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Fondi ai Comuni, i ritardi di 3mila enti bloccano 1,8 miliardi

di Gianni Trovati

I mancati invii dei certificati al rendiconto 2016 o dei questionari sui fabbisogni standard bloccano assegni per 1,8 miliardi di euro a 3.151 Comuni. L’informazione si ricava dal comunicato diffuso ieri dalla direzione centrale per la Finanza locale del ministero dell’Interno, che dà conto dell’erogazione della prima rata del fondo di solidarietà 2017: i soldi sono arrivati a 4.244 Comuni, per un totale di 2,4 miliardi. Di qui il conto di chi manca, perché il 66% del fondo, atteso in questa fase, vale circa 4,2 miliardi e riguarda i 7.395 Comuni presenti nelle Regioni ordinarie oltre che in Sicilia e Sardegna (si veda Il Quotidiano degli enti locali e della Pa del 9 giugno).

A bloccare i fondi è la sanzione che colpisce chi non ha rispettato la scadenza “recente” (31 maggio) per l’invio del certificato al consuntivo 2016 oppure quella più antica (21 gennaio) per la trasmissione dei questionari che servono ad aggiornare i fabbisogni standard.

L’elenco dei ritardatari, oltre che sterminato, è ricco di big: fra questi Torino, Palermo, Messina, Catania e anche Napoli, che però ha provveduto in extremis e potrà quindi ricevere presto i 212 milioni di competenza. Nella prima metà della prossima settimana, infatti, è prevista una nuova distribuzione di risorse, a favore di chi si è adeguato nel frattempo, altrimenti bisognerà aspettare i prossimi appuntamenti, a luglio e dopo l’estate.

Non tutti, però, saranno davvero spinti ad adeguarsi: in 300 (soprattutto Comuni turistici, ricchi di fiscalità immobiliare) hanno infatti un fondo negativo, perché devono versare nel calderone più di quanto devono ricevere. Per loro, nei fatti, la sanzione non c’è.


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