esercizio in corso delle obbligazioni da incassare o da accertare entro il medesimo esercizio (punto 9.1 del principio contabile all. 4/2);
- con il riaccertamento ordinario dei residui, operazione posta in essere dai singoli dirigenti dell'ente che viene riepilogata nella deliberazione della Giunta comunale adottata per le conseguenti modifiche degli stanziamenti del fondo pluriennale vincolato e degli stanziamenti correlati, dell'esercizio in corso e dell'esercizio precedente, necessarie alla reimputazione delle entrate e delle spese riaccertate (articolo 3, comma 4, Dlgs n. 118/2011).

Le spese finanziate da contributi a rendicontazione
La Commissione ha affrontato il caso di una spesa finanziata da un contributo a rendicontazione, accertato entro la fine dell'esercizio sulla base del provvedimento formale di concessione ed imputato al medesimo esercizio, tenendo conto del cronoprogramma della spesa presentato dall'ente beneficiario (punto 3.6 del principio contabile).
Entro la fine dell'esercizio la spesa non viene però impegnata, per mancanza dei presupposti di legge. Ciò è derivato dalla modifica del cronoprogramma dell'opera, la quale comporta la necessità di reimputare l'accertamento di entrata al medesimo esercizio in cui la spesa diverrà esigibile, in base alle nuove scadenze. In condizioni ordinarie tale operazione può effettuarsi con il riaccertamento ordinario, mediante il quale si provvede alla cancellazione dell'accertamento ed alla sua reimputazione all'esercizio di esigibilità della spesa, contestualmente all'iscrizione dello stanziamento della correlata voce di spesa nel medesimo esercizio.
Ad esempio, se è stato accertato e imputato nell'esercizio 2017 un contributo di 1.000 euro mentre la correlata spesa, in assenza di obbligazioni giuridiche perfezionate, non è impegnabile, con il riaccertamento ordinario adottato all'inizio del 2018 si dovrà provvedere a cancellare l'accertamento di 1.000 euro assunto nell'anno 2017 e alla sua reimputazione all'esercizio 2018, con contestuale iscrizione del bilancio della voce di spesa per l'importo di 1.000 euro. In tale caso infatti, in assenza di obbligazioni giuridicamente perfezionate o delle altre condizioni di legge, non si forma il fondo pluriennale vincolato.
La deliberazione di riaccertamento ordinario deve essere assunta prima dell'approvazione del rendiconto della gestione (di norma, quindi, tenuto conto dei termini di legge per l'approvazione ed il deposito del rendiconto, entro la metà di marzo). Tuttavia se dovesse sorgere l'esigenza di procedere ad assumere un impegno di spesa prima del riaccertamento ordinario, in base al tenore letterale della disposizione del punto 9.1 del principio contabile, non sarebbe possibile procedere mediante il riaccertamento parziale. Infatti, la disposizione del punto 9.1 espressamente prevede il suo utilizzo solo nel caso di obbligazioni da incassare o da pagare prima del riaccertamento medesimo (ipotizzando quindi che l'obbligazione sia già sorta e che quindi il relativo impegno sia stato assunto e imputato all'esercizio precedente). Pertanto, la Commissione Arconet ha approvato una modifica al principio contabile applicato n. 2 al fine di consentire il riaccertamento parziale non solo nel caso appena sopra citato, ma anche quando sia necessario per «la tempestiva registrazione di impegni di spesa correlati a entrate vincolate accertate nell'esercizio precedente da reimputare in considerazione dell'esigibilità riguardanti contributi a rendicontazione e operazioni di indebitamento già autorizzate e perfezionate, contabilizzate secondo l'andamento della correlata spesa».
La modifica dovrà essere ovviamente recepita da un apposito decreto ministeriale.

Il secondo caso esaminato da Arconet
La Commissione ha altresì esaminato un'altra casistica, concernente un'opera pubblica avviata nel 2016, prevista in parte nel 2016 e in parte nel 2017, per la quale, pur in assenza dell'assunzione di impegni al 31 dicembre, si sono verificate le condizioni per la costituzione del fondo pluriennale vincolato (es. è stata bandita la gara).
Qualora si verificasse all'inizio del 2017 l'esigenza di assumere l'impegno di una spesa prevista in origine nel 2016, è necessario variare la distribuzione degli stanziamenti di spesa tra l'esercizio 2016 e quello 2017 e l'importo del Fondo pluriennale vincolato di spesa 2016 e del Fondo pluriennale vincolato di entrata del 2017.
Secondo la Commissione Arconet una tale situazione potrebbe essere affrontata:
- se nota prima della fine dell'esercizio, con una variazione di esigibilità del dirigente o del responsabile finanziario;
- mediante una variazione di esigibilità di competenza della giunta comunale, assunta contestualmente alla deliberazione di riaccertamento ordinario, tenendo conto che la stessa comprende necessariamente una variazione degli stanziamenti del bilancio di previsione dell'esercizio precedente, riguardante solo le voci “di cui fondo pluriennale vincolato” e una variazione degli stanziamenti del bilancio di previsione in corso di gestione, necessaria alla reimputazione dei residui cancellati dall'esercizio precedente per esigibilità;
- mediante una variazione di esigibilità di competenza della giunta comunale, assunta prima ed in via autonoma al riaccertamento ordinario. La Commissione specifica che la proposta di tale deliberazione non è soggetta al parere dell'organo di revisione, in base alla disposizione dell'art. 239 del Dlgs n. 267/2000, a differenza invece del caso in cui la variazione sia disposta contestualmente al riaccertamento ordinario (per il quale il principio contabile richiede invece il parere dell'organo di revisione). Resta fermo che la variazione deve essere comunque comunicata al predetto organo, affinché lo stesso possa effettuare nella relazione al rendiconto la verifica dell'esistenza dei presupposti che hanno dato luogo alle variazioni di bilancio approvate nel corso dell'esercizio, comprese quelle approvate nel corso dell'esercizio provvisorio.

(*) Vice Presidente Anutel - Docente esclusivo Anutel


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