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No al bilancio senza piano degli indicatori

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di ANUTEL

La delibera di approvazione del bilancio di previsione che non riporta tra gli allegati il piano degli indicatori deve essere annullata. Tuttavia il mancato rispetto dei termini formali di deposito non ha lo stesso effetto caducante se non si dimostra che lo stesso ha avuto effetti lesivi delle prerogative concesse ai consiglieri comunali. Ciò è quanto ha stabilito la recente sentenza n. 1156 del 20 luglio 2017 del Tar Calabria, pronunciandosi sul ricorso presentato da alcuni consiglieri di un comune calabrese.

Il deposito dei documenti
La prima contestazione mossa alla deliberazione di approvazione del bilancio di previsione concerneva il mancato rispetto del termine previsto dal regolamento comunale per il deposito dei documenti. In proposito il Tar ritiene necessario adottare un approccio sostanzialistico, considerando irrilevanti le violazioni formali delle regole poste a presidio delle prerogative dei consiglieri comunali allorchè gli stessi siano comunque messi nelle condizioni di esercitarle adeguatamente. Sul punto il Tar ha preliminarmente chiarito che, laddove il regolamento comunale preveda un termine per il deposito, il periodo di tempo che decorre dal deposito alla sua conclusione deve conteggiarsi senza considerare il primo e l'ultimo giorno (giorni liberi).
Tuttavia, in virtù del citato approccio sostanzialistico, il mancato rispetto del termine non determina effetti negativi sulla deliberazione se non viene dimostrato che ciò ha pregiudicato la possibilità per i consiglieri di presentare emendamenti.
Analoghe conclusioni sono state tratte dal Tar calabrese per quanto concerne il mancato rispetto del termine di invio della convocazione del consiglio comunale.

Indicatori e risultati di bilancio
Costituisce, invece, una violazione sostanziale la mancata allegazione al bilancio del piano degli indicatori e dei risultati attesi di bilancio, previsto dall'articolo 18-bis del Dlgs 118/2011. Quest'ultima norma stabilisce che gli enti locali devono allegare al bilancio di previsione ed al rendiconto il suddetto piano, contenente una serie di indicatori omogenei creati al fine di favorire la confrontabilità dei dati contabili e non contabili degli enti nel tempo e nello spazio. Che si tratti di un allegato obbligatorio è confermato da diverse fonti normative. Oltre al citato articolo 18-bis, anche il principio contabile all. 4/1 al Dlgs 118/2011 ribadisce che il piano degli indicatori di bilancio, presentato al consiglio comunale insieme al bilancio ed al rendiconto, rappresenta uno strumento di programmazione dell'ente. Allo stesso modo il Dm 22 dicembre 2015 stabilisce che gli enti locali allegano suddetto piano al bilancio ed al rendiconto a decorrere, rispettivamente, dall'esercizio 2017 e dall'anno 2016.
Quindi, se si tratta di un allegato obbligatorio al bilancio, il piano, così come gli altri documenti che accompagnano il bilancio stesso, deve essere depositato nei termini ed approvato unitamente al previsionale. Il mancato deposito del piano determina l'illegittimità della delibera di approvazione del bilancio, che va quindi annullata. Tale documento, in quanto allegato al bilancio, non può essere predisposto dopo la sua approvazione, considerandolo un mero accessorio contenente dati riepilogativi del bilancio stesso. Al contrario, per i Giudici del Tar, il piano degli indicatori è uno strumento per rendere comparabili agli occhi della generalità dei contribuenti i bilanci degli enti locali, grazie anche alla sua pubblicazione sul sito internet istituzionale dell'ente e, quindi, a maggior ragione tale strumento deve essere messo a disposizione dei consiglieri comunali, chiamati a dare o negare la sua approvazione al bilancio reso comparabile dal piano degli indicatori.
In proposito va evidenziato che, seppure la conclusione del Tar è giuridicamente fondata, proprio in ossequio al principio sostanzialistico a cui la sentenza si è ispirata, i Giudici avrebbero forse potuto tenere conto che si trattava del primo anno di predisposizione del piano degli indicatori, peraltro caratterizzato da molte semplificazioni contemplate nello stesso modello di piano approvato dal Dm 22 dicembre 2015 che affievoliscono l'obiettivo di confrontabilità che si pongono gli indicatori. Inoltre, va altresì evidenziato come molto spesso i comuni hanno subito i ritardi e le imprecisioni da parte delle case fornitrici di software, loro stesse in difficoltà nel rispettare i termini previsti dalla legge anche per effetto della non sempre agevole interpretazione dei dati richiesti dal Ministero.

(*) Vice Presidente Anutel - Docente esclusivo Anutel


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