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Il correttivo appalti aggiusta il tiro sull'affidamento delle entrate locali

di Stefano Baldoni (*) - Rubrica a cura di Anutel

Le nuove disposizioni sull'affidamento delle entrate locali introdotte lo scorso anno dal Dl 193/2016, prima ancora della loro operatività, sono state oggetto di alcune modifiche da parte del recente decreto legge 50/2017. In particolare, quest'ultimo estende a tutte le amministrazioni locali la possibilità di accedere al nuovo soggetto pubblico della riscossione e chiarisce la reale portata degli affidamenti ammissibili.

L'affidamento della riscossione
In concomitanza con la riforma del sistema pubblico della riscossione, che dal prossimo 1° luglio vedrà la scomparsa di Equitalia e l'affidamento di tale funzione al nuovo ente strumentale denominato «Agenzia delle entrate – riscossione», l'articolo 2, comma 2, del Dl 193/2016 ha consentito ai Comuni e alle Province, dalla medesima data, di affidare al nuovo soggetto la riscossione spontanea e coattiva di tutte le proprie entrate. In tale modo è stata evitata la preclusione all'utilizzo del ruolo per la riscossione delle entrate locali che sarebbe divenuta operativa, proprio dal 1° luglio, per effetto dell'articolo 7, comma 2, lettera gg-ter), del Dl 70/2011. Ciò potrà avvenire con la semplice adozione di una deliberazione del consiglio, senza necessità di alcuna procedura pubblica di scelta del contraente. La disposizione inizialmente consentiva tuttavia agli enti di affidare al nuovo soggetto pubblico, oltre alla riscossione, anche le attività di accertamento e liquidazione delle proprie entrate. Tale norma è da subito apparsa fuori luogo, tenuto conto che l'oggetto sociale di «Agenzia delle entrate riscossione» non prevede lo svolgimento di tali attività. Il Governo, con l'articolo 35, comma 2, del Dl 50/2017, ha posto rimedio a quanto sopra, precisando che l'affidamento potrà riguardare solo la riscossione spontanea e coattiva di tutte le entrate.

I soggetti ammessi
Nella norma correttiva si ravvisa altresì un importante ampliamento dei soggetti che potranno avvalersi del nuovo ente pubblico per lo svolgimento della riscossione delle proprie entrate. Infatti, mentre in precedenza la norma limitava tale facoltà solo ai Comuni e alle Province (oltre che per le entrate delle società partecipate dagli stessi), il Dl 50/2017 consente a tutte le amministrazioni locali, come definite dall'Istat ai sensi dell'articolo 1, comma 3, della legge 196/2009, l'affidamento all'Agenzia delle entrate della riscossione spontanea e coattiva. Tale elenco comprende un gran numero di soggetti, che vanno dagli enti locali, alle Camere di commercio, a diverse agenzie regionali, alle aziende sanitarie locali eccetera. Per quanto attiene invece alla possibilità di affidare la riscossione delle entrate delle società partecipate dalle amministrazioni locali, il decreto precisa che ciò deve avvenire fermo restando le norme dell'articolo 17, commi 3-bis e 3-ter del Dlgs 46/1999. In base a quest'ultime, spetta al Ministero dell'economia e delle finanze autorizzare la riscossione coattiva a mezzo ruolo dei crediti delle società per azioni a partecipazione pubblica, previa valutazione della rilevanza pubblica dei crediti. Anche in caso di presenza dell'autorizzazione ministeriale, comunque, la società potrà procedere all'iscrizione a ruolo solo dopo aver emesso, vidimato e reso esecutiva l'ingiunzione fiscale ai sensi del Rdl 639/1910.

Considerazioni
L'impianto normativo continua comunque a consentire agli enti locali di affidare direttamente la riscossione spontanea e coattiva delle proprie entrate al nuovo ente strumentale, adottando una semplice deliberazione consiliare dal prossimo primo luglio. In proposito si rammenta che anche nel caso della riscossione spontanea, Agenzia delle entrate – riscossione è abilitata ad introitare direttamente le somme, non operando, solo in tale ipotesi, le norme dell'articolo 2-bis del Dl 193/2016 che, dal prossimo primo ottobre 2017, dispongono l'obbligo di far affluire i tributi e le altre entrate dei comuni e degli enti locali direttamente nella tesoreria degli stessi (oltre che mediante il modello F24, per i tributi, e gli altri strumenti elettronici di pagamento, per tutte le entrate).
La modifica normativa rende quindi necessario comprendere per quali società pubbliche gli enti controllanti o partecipanti potranno deliberare il ricorso al ruolo, nonché le modalità con cui potrà essere richiesta la prescritta autorizzazione. Se, infatti, da un lato si assiste all'ampliamento dei soggetti ammessi al ricorso al ruolo, dall'altro, rispetto alla versione iniziale del decreto, si evidenziano dei limiti all'affidamento della riscossione delle entrate dei comuni gestite dalle società partecipate.

(*) Vice presidente e docente esclusivo Anutel


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