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Scadenze infinite per le ragionerie degli enti locali

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Non c'è tregua per gli uffici finanziari degli enti locali. Il termine per l'approvazione del rendiconto 2016 è appena scaduto, anche se molti enti sono ancora alle prese con la sua predisposizione e, in particolare, con i nuovi adempimenti legati alla contabilità economico-patrimoniale, che già si profilano entro la fine di maggio numerose altri adempimenti in scadenza.

La scadenza della contabilità economico-patrimoniale
L'ipotesi di rinvio dell'approvazione dei documenti collegati alla contabilità economico-patrimoniale al prossimo 31 luglio, emersa durante la Conferenza Stato-città del 4 maggio scorso, peraltro dopo che il termine di legge è già spirato, risolve solo parzialmente i problemi dei Comuni i quali, in difficoltà nell'eseguire i nuovi adempimenti, hanno finito per sforare in massa il termine per l'approvazione del rendiconto (il quale pare invece non sarà prorogato).
Tuttavia, come accennato, nel corso del mese di maggio le ragionerie degli enti dovranno subito adoperarsi per affrontare una serie di adempimenti in scadenza.

L'invio del rendiconto alla Bdap
In primo luogo, entro 30 giorni dall'approvazione del rendiconto, gli enti sono tenuti al suo invio alla Banca dati della pubblica amministrazione (Bdap), seguendo le regole tecniche contenute nel Dm 12 maggio 2016. Invio che, come dimostrato dalla recente esperienza del bilancio di previsione, non si presenta sempre agevole, a causa delle squadrature che spesso sono segnalate agli enti. Insieme al rendiconto deve essere trasmesso anche il piano degli indicatori, come è noto allegato obbligatorio al bilancio ed al rendiconto, secondo quanto previsto dall'articolo 18-bis del Dlgs n. 118/2011. Il mancato rispetto del termine è sanzionato con il divieto di assunzione del personale a qualsiasi titolo, con quello di dare avvio a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione e altresì di stipulare contratti di servizio con i privati elusivi di tale divieto (articolo 9, comma 1-quinquies, Dl n. 113/2016). La sanzione perdura fino all'adempimento dell'obbligo di invio.

Rendiconto e adempimenti sulla trasparenza
Altresì va rammentato che, sempre entro 30 giorni dall'approvazione del rendiconto, gli enti devono provvedere alla pubblicazione dello stesso, comprensivo di tutti gli allegati, nel proprio sito istituzionale, nell'apposita sezione «amministrazione trasparente» (articolo 9 del Dlgs 33/2013 e articolo 226, comma 6-bis, del Dlgs n. 267/2000). Insieme a tali documenti devono essere pubblicati anche i dati della gestione in capitoli, nonché il «rendiconto semplificato», cioè una rappresentazione sintetica, aggregata e semplificata del rendiconto, anche con il ricorso a rappresentazioni grafiche, con la finalità di assicurare la piena accessibilità e comprensibilità del documento.
Gli obblighi di pubblicazione non si esauriscono qui. Sempre entro lo stesso termine di 30 giorni sopra indicato, gli enti devono pubblicare nel proprio sito istituzionale, nella sezione «Amministrazione trasparente», le entrate e le spese risultanti dal consuntivo, secondo lo schema allegato al Dpcm 22 settembre 2014 (articolo 29, comma 1-bis, Dlgs n. 33/2013 - Dpcm 22 settembre 2014).
Il mancato rispetto degli obblighi di pubblicazione, sui quali vigilano il responsabile della trasparenza dell'ente e gli organismi indipendenti di valutazione, comporta, per il responsabile competente, la possibile segnalazione all'ufficio di disciplina per l'eventuale procedimento disciplinare (nei casi di maggiore gravità) e costituisce altresì elemento di valutazione per la responsabilità dirigenziale, oltre a essere considerato al fine dell'attribuzione dell'indennità di risultato e del trattamento accessorio collegato alla performance individuale (articoli 43-46 Dlgs n. 33/2013).
Sempre con riferimento agli adempimenti in materia di pubblicazione, va evidenziato il nuovo obbligo di inserire nel sito istituzionale da parte delle amministrazioni pubbliche, in una parte chiaramente identificabile della sezione «Amministrazione trasparente», i dati sui propri pagamenti, al fine di permetterne la consultazione in relazione alla tipologia di spesa sostenuta, all'ambito temporale di riferimento e ai beneficiari (articolo 4-bis Dlgs n. 33/2013).

Il certificato al rendiconto
Nonostante gli annunci di semplificazione, permane ancora l'obbligo di invio al ministero dell'Interno del certificato al rendiconto 2016, adempimento previsto dall'articolo 161, comma 1 e 5, del Dlgs n. 267/2000. La scadenza è fissata dalla legge al 31 maggio e il modello è stato approvato con Dm 26 aprile 2017 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 5 maggio scorso). Sono dispensati dall'obbligo i Comuni rientranti nel cosiddetto “cratere del terremoto”, individuati dal Dl n. 189/2016, per i quali vige una sospensione del termine di 12 mesi, decorrente a seconda del verificarsi degli eventi sismici. È evidente che per molti aspetti tale adempimento si sovrapponga all'invio del rendiconto alla Bdap.
Va anche qui ricordato che, in caso di mancata trasmissione, l'Ente è soggetto a una duplice sanzione. Una economica, consistente nella sospensione del pagamento delle risorse dovute dal Ministero dell'Interno a qualsiasi titolo, compreso il fondo di solidarietà comunale (il cui Dpcm non è stato però ancora pubblicato), ai sensi del comma 3 dell'articolo 161 del Dlgs n. 267/2000, e una connessa all'assoggettamento ai controlli centrali sul tasso di copertura dei servizi, previsti di norma per gli enti strutturalmente deficitari (articolo 243, comma 6, Dlgs n. 267/2000). Tali sanzioni cessano con l'invio del certificato.

Liquidazioni Iva e altri adempimenti
Non vanno dimenticati, infine, l'obbligo di invio all'Agenzia delle entrate entro la fine di maggio delle liquidazioni periodiche Iva mensili o di quella trimestrale del primo trimestre 2017, introdotto dall'articolo 21-bis Dl n. 78/2010, come modificato dal Dl n. 193/2016 ed esplicitato dal provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 27 marzo 2017 (salvo possibili proroghe tecniche di qualche giorno), e la trasmissione del conto annuale del personale (sempre entro il 31 maggio).
Quanto sopra si aggiunge ovviamente ai consueti appuntamenti mensili, relativi alla comunicazione dei debiti non estinti, certi, liquidi ed esigibili per somministrazioni, forniture e appalti e obbligazioni relative a prestazioni professionali (a partire dalle fatture o altri documenti equivalenti di pagamento emessi dal 1° luglio 2014), per i quali, nel mese precedente, sia stato superato il termine di decorrenza degli interessi moratori di cui all'articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002 n. 231, e successive modificazioni (articolo 7-bis, comma 4, del Dl n. 35/2013), alla trasmissione periodica dei dati relativi alle fatture nella piattaforma dei crediti e a tutti gli altri adempimenti contabili e fiscali.

(*) Vice Presidente Anutel - Docente esclusivo Anutel


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