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Dl enti locali, Decaro: «Senza rimborsi, i Comuni non allestiranno i seggi del prossimo referendum»

di Redazione Anci

«Nella mia città darò disposizioni di non avviare le procedure per il prossimo referendum. E ho invitato tutti i sindaci a fare lo stesso. Fino a quando non verranno stanziati i fondi necessari per il ristoro delle spese sostenute dai Comuni in occasione del referendum costituzionale del 4 dicembre scorso, per quanto ci riguarda i seggi elettorali possono essere allestiti nei ministeri». Lo afferma il sindaco di Bari e presidente dell'Anci, Antonio Decaro, ieri al termine del Consiglio direttivo dell'associazione.
«Riconosciamo gli importanti risultati ottenuti sia nella legge di bilancio che nelle misure adottate in favore degli enti locali. Il turn over del personale al 75 per cento su tutti: una misura che mette le amministrazioni comunali in condizione di adoperarsi con più energie per quel rilancio del Paese nel quale siamo quotidianamente impegnati. E sappiamo che grazie a una continua interlocuzione con il governo, stiamo ottenendo altri interventi in diverse materie. Noi sindaci non possiamo però consentirci di accumulare ulteriori crediti nei confronti dello Stato. Ci era stato assicurato pubblicamente, in più di un'occasione, il rimborso di circa 45 milioni, che corrispondono a una parte delle spese sostenute nel 2016 dai Comuni per consentire lo svolgimento delle consultazioni elettorali e referendarie. La norma doveva essere contenuta nel Dl enti locali, ma al momento non ci risulta che lo stanziamento sia previsto. Per questo – conclude Decaro - nonostante le sollecitazioni già pervenute dalle prefetture, non prepareremo gli atti necessari allo svolgimento del prossimo referendum, per ora previsto a maggio».


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