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Certificazione saldo di finanza pubblico, nuovo invio se i dati non quadrano col rendiconto

di Antonino Borghi (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Termini e modalità per trasmettere la certificazione dei risultati conseguiti nell'anno precedente sono indicati al punto E1 della corposa circolare Mef del 3 aprile 2017 n. 17 sulle regole di finanza pubblica per gli enti locali. I successivi punti E2 ed E3 specificano le conseguenze nel caso di ritardato invio e l’obbligo di una nuova certificazione.

Mancata trasmissione
Nel caso di mancata trasmissione della certificazione entro il termine del 31 marzo, la circolare non precisa, purtroppo, che, come sembra logico, l'automatica nomina quale commissario ad acta del presidente dell'organo di revisione nel caso questo sia collegiale, ovvero dell'unico revisore nel caso sia monocratico, riguarda solo la trasmissione della certificazione entro il 29 giugno, pena la decadenza del ruolo di revisore e non anche la decadenza nel caso in cui la certificazione non sia disponibile. Non è pensabile che debba provvedere l'organo di controllo a compiti gestionali come determinare gli accertamenti e gli impegni da assumere per la certificazione dei risultati.

Verifiche tempestive
La circolare tratta un aspetto che coinvolge l'organo di revisione nei giorni successivi all'approvazione del rendiconto di gestione. Il comma 473, articolo 1, della legge 232/2016, impone la corrispondenza tra i dati contabili rilevanti ai fini del conseguimento del saldo e riassunti nella certificazione da presentare entro il 31 marzo e le risultanze del rendiconto di gestione che ha come termine di approvazione il 30 aprile.
Nel caso in cui la certificazione trasmessa sia difforme dalle risultanze del rendiconto di gestione, gli enti sono tenuti a inviarne una nuova versione sottoscritta anche dall'organo di revisione, a rettifica della precedente, entro il termine perentorio di sessanta giorni dall'approvazione del rendiconto e, comunque, non oltre il 30 giugno.

La rettifica
Il successivo comma 474 dispone che decorso il termine del 30 giugno, gli enti locali sono comunque tenuti a inviare una nuova certificazione, a rettifica della precedente, solo nel caso in cui essi rilevino, rispetto a quanto già certificato, un peggioramento dell'obiettivo di saldo. Si ha peggioramento, come indicato nella circolare, in tre ipotesi:
a) Quando in caso di mancato conseguimento dell'obiettivo di saldo precedentemente certificato, è aumentata la differenza fra saldo conseguito e saldo obiettivo;
b) Quando la nuova certificazione, contrariamente alla precedente, attesta il mancato rispetto dell'obiettivo di saldo;
c) quando la nuova certificazione, pur attestando, come la precedente, il rispetto dell'obiettivo di saldo, evidenzia una minore differenza tra il saldo finanziario conseguito e l'obiettivo di saldo.
Non ricorrendo nessuna delle tre ipotesi, decorso il termine del 30 giugno, gli enti non possono inviare certificazioni che rettifichino, in senso migliorativo, dati trasmessi in precendenza.
Non è raro il caso in cui l'importo degli accertamenti e degli impegni al momento della certificazione non siano definitivi e comunque diversi da quelli risultanti dal rendiconto di gestione successivamente approvato dal Consiglio.
Compete all'organo di revisione, nell'ambito dell'attività di vigilanza, subito dopo l'approvazione del rendiconto, la verifica dell'eventuale differenza dell'obiettivo rispetto a quello certificato entro il 31marzo e richiedere, nel caso di scostamento, la presentazione entro il 30 giugno di una nuova certificazione e, se ricorrono le tre fattispecie di peggioramento sopra richiamate, la presentazione di una nuova certificazione anche oltre il predetto termine del 30 giugno.

(*) Presidente Ancrel