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di Gian Paolo Tosoni

I coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola non devono presentare ai Comuni la dichiarazione Imu in relazione alla esenzione totale dal tributo comunale di cui usufruiscono dal 2016.
Lo precisa il ministero dell'Economia e Finanze con la risoluzione n. 3/DF del 16 giugno 2017. La precisazione era necessaria in quanto coinvolge qualche centinaia di migliaia di contribuenti che con decorrenza dallo scorso anno non devono assolvere l'Imu sui terreni agricoli posseduti e coltivati direttamente ai sensi dell'articolo 1, comma 13, della legge n. 208/2015.

In caso di variazioni
La dichiarazione ai fini dell'imposta municipale deve essere presentata soltanto nei casi in cui siano intervenute variazioni rispetto a quanto risulta dalle dichiarazioni Ici già presentate (o successive dichiarazioni Imu), ovvero nei casi in cui si siano verificate variazioni che non sono comunque conoscibili dal comune. Ad esempio se una persona fisica o una società agricola avessero acquisito la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale nel 2016, la dichiarazione deve essere presentata segnalando la variazione nella casella 14 del modello Imu.
La risoluzione ministeriale ricorda che la medesima situazione si è verificata al momento della introduzione dell'Imu nel 2012 e anche in quella occasione il Dipartimento delle Finanze con risoluzione n. 2/DF/2013 confermò l' inutilità della dichiarazione Imu per i coltivatori diretti ed Iap che avevano già dichiarato la loro condizione soggettiva ai fini dell'Ici. Infatti sin dalla introduzione dell'Ici, che successivamente con l'Imu e, infine, con le importanti modifiche introdotte dal 2016, le agevolazioni per i terreni agricoli ancorché diverse tra loro, fino alla attuale esclusione dall'imposta, hanno un comune denominatore che è la qualifica di coltivatore diretto e Iap con l'iscrizione nella previdenza agricola da parte del contribuente.

La differenza sostanziale
Una sola è la differenza sostanziale: ai fini dell'Ici i beneficiari erano solo le persone fisiche come precisato dalla norma interpretativa contenuta nell'articolo 58 del Dlgs 446/1997; invece ai fini dell'Imu l'esonero dall'imposta municipale riguarda i terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (Iap) di cui all'articolo 1 del Dlgs 99/2004, iscritti nella previdenza agricola; questa disposizione annovera anche le società che hanno per oggetto esclusivo l'esercizio della attività agricola delle quali un socio oppure un amministratore per le società di capitali, sia in possesso della medesima qualifica ed iscrizione Inps . Al riguardo si sta formando giurisprudenza: in senso sfavorevole alla esenzione per le società la Commissione Tributaria Provinciale di Reggio Emilia sentenza n. 4 depositata il 10 gennaio 2017 ed in senso favorevole alla agevolazione per le società la sentenza della Commissione Regionale dell'Emilia Romagna n. 1835/17 depositata il 6 giugno 2017.
In questo caso le società con la qualifica di imprenditore agricolo professionale avrebbero dovuto presentare la dichiarazione Imu entro il 30 giugno 2013 a fronte delle agevolazioni usufruite per la prima volta in materia di Imu dal 2012; quindi anche questi soggetti non devono presentare la dichiarazione entro il corrente mese di giugno.
Il Dipartimento delle Finanze, come in questa occasione, fornisce sempre utili contributi interpretativi in materia di fiscalità locale; sorprende che i Comuni assistiti dall'Anci talvolta si comportino in modo contrario come nel caso della esenzione da Imu per le società con la qualifica di Iap.


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