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Le verifiche di cassa e la cassa vincolata

di Luciano Fazzi - Rubrica a cura di Ancrel

L'organo di revisione economico finanziaria dell'ente locale, in base al comma 1, lettera f, dell'articolo 239 del Tuel dispone, rinviando all'articolo 223, deve provvedere con cadenza trimestrale, alla verifica ordinaria di cassa, alla verifica della gestione del servizio di tesoreria e di quello degli altri agenti contabili.
Il regolamento di contabilità dell'ente può anche prevedere autonome verifiche di cassa da parte dell'amministrazione. Quelle di Tesoreria, nello specifico, sono per l'organo di revisione uno strumento per verificare la regolarità della gestione e rappresentano un'attività propedeutica per la relazione del rendiconto della gestione. La procedura è tesa a verificare che quanto emerge dalle scritture dell'ente (saldo di diritto), sia riconciliabile con quanto invece risulta dalle scritture contabili dell'istituto tesoriere (saldo di fatto). La riconciliazione della giacenza di cassa deve essere tesa a ricontrare pure la «cassa vincolata».

Il chiarimento
Con l'entrata in vigore delle regole della contabilità armonizzata è stato anche chiarito cosa debba intendersi per cassa vincolata; le norme del Tuel previgenti al Dlgs 126/2014 che disciplinavano le entrate vincolate, infatti, erano poco chiare e ciò aveva indotto diverse sezioni regionali di controllo della Corte dei conti a emanare pronunce specifiche nei confronti di enti, per esempio, che non avevano gestito le entrate genericamente destinate agli investimenti come risorse senza vincolo di destinazione.
Con l'armonizzazione del Tuel con i principi e le regole stabilite dal Dlgs 118/2011, anche gli articoli 180 e 185, che disciplinano rispettivamente la riscossione e l'ordinazione di pagamento, sono stati modificati disponendo che le reversali di incasso e i mandati di pagamento devono indicare gli eventuali vincoli di destinazione da legge, da trasferimenti e da prestiti.
Nel caso del vincolo da legge, infatti, la disposizione normativa deve individuare in maniera specifica e non generica le destinazione dell'entrata. Nel caso del vincolo da trasferimento la norma si riferisce ai trasferimenti erogati all'ente da terzi con precise finalità. Il vincolo da prestito, infine, è legato al fatto che il ricorso all'indebitamento deve essere sempre finalizzato alla realizzazione di una specifica (e non generica) spesa di investimento.

Il parere della sezione Autonomie
Anche la sezione Autonomie della Corte dei conti - nella delibera n. 31/2015 - con la quale detta per gli enti locali le linee guida per la gestione della cassa vincolata alla luce della contabilità armonizzata, chiosa dicendo che «la irreversibilità della destinazione,…..sottrae definitivamente all'ente la disponibilità delle risorse, anche sotto il profilo della gestione di cassa».
Solo in casi di momentanea carenza di liquidità gli enti possono disporre l'utilizzo, in termini di cassa delle entrate vincolate in base all'articolo 180 del Tuel, per il finanziamento di spese correnti, «… per un importo non superiore all'anticipazione di tesoreria disponibile ai sensi dell'articolo 222». La possibilità di ricorrere all'utilizzo delle entrate vincolate per finanziare genericamente la spesa corrente, prevista dall'articolo 195 del Tuel, vincola una quota corrispondente dell'anticipazione di tesoreria in quanto il limite dei 5/12 delle entrate accertate nel penultimo anno precedente, afferenti ai primi tre titoli di entrata del bilancio, rappresenta nello steso tempo il limite sia per il ricorso all'anticipazione di tesoreria che all'utilizzo delle entrate a destinazione vincolata.
Pertanto in seguito alla «ricostruzione» del saldo della cassa vincolata al 1° gennaio 2015, il principio contabile 4/2 allegato al Dlgs n. 118/2011, prevede poi che i mandati e le reversali tra la cassa corrente e quella vincolata (utilizzo delle entrate vincolate e successivo reintegro della cassa vincolata) vengano tracciate contabilmente prevedendo nel piano finanziario che tali operazioni siano contabilizzate nelle «altre entrate per partite di giro». Trattandosi di entrate e spese registrate nelle partite di giro, gli stanziamenti riguardanti tali operazioni non svolgono la funzione di vincolo della spesa.
I nuovi schemi del rendiconto del tesoriere, infine, prevedono che venga data evidenza della composizione della cassa vincolata alla fine dell'anno e dell'eventuale utilizzo di cassa vincolata ancora da reintegrare.


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