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Bilancio consolidato, aggiornamento del gruppo amministrazione pubblica e passi operativi

di Daniele Lanza (*) - Rubrica a cura di Anutel

Entro il prossimo 30 settembre, gli enti locali, con popolazione superiore a cinquemila abitanti, devono adottare il nuovo sistema di reporting di gruppo che trova il proprio fondamento documentale nel Gruppo amministrazione pubblica (Gap). Ciò premesso, almeno una volta l'anno, l'Ente locale è chiamato a fare una ricognizione, con un atto deliberativo di competenza della Giunta Comunale, al fine di evidenziare le realtà pubbliche e privata che con l'Holding pubblica concorreranno potenzialmente alla creazione del “perimetro di consolidamento”.

I passi operativi
I passi operativi per poter affrontare serenamente la stesura del primo bilancio consolidato sono così riassumibili:
1) identificare i soggetti che posso annoverarsi tra le società e gli enti strumentali che concorrono alla creazione del Gap: tale processo è definito dalla normativa e dal principio contabile applicato al bilancio consolidato allegato 4/4 al Dlgs 118/2011;
2) suddividere gli enti e le società facenti parte del Gap secondo il rapporto (di controllo o di partecipazione) che esiste rispetto alla capogruppo ente locale. Questa risulta essere un'operazione assai delicata e complessa, non molto in ambito societario, quanto più quando si analizzano gli enti strumentali. In particolare per un ente non profit o una fondazione, dove non esistono rapporti di “proprietà” o di rappresentanza occorre individuare strade giurisdizionali per poter tentare una classificazione quanto meno giustificabile. In aiuto giunge un'autorevole, anche se un po' datata, sentenza della Corte costituzionale (la n. 301/2003) che testualmente afferma che il potere di designazione del Cda di una fondazione è il «potere che si esaurisce con il suo esercizio e che non comporta alcun vincolo di mandato a carico dei soggetti nominati, i quali agiscono, e devono agire, in assoluta e totale indipendenza dall'ente che li ha nominati» facendo decadere, in assonanza con quanto disposto dall'articolo 18 del Codice civile, la possibilità di individuare tali enti come controllati dal fondatore pubblico,
3) formato il Gap occorre, con il metodo dell'irrilevanza, ponderare se tutti i soggetti economici in esso ricompresi possano confluire nel «perimetro di consolidamento».
Il principio contabile propone un mero computo matematico che si conclude in una “discrezionale” possibilità di esclusione. Come in ogni esercizio della facoltà decisionale, la pubblica amministrazione deve interrogarsi rispetto a tutti gli interessi, anche a volte antagonisti, che possono influenzare tale scelta. In particolare, oltre al rispetto o meno dei parametri normativi, si dovrà considerare se quanto si pensi di escludere possa essere, o meno, “significativo” nella stesura di un bilancio di gruppo veritiero e soprattutto pienamente rappresentativo dell'ente locale nel suo complesso. Si consiglia, prima di iniziare a lavorare il bilancio consolidato, ove esistano casi al limite dell'irrilevanza, di ricalcolare i parametri di legge con i dati di bilancio 2016, tanto più che, soprattutto per l'esercizio appena concluso, gli enti locali sono chiamati, entro il prossimo 31 luglio, a rivisitare profondamente il proprio patrimonio immobiliare e mobiliare, per il tramite del nuovo inventario assolvente gli obblighi di armonizzazione, con presumibili importanti differenze dalla chiusura dei conti economici – patrimoniali propri dell'esercizio 2015,
4) individuati i soggetti che concorrono a formare il perimetro di consolidamento si andrà ad abbinare ogni ente/società alla metodologia di consolidamento come identificata dal richiamato principio contabile applicato al bilancio consolidato. Come evidenziato al punto 2 anche qui i problemi operativi più rilevanti si avranno nell'applicazione del «metodo proporzionale» in quegli enti in cui non esiste una percentuale azionaria di possesso. Data la novità del problema una soluzione formale non esiste, salvo mutuare il principio “potere/beneficio” ove si propone di ottenere la percentuale di imputazione al bilancio di gruppo delle poste contabili oggetto di consolidamento dal quoziente tra la quota di fondo di dotazione percepita dal Comune consolidante e il fondo di dotazione totale dell'ente consolidato,
5) successivamente, dopo aver mappato i soggetti, il rapporto di controllo e il metodo di consolidamento, prima di ogni attività contabile occorre procedere all'elisione delle partite infragruppo. La complessità dell'operazione, ovviamente non ha natura contabile, ma relazionale. Ove l'ente non sia in grado di ottenere delle informazioni corrette dai componenti del gruppo, e se le medesime non siano riscontrabili nelle contabilità dei diversi soggetti facente parte del perimetro, tale operazione non potrà essere realizzata con la giusta serietà professionale che le si addice,
6) come ultima attività, l'operatore è chiamato a redigere il bilancio consolidato e la relativa relazione sulla gestione che includerà la nota integrativa, secondo il disposto del richiamato principio contabile applicato. Le operazioni presentate portano alla stesura del bilancio consolidato quale valido documento di sintesi contabile del gruppo pubblico, resoconto tanto agognato dalla dottrina, introdotto con lungimiranza dal Legislatore sin dalla legge di contabilità di Stato (la n. 196 del 2009) in risposta al bisogno informativo europeo; senza correre il rischio di trasformare, infine, un buono strumento di reporting in un mero adempimento normativo fine a se stesso.

Norme e giurisprudenza rilevanti
• Legge 31 dicembre 2009 n. 196 – Legge di contabilità e finanza pubblica
• Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 – Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42
• Allegato 4/4 al Dlgs 118/2011 - Principio contabile applicato al bilancio consolidato
• Corte costituzionale, sentenza n. 301/2003
• Corte dei conti, sezione Autonomie, deliberazione n. 14/Sezaut/2017
• Corte dei conti, sezione regionale Controllo per la Lombardia, deliberazione n. 64/2017/Par.

(*) Docente Anutel


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