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Le istruzioni di Arconet sul rendiconto 2016 dei «piccoli» Comuni

di Patrizio Battisti (*) - Rubrica a cura di Ancrel

Sul rendiconto 2016 dei piccoli enti interviene Arconet con la Faq n. 22 del 24 marzo 2017 e chiarisce qual è il documento che i Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti devono obbligatoriamente allegare nel fascicolo del bilancio consuntivo per adempiere agli obblighi della nuova contabilità economico -patrimoniale prevista dalla riforma dell'armonizzazione contabile.

Se l’obbligo è differito
Innanzitutto la Commissione circoscrive il perimetro d'applicazione di tale adempimento individuandone l'obbligo soltanto per quegli enti, con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, che si sono avvalsi della proroga della contabilità economico-patrimoniale. Rammentiamo che l'obbligo generalizzato della contabilità economica è stato previsto dal primo comma dell'articolo 232 del Tuel: «Gli enti locali garantiscono la rilevazione dei fatti gestionali sotto il profilo economico-patrimoniale nel rispetto del principio contabile generale n. 17 della competenza economica e dei principi applicati della contabilità economico-patrimoniale», mentre al comma 2, con la modifica introdotta dall'articolo 1, comma 1, del Dlgs 10 agosto 2014 n. 126, si prevede la facoltà per i piccoli Comuni di differire tale obbligo a partire dall'esercizio 2017. La richiesta avanzata ad Arconet evidenziava l'opportunità di allegare al rendiconto 2016, comunque il conto del patrimonio, previsto originariamente all'articolo 230 del Tuel, oggi abolito a seguito della riforma armonizzata e sostituito, a regime, dallo stato patrimoniale.

Stato patrimoniale iniziale
La Commissione innanzitutto conferma che l'articolo 227, comma 3, del Tuel prevede che «Nelle more dell'adozione della contabilità economico-patrimoniale gli enti locali con popolazione inferiore a 5mila abitanti che si avvalgono della facoltà, prevista dall'articolo 232, non predispongono il conto economico, lo stato patrimoniale e il bilancio consolidato», Successivamente poi richiama l'ultimo periodo dell'articolo 11, comma 13, del Dlgs 118/2011 laddove prevede che «Al primo rendiconto di affiancamento della contabilità economico patrimoniale alla contabilità finanziaria previsto dall'articolo 2, commi 1 e 2, è allegato anche lo stato patrimoniale iniziale». Pertanto la legge richiede a tali enti l'approvazione dello stato patrimoniale al 1° gennaio 2017 che rappresenta anche la situazione patrimoniale al 31 dicembre 2016.

Procedura da seguire
La procedura d'approvazione del prospetto era già stata illustrata con dovizia lo scorso anno dalla Corte dei conti nella delibera 18 marzo 2016 n.9/SezAut/2016/Inpr per gli enti che applicavano per la prima volta la contabilità economico-patrimoniale nel 2016. Lo stesso criterio, a nostro avviso, dovrebbe essere utilizzato per analogia anche quest'anno dai piccoli enti: «è necessario applicare all'inventario ed allo stato patrimoniale i criteri di valutazione dell'attivo e del passivo previsti dal principio applicato (4/3 al punto 9.3), predisponendo a tal fine una tabella per ciascuna voce, che affianchi agli importi di chiusura del precedente esercizio quelli attribuiti a seguito del processo di rivalutazione, con le relative differenze. I prospetti aggiornati al 1° gennaio 2016 (quest'anno 2017, nda), unitamente a quelli di raccordo fra la vecchia e la nuova classificazione, devono essere sottoposti all'approvazione del consiglio in sede di rendiconto dell'esercizio di avvio della contabilità economico-patrimoniale. Si ritiene, infatti, quanto mai opportuna una formale approvazione degli anzidetti prospetti, in quanto frutto di una riclassificazione in grado di rideterminare il patrimonio netto dell'ente. Ove, nel corso del primo esercizio di applicazione del principio contabile, non sia stato possibile procedere, secondo la nuova disciplina, alla rivalutazione di beni che siano oggetto di ricognizione o in attesa di perizia, l'attività di ricognizione straordinaria del patrimonio e la conseguente rideterminazione del relativo valore possono protrarsi per un ulteriore esercizio e, comunque, devono concludersi entro il 2017 (oggi 2018, nda)».

Le indicazioni di Arconet
Leggendo con attenzione la Faq le stesse indicazioni vengono fornite da Arconet che invita gli enti alla redazione di un «proprio inventario al 31 dicembre 2016 aggiornato secondo i criteri di valutazione dell'attivo e del passivo previsti dal principio applicato della contabilità economico patrimoniale n. 9.3 «Il primo stato patrimoniale: criteri di valutazione», e ricodificato, secondo il piano patrimoniale del piano dei conti integrato e un conto del patrimonio 2015 riclassificato secondo lo schema previsto dall'allegato n. 10 al Dlgs 118/2011 e aggiornato per tenere conto della gestione 2016. Naturalmente la facoltà di proroga disposta dall'articolo 232 ha valore anche con riferimento all'obbligo di predisposizione del bilancio consolidato relativo all'esercizio 2017.
Lo schema di stato patrimoniale iniziale al 1° gennaio 2017 servirà, quest'anno, anche per circoscrivere il perimetro del consolidamento in base al punto 3.1 del principio contabile applicato del bilancio consolidato - Allegato 4/4 al DLgs 118/2011. Il principio contabile 4/4 dispone che «al fine di garantire la significatività del bilancio consolidato» gli enti possono considerare irrilevanti i bilanci delle società e degli organismi partecipati, la cui partecipazione presenta una percentuale inferiore, per gli enti locali, al 10 per cento del totale dell'attivo oppure del patrimonio netto oppure ancora dei ricavi della gestione caratteristica. La verifica del superamento di tali parametri, per gli enti con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, dovrà essere effettuata prendendo come base lo stato patrimoniale iniziale al 1° gennaio 2017, limitandosi a effettuare la verifica ai primi due parametri, mentre non essendo compilato il conto economico non si ritiene possibile effettuare la verifica relativamente ai ricavi della gestione caratteristica.

La bozza di Ancrel
Alla luce di queste nuove ulteriori informazioni si ritiene che il revisore monocratico alle prese con la relazione al rendiconto 2016 dovrà adattare la bozza messa a disposizione da Ancrel, secondo le nuove indicazioni fornite da Arconet.

(*) Coordinatore Commissione Enti Locali e no profit - Odcec Tivoli e Revisore Ancrel


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